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Ecco come sarà il futuro di Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS, Professioni Sanitarie e altri operatori del SSN dopo il Coronavirus. Ne parliamo con Michelangelo Librandi, segretario generale della Uil Fpl.

Come sarà il futuro lavorativo e professionale in Italia per Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, Operatori Socio Sanitari, Professioni Sanitarie e altri operatori del Sistema Sanitario Nazionale? E’ una domanda a cui in tanti cercano di dare risposte. Nei giorni scorsi avevamo ascoltato i segretari di Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, e di Nursing Up, Antonio Del Palma. Oggi sentiamo il parere di Michelangelo Librandi, segretario generale della Uil Fpl. Vediamo cosa ci ha risposto.

Il Coronavirus ha messo in ginocchio l’intero Comparto Sanità. Da tempo la UIL FPL si sta battendo per il rispetto delle regole, quelle del lavoro, a cui devono sottostare datore e lavoratore. La non programmazione da parte delle Aziende sanitarie nell’approvvigionamento di Dispositivi di Protezione Individuale idonei ad una Pandemia come quella contingente ha portato migliaia di operatori ad ammalarsi e, a volte, a morire di Covid-19. Cosa non ha funzionato finora? Come mai le vostre richieste sono state ignorate in passato?

Sicuramente, nella fase iniziale di quella che solo dopo alcune settimane è stata definita pandemia, è stata sottovalutato il diffondersi del Covid-19 in Europa e nel resto del mondo.
Si pensi, che anche dopo 20 giorni dal “primo” caso nel nostro Paese, l’Italia ha donato un grosso quantitativo di DPI alla Cina. Quando, dunque, la situazione è precipitata anche in Italia ed in tutta Europa, c’è stata la rincorsa di tutti i Paesi ad accaparrarsi i dispositivi di sicurezza e l’Italia ha pagato il prezzo della mancata produzione interna che ha impedito la distribuzione di un numero sufficientemente adeguato per tutti gli operatori sanitari.
Come UIL-FPL, insieme a CGIL e CISL, ci siamo subito messi in moto sottoscrivendo il Protocollo con il Ministero della Salute e pretendendo il quantitativo necessario al fabbisogno dei lavoratori. Un impegno che, purtroppo, è rimasto, ancora oggi, solo sulla carta.

Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di Infermieri, Infermieri Pediatrici, OSS, Professioni Sanitarie, Ostetriche e altri operatori del SSN è sempre un grosso scalino da superare e spesso mette in contrasto le organizzazioni sindacali con i Governi del momento. Crede che dopo quanto accaduto, sta accadendo e accadrà con il Covid-19 cambierà l’atteggiamento della Politica nei confronti dei professionisti sanitari e socio-sanitari?

Dai momenti drammatici il nostro Paese, i nostri lavoratori e i nostri cittadini hanno sempre saputo rimboccarsi le maniche e ripartire, ma spesso la politica invece che trarre insegnamento dalle difficoltà, continua ad ignorare i problemi emersi e prosegue con politiche di tagli lineari volti solo a far quadrare i conti.
Purtroppo, già nel documento di economia e finanza licenziato nei giorni scorsi dal Parlamento, non c’è alcuna traccia di cambio di passo: nessuna previsione di stanziamento aggiuntivo per i rinnovi dei CCNL dei dipendenti del pubblico impiego.

Ci aspettavamo, invece, una vera e propria inversione di tendenza, tenuto conto del grande apporto, in termini di sacrifici, responsabilità e purtroppo perdita di vite umane, dei lavoratori del pubblico impiego nella gestione dell’emergenza.

Invece di ripartire da una programmazione seria sulla scelta dei servizi e sulla modalità di erogazione alla cittadinanza, da un’idea nuova di società che si fondasse sul bene comune e che rimettesse la persona ed i suoi bisogni al centro dell’agire dell’agenda politica, anche questo Governo imita le politiche dei precedenti Esecutivi.
I dipendenti pubblici, nonostante la riduzione del personale, direttive spesso in contraddizione tra Enti, hanno dato e continuano a dare risposte qualificate ai cittadini e vengono ripagati con il solo aumento delle risorse dei fondi aziendali per il lavoro straordinario, che risultano essere del tutto insufficienti. Nessuna risposta e’ stata data dallo sblocco dei fondi per la contrattazione decentrata, tantomeno sono previste risorse per poter rinnovare adeguatamente un CCNL in grado di riconoscere i meriti e le competenze del personale.

