Vincent Lambert: l’Infermiere ucciso dallo Stato in Francia. Una sconfitta per l’umanità.

Quanto accaduto in terra francese riapre la discussione anche in Italia e nel resto d’Europa sul testamento biologico e sullo stop coatto della vita.

L’Infermiere francese Vincent Lambert, 43 anni, non c’è più, ma di lui se ne continuerà a parlare a lungo essendo diventato il protagonista involontario della morte di Stato. E’ accaduto in Francia, dove nessuno, ma proprio nessuno, è riuscito ad impedire un omicidio statale, dettato da regole severe che  costringono al decesso i pazienti che non hanno la capacità di auto-gestirsi perché affetti da patologie degenerative gravi e gravissime.

Vincent è diventato il simbolo della Francia che si ribella alla legge nel nome dell’umanità e dell’umanizzazione delle cure e che dice no all’eutanasia di Stato, soprattutto di fronte ad Assistiti che hanno voglia di vivere e che non hanno mai espresso la volontà di dipartire anticipatamente.

Sono passati “appena” 10 anni dall’inizio del suo stato di coma vegetativo. Vincent era giovanissimo quando è stato colpito da una patologia irreversibile e si è trovato dall’assistere come Infermiere all’essere assistito da colleghi Infermieri. Un passaggio dall’una all’altra condizione che non lo ha stravolto più di tanto, forse per la sua tremenda e continua voglia di vivere e di resistere alla malattia.

L’11 luglio Lambert è morto, l’Infermiere e paziente tetraplegico è divenuto simbolo del dibattito sul fine vita in Francia, in Italia e nel resto d’Europa, creando dibattito sul caso in tutto il mondo. E’ giusto staccare la spina? Ed è giusto che per tutti, compreso il Paziente, decida lo Stato?

La procedura di “interruzione dei trattamenti” – spiega Repubblica.it – è stata avviata a partire da martedì della scorsa settimana, come si leggeva in una mail inviata dal medico Vincent Sanchez, capo del reparto di cure palliative dell’Ospedale universitario di Reims, ad ognuno dei componenti della famiglia Lambert. Il protocollo medico prevedeva “cessazione del trattamento” e “sedazione profonda e continua”. Le cure erano state sospese dopo l’ultima decisione del tribunale.

Il procuratore di Reims, Matthieu Bourrette, ha aperto un’indagine sulle “cause del decesso” di Lambert: “L’11 luglio 2019, poco dopo le 8.30 del mattino, sono stato informato dal Reims University Hospital Center della morte di Vincent Lambert. Ho immediatamente deciso di aprire un’indagine sulle cause del decesso”, ha dichiarato Bourrette in una conferenza stampa. Ol pm ha disposto l’autopsia e affidato le indagini alla sezione regionale della polizia giudiziaria di Reims.

La moglie di Vincent Lambert, Rachel, ha sempre ripetuto che lui non avrebbe voluto vivere in questo stato, ma gli anziani genitori si sono opposti fino all’ultimo istante. Una battaglia legale cominciata nel 2013 (34 ricorsi in tutto con i quali si è fatta leva su ogni possibile cavillo) quando ci fu una prima sospensione delle cure, poi ripristinate attraverso un ricorso in tribunale. Lambert, morto a 43 anni, era padre di una bambina nata nel 2008, qualche mese prima dell’incidente stradale che l’aveva lasciato in stato vegetativo.

Ciao Vincent, la tua morte non sarà vana. A decidere per l’eventuale trapasso deve essere il paziente e non lo Stato che anche su questi casi vuole risparmiare sulle cure, giustificandosi con la necessità di non accanirsi nell’assistenza a tutti i costi.

E’ un mondo in continua evoluzione, ma sulle questioni morali continua ad interrogarsi. Le cure devo tornare ad essere umane.

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