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martedì, Maggio 24, 2022
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Stabilizzazione Medici, Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie. Quanti sono i “condonati” e cosa faranno i vincitori di Concorsi e Mobilità?

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Si fa gran parlare in questi giorni di stabilizzazioni tra i precari assunti con contratti Covid. Ma quanti saranno i Medici, gli Infermieri, gli Psicologi, le Ostetriche, gli OSS e le Professioni Sanitarie interessate da quello che tutti immaginano essere un “condono di massa”? In 54.000 attendono il miracolo, mentre protestano i restanti 150.000.

La politica e con essa le Federazioni Ordinistiche, assieme alla FIASO, stanno pressando per la stabilizzazione di Medici, Infermieri, Ostetriche, Psicologi, OSS, Professioni Sanitarie e altre figure tecniche assunti con procedure di reclutamento d’urgenza durante la fase più cruenta della Pandemia Covid.

La Legge Finanziaria non può by-passare la Costituzione Italiana.

Secondo i calcoli dei bene informati dovrebbero essere dai 53.000 ai 54.000 soggetti che sperano non tanto di essere stabilizzati mediante la ormai nota e stra-prorogata Legge Madia, quanto di prendere parte ad un vero e proprio “condono di massa“, bypassando quello che la Costituzione Italiana (art. 97) prevede, ovvero il superamento di un Concorso Pubblico.

La protesta dei vincitori di Concorso e di Mobilità.

Al “condono di mass” si oppongono, ovviamente, i professionisti sanitari e socio sanitari (se ne calcolano circa 150.000) vincitori di concorso o di mobilità, che attendono da anni di ritornare a casa nei luoghi di origine e che sono stati impegnati in prima linea, come i precari, nella guerra acerrima al Covid e al Coronavirus. Tanti di loro sono deceduti, altri si sono ammalati, moltissimi sono in burnout e chiedono da tempo di tornare a vivere tra i propri cari nei rispettivi luoghi natii.

Leggi anche:

Stabilizzare Medici, Infermieri e Professioni Sanitarie assunti con contratto Covid e chiamare da Concorsi.

Posti per Concorsi e Mobilità dovrebbero essere garantiti e non scalfiti dalle stabilizzazioni di massa.

Va precisato che le Aziende sanitarie ed Ospedaliere, nella fase delle indizioni dei Concorsi Pubblici, hanno previsto già il numero di soggetti da assumere mediante utilizzo di apposite graduatorie e che le stabilizzazioni dovrebbero riguardare anche soggetti vincitori di concorso o di mobilità. Parlare di numeri, al momento, però è assai arduo, perché non sappiamo effettivamente quanti saranno gli stabilizzati finali e se tutti potranno rientrare nelle norme che saranno previste nella Legge Finanziaria in fase di approvazione nelle prossime settimane.

Al momento tutto resta in forse.

Ad oggi non c’è nulla di deciso e soprattutto nessun partito, politico o federazione può andare oltre le regole democratiche evitando i dettami costituzionali.

La FIASO, ovvero la Federazione che racchiude tutte le Aziende Sanitarie e Ospedaliere italiane, ha comunicato che ci sarebbe una situazione di precariato diffuso che sfiora le 54.000 unità tra personale sanitario e altri soggetti operanti del Sistema Sanitario Nazionale.

I numeri della FIASO.

Nello specifico sempre la FIASO ha parlato apertamente di numeri, suddividendoli Regione per Regione e basandosi sui dati della Corte dei Conti.

Ed ecco qual è secondo la Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere la situazione reale oggi presente in Italia

Area Nord:

  • Piemonte > su 6.099 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 4.783 i precari. Si tratta di 346 medici, 1.525 infermieri e 2.912 altro personale.
  • Valle D’Aosta > su 213 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono complessivamente 184 i precari di cui 40 medici, 62 infermieri e 82 altro personale.
  • Lombardia > su 12.680 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 8.955 le unità di personale con contratti precari. Si tratta di 1.785 medici, 3.711 infermieri e 3.459 altro personale.
  • Liguria > su 1.845 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 1.608 i precari che hanno prestato servizio nel corso della pandemia di cui 210 medici, 590 infermieri e 808 altro personale.
  • Provincia autonoma di Bolzano > su 708 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 553 di cui 80 medici, 145 infermieri e 328 altro personale.
  • Provincia autonoma di Trento > su 337 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 252 di cui 58 medici, 76 infermieri e 118 altro personale.
  • Veneto > su 5.025 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 1.780 di cui 492 medici, 835 infermieri e 453 altro personale.
  • Friuli Venezia Giulia > su 1.375 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 874 di cui 236 medici, 295 infermieri e 343 altro personale.
  • Emilia Romagna > su 10.660 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 5.979 di cui 1.113 medici, 2846 infermieri e 2.020 altro personale.
  • Toscana > su 7.468 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 2.541 di cui 755 medici, 732 infermieri e 1.054 altro personale.

Area Centro:

  • Umbria > su 976 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 869 di cui 163 medici, 389 infermieri e 317 altro personale.
  • Marche > su 1.411 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 1.246 di cui 292 medici, 601 infermieri e 353 altro personale.
  • Lazio > su 6.137 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 4.034 di cui 822 medici, 1.486 infermieri e 1.726 altro personale.
  • Abruzzo > su 1.939 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 1.808 di cui 102 medici, 914 infermieri e 792 altro personale.

Area Sud:

  • Molise > su 279 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 264 di cui 5 medici, 143 infermieri e 116 altro personale.
  • Campania > su 7.240 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 5.565 di cui 834 medici, 2.978 infermieri e 1.753 altro personale.
  • Puglia > su 7.638 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 4.453 di cui 401 medici, 2.436 infermieri e 1.616 altro personale.
  • Basilicata > su 400 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 363 di cui 20 medici, 207 infermieri e 136 altro personale.
  • Calabria > su 1.474 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 1.258 di cui 206 medici, 717 infermieri e 335 altro personale.

Grandi Isole:

  • Sicilia > su 7.711 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 7.068 di cui 1.360 medici, 1.993 infermieri e 3.715 altro personale.
  • Sardegna su 1.565 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 937 di cui 89 medici, 552 infermieri e 296 altro personale.

La dura scelta delle Federazioni.

Fate voi un po’ i calcoli. Alla fine della fiera è evidente che la politica, come pure le Federazioni ordinistiche di Medici, Infermieri, Psicologi e Professioni Sanitarie (FNOMCeO, FNOPI, FNO TSRM PSTRP, CNOP ed altre organizzazioni) sono in difficoltà perché chiamati a scegliere tra chi ha un diritto acquisito (vincitori di Concorsi e Mobilità) e chi un diritto ancora non ce l’ha, ma che potrebbe averlo a breve scavalcando tutto e tutti nel nome della lotta al Coronavirus. E gli altri sono figli di un Dio minore?

Dott. Angelo Riky Del Vecchiohttp://www.angelorikydelvecchio.com
Nato in Puglia, vive e lavora in Puglia, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.
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