Ricordiamo che il precedente CCNL è scaduto da oltre un anno e rinnovato dopo 10 anni di blocco, ed ha portato 85 euro medi di aumento con una perdita del potere d’acquisto del 12% rispetto alle retribuzioni dei lavoratori dell’industria. Un contratto, di fatti, definito “ponte” solo per spezzare il “digiuno” dei dipendenti pubblici ed in previsione di un nuovo rinnovo che potesse soddisfare appieno i diritti e le esigenze dei lavoratori pubblici. Invece, le sole risorse stanziate per i rinnovi CCNL sono pari ad aumento del 3,72%, una cifra assolutamente inadeguata per finanziare la nuova classificazione del personale ferma da circa 20 anni.

Nemmeno il determinante apporto dei lavoratori pubblici a quest’emergenza straordinaria come quella che stiamo vivendo ha fatto aprire gli occhi a questo Governo. Rimandiamo dunque al mittente i grandi elogi di queste settimane. Non ci serve essere chiamati eroi, se poi questi sono i risultati.

Gli operatori colpiti da Covid-19 o quelli che ne saranno colpiti in futuro hanno subito seri danni dal punto di vista fisico, psichico ed emotivo. Già si parla di Sindrome da Stress Post Traumatico. Crede che le Aziende sanitarie si debbano già organizzare per venire incontro a questa problematica? E come?

Purtroppo i nostri lavoratori hanno subito delle conseguenze perenni anche fisiche non solo psichiche ed emotive, tra le quali gioca un ruolo determinante lo stress.

L’impatto emotivo che hanno subito in questi mesi difficilmente potra’ essere “risarcito” anche moralmente.
Abbiamo perso professionisti, lavoratori, vite umane, padri e madri di famiglia, amici e conoscenti.

E pensiamo allo stress psicologico di veder morire giorno dopo giorno centinaia di pazienti in totale isolamento ed essere gli unici esseri umani che potevano offrire loro una mano o una parola di sostegno nel momento del trapasso.Il peso, l’emozione e la disperazione sui volti di medici, infermieri e operatori sanitari sono immagini che rimarranno sempre impresse nelle nostre coscienze collettive.

Proprio per questo, abbiamo chiesto al Ministero della Salute di istituire un fondo adeguato per il supporto psicologico per tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo necessitano e necessiteranno.

Le ferie estive probabilmente salteranno per una mancata o impossibile programmazione da parte delle aziende sanitarie, mentre è sempre più difficile reperire operatori sanitari e socio sanitari liberi o disoccupati. Crede che salteranno o ci sono i margini per garantire il giusto riposo ai professionisti dopo mesi di guerra al Covid-19?

Da anni chiediamo un piano di assunzioni straordinario, soprattutto dopo tutti gli anni di blocco del turn-over e dopo la fuoriuscita del personale con “quota 100”. La risposta della politica e di tutti i Governi che si sono succeduti negli anni, è stata sempre la stessa: tagli lineari, zero investimenti ed i dipendenti pubblici considerati privilegiati o fannulloni.

Adesso ci chiamo eroi, ma in questi anni, nessuno ha tutelato la professionalità e le capacità del personale medico e sanitario dei nostri Ospedali.Questa politica ha contribuito a creare nell’immaginario collettivo, soprattutto tra i più giovani, la convinzione che fare questi lavori, non ripaga, né sotto il profilo professionale né economico. Ed in più il numero chiuso di molte Facoltà ha impedito la formazione di nuove generazioni di professionisti che, soprattutto in momenti come questi, avrebbero potuto fare la differenza tra le corsie dei nostri Ospedali.

Le ferie sono un diritto riconosciuto dai contratti collettivi e devono essere riconosciute ai lavoratori, soprattutto dopo il lavoro incessante di tutti questi mesi.

Molto dipenderà dalla responsabilità con cui i cittadini si approcceranno alla cosiddetta “Fase 2”: dobbiamo tutti continuare a mantenere alta la guardia per limitare il contagio. Lo dobbiamo alle persone che amiamo, alla collettività ma soprattutto ai nostri concittadini che hanno combattuto in prima linea il virus per garantirci i servizi essenziali.

Ritornando al rinnovo contrattuale e al necessario aumento degli stipendi del Comparto Sanità, pensa che ci sia la possibilità di rendere gli operatori dei veri professionisti alla stregua dei medici, che non hanno in pratica il vincolo di esclusività?

Assolutamente. Oltre la necessità del rinnovo contrattuale, abbiamo lavorato anche sulla parte normativa. Nell’ultima piattaforma per i rinnovi contrattuali elaborata assieme a CGIL e CISL e già presentata al Governo, abbiamo espressamente previsto l’esercizio della libera professione anche per tutti gli operatori delle professioni sanitarie.

Grazie segretario!

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