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Come sarà il futuro dell’Operatore Socio Sanitario in Italia dopo la Pandemia da Covid-19? Ne parliamo con Antonio Squarcella, dirigente nazionale sindacato SHC.

Durante la Pandemia da Coronavirus tutto il Sistema Sanitario Nazionale è stato messo e viene messo a dura prova. Tra gli operatori più colpiti da contagi e decessi vi sono gli OSS, che oggi si interrogano sul loro futuro. Ne parliamo con Antonio Squarcella, dirigente nazionale del Sindacato Human Caring (SHC) e segretario regionale della stessa organizzazione in Puglia. Vediamo cosa ci ha risposto.

Il Coronavirus ha messo in ginocchio l’intera Sanità Italiana. Da tempo SHC si sta battendo per il rispetto delle regole, quelle del lavoro, a cui devono sottostare datore e lavoratore. La non programmazione da parte delle Aziende sanitarie nell’approvvigionamento di Dispositivi di Protezione Individuale idonei ad una Pandemia come quella contingente ha portato migliaia di operatori ad ammalarsi e, a volte, a morire di Covid-19. Cosa non ha funzionato finora? Come mai le vostre richieste sono state ignorate in passato?

Credo che la prima causa del mancato funzionamento del sistema sanitario nazionale sia stato quello di aver sottovalutato primariamente questo virus. Le aziende di conseguenza non hanno adottato prontamente dei meccanismi di prevenzione per tutelare da subito e mettere in sicurezza gli utenti e principalmente i sanitari tutti. E quando parlo di sanitari non mi rivolgo soltanto a medici e infermieri ma anche un altra figura che dovrebbe essere inquadrata come tale ovvero gli OSS, perché loro sono lì, in prima linea, ancora oggi a fronteggiare questo nemico invisibile. Le aziende nonostante il virus doveva già avere in dotazione i DPI perché è inammissibile che si debba attendere lʼarrivo di una pandemia per cercare “successivamente” di tutelare il lavoratore e disporsi di protezioni. Abbiamo più volte sollecitato sin dal principio di questa pandemia le aziende, dove i nostri iscritti ci allertavano della mancanza dei DPI, per dar modo di assurgere alla contingenza e di fornire tempestivamente tutto il materiale occorrente che serviva a tutelare il lavoratore, ma come il virus è stato sottovalutato allo stesso tempo anche noi e le nostre proposte sono state sminuite.

Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli Operatori Socio Sanitari e degli altri lavoratori del SSN è sempre un grosso scalino da superare e spesso mette in contrasto le organizzazioni sindacali con i Governi del momento. Crede che dopo quanto accaduto, sta accadendo e accadrà con il Covid-19 cambierà l’atteggiamento della Politica nei confronti dei professionisti socio-sanitari?

Spero che qualcosa cambi ma che avvenga in maniera totale e definitiva. Tutto il comparto sanitario deve essere valorizzato sotto un profilo politico/economico. Se al momento ci stiamo battendo per aver quella “piccola” riconoscenza attraverso la richiesta di indennizzi economici per lʼemergenza, che è una procedura del tutto momentanea, lo stato deve attivarsi da subito a impugnare il valore dei sanitari e concretizzarlo definitivamente con modifiche sia contrattuali quanti quelli economici.

Gli operatori colpiti da Covid-19 o quelli che ne saranno colpiti in futuro hanno subito seri danni dal punto di vista fisico, psichico ed emotivo. Già si parla di Sindrome da Stress Post Traumatico. Crede che le Aziende sanitarie si debbano già organizzare per venire incontro a questa problematica? E come?

Come dicevo prima, le aziende dovevano già possedere i requisiti per garantire lʼautotutela del personale, come già avviene in pochissime aziende ospedaliere, dove ogni singolo lavoratore a distanza di mesi viene sottoposto non soltanto a visite mediche con esami di routine, ma anche di ulteriore visita psichiatrica, sostegno psicologico, dove qualora il lavoratore è vittima di stress sarà consigliato di astenersi dal lavoro per malattia per un periodo di pausa psicofisica. Per rilevare se il lavoratore è soggetto attivo a stress di barnout, stess fisico ecc ecc, perché vorrei ricordare che questi tipi di stress con il passare del tempo comporta e scaturisce un meccanismo spessa volte di “violenza”, proprio come quelle che purtroppo oggi manifestano nella maggior parte nelle case di riposo e negli ospedali. Se non si tutela in primo luogo il lavoratore, se non li si garantisce un giusto sostegno, allo stesso tempo non si garantirà la tutela allʼutenza.

Le ferie estive probabilmente salteranno per una mancata o impossibile programmazione da parte delle aziende sanitarie, mentre è sempre più difficile reperire operatori socio sanitari liberi o disoccupati. Crede che salteranno o ci sono i margini per garantire il giusto riposo ai professionisti dopo mesi di guerra al Covid-19?

Purtroppo molte aziende hanno come problematica il ridotto numero di personale.l, molte di queste infatti hanno dovuto rivolgersi ad Agenzie Interinali per reclutare personale con semplici contratti in somministrazione. Bisognerebbe attingere dalle graduatorie concorsuali per offrire ampio spazio a tutti i lavoratori che hanno necessità di lavorare e prestare il proprio aiuto. Ma aldilà di questo io penso che principalmente un
grande aiuto, per offrire un poʼ di sospiro a chi è impegnato nellʼaera Covid, può essere ricevuto da ognuno di noi, dal cittadino, rispettando le regole che vengono fornite dallʼISS.

Ritornando al rinnovo contrattuale e al necessario aumento degli stipendi per gli OSS, pensa che ci sia fattibile in una crisi economica come quella che ci appresteremo a vivere?

Come dicevo pocʼanzi le istituzioni devono necessariamente valorizzare in via definitiva il comparto sanitario. Va rivisto da subito un piano politico/economico che vada a concentrarsi sui sanitari. LʼOSS deve rientrare in questo, deve entrare in quella benedetta Area Socio Sanitaria perchè è lì che deve stare, è quello il suo posto. Una figura professionale che fornisce assistenza diretta al paziente non può essere valutata figura “tecnica” o di “interesse sanitario” lʼOss è una figura Socio Sanitaria. Vorrei fare un esempio molto semplici forse magari anche ridicolo, ma non è possibile come un giocatore di calcio debba guadagnare milioni e milioni di euro, mentre chi salva vite umane e chi assiste persone ammalate debba ricevere un premio Una Tantum oppure un singolo indennizzo. Cerchiamo di valorizzare lʼassetto sociale, quello umano e non le cavolate. Rispettiamo il lavoratore rispettiamo la vita.

Grazie segretario e buon lavoro.

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