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martedì, Luglio 27, 2021
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Recovery Fund. Infermieri protagonisti del territorio. Sempre meno spazio per i Medici di Famiglia.

Con il Recovery Fund più spazio agli Infermieri di Famiglia e di Comunità. Adiuveranno i Medici di Medicina Generale sul territorio. 7 miliardi di euro a disposizione con PNRPianoR italiano.

Tra le novità del Recovery Fund e delle proposte presentate all’Unione Europea dal Governo Draghi vi è sicuramente la futura presenza massiccia degli Infermieri sul territorio, che si occuperanno di assistenza diretta ai Pazienti e adiuveranno i Medici di Medicina Generale.

L’Infermiere di Famiglia diventa sempre più presente ed indispensabile nelle scelte di cura degli utenti a domicilio o nelle strutture socio-sanitarie.

Più spazio nel Recovery Fund:

  • alle case della comunità;
  • al potenziamento dell’assistenza domiciliare;
  • ai cosiddetti “Ospedali di comunità”.

Questi tre ambiti costituiranno l’asse portante dell’assistenza del futuro, così come indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano. A disposizione ben 7 miliardi di euro nel quinquennio 2022-26.

Non sono tutte rose e fiori però. I fondi a disposizione per i sanitari sembraNO (anzi sono) decisamente ancora TROPPO pochi, tant’è che per prolungare gli effetti delle scelte odierne oltre il quinquennio e quindi a partire dal 2017 mancano all’appello tra 1 e 1,5 miliardi di Euro.

Il Governo Draghi ha previsto di recuperare tali fondi attraverso:

  • una lieve implementazione del Fondo Sanitario Nazionale (fino a 200 milioni euro);
  • la riduzione delle spese e quindi dei ricoveri dei pazienti cronici in ospedale (135 milioni di euro per gestire gli utenti a casa loro);
  • la riduzione della spesa farmaceutica inopportuna e superflua (330 milioni di euro);
  • la riduzione drastica degli accessi impropri in Pronto Soccorso e quindi una riorganizzazione complessiva dei Medici della Continuità Assistenziale (720 milioni di euro);
  • la riduzione di fatto delle spese per la Medicina Generale (-16%, con la perdita di 7.000 unità circa);
  • l’aumento della presenza sul territorio del Personale Infermieristico (+21%, con l’innesto di 70.000 nuove unità circa).

Il PNRR italiano è chiaro, ma occorrerà capire cosa accadrà con i prossimi governi nazionali e regionali, visto che la Politica italiana da sempre ci ha abituati ad improvvisi cambi di rotta e a tagli incredibili e inaspettati alla Sanità e al personale sanitario.

Andiamo a vedere più nel dettaglio cosa dice il nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Se andiamo ad analizzare nello specifico il PNRR notiamo diverse novità assolute per la sanità nazionale e locale.

Cosa sono le Case della comunità?

Si tratta di strutture fisiche adibite a scelte assistenziali multidisciplinari. In Italia sono previste poco meno di 1300 Case.

Al suo interno agiranno:

  • Medici di Medicina Generale;
  • Medici Pediatri di Libera Scelta;
  • Medici Specialisti;
  • Infermieri di Famiglia e/o di Comunità;
  • Assistenti Sociali, Ostetriche;
  • colleghi delle restanti Professioni Sanitarie.

L’obiettivo è trasformare le Case in contenitori di salute capace di rispondere a 360° alle esigenze di cura della popolazione di ogni fascia d’età.

Per tutti sarà messo a disposizione un Punto Unico di Accesso (PUA), che avrà il compito di smaltire le richieste e indirizzare gli Assistiti verso la scelta del miglior professionista disponibile per il singolo/multiplo problema di salute.

Costo: 2 miliardi di euro.

In cosa consisterà il rilancio e potenziamento dell’assistenza domiciliare?

Nel PNRR sono previsti 3 interventi massivi utili ad offrire assistenza a circa 810.000 utenti over 65, ovvero al 10% della popolazione italiana. E ciò direttamente a casa loro.

Nello specifico sono previsti:

  • 1° intervento (2,7 milioni di euro) > assistenza domiciliare diretta, con interventi diversi per utenti e diversi (tempistiche e tipologie);
  • 2° intervento (280 milioni di euro) > potenziamento delle 602 Centrali Operative Territoriali (COT), ubicate dei singoli Distretti, attraverso l’implementazione delle tecnologie di interconnessione digitale (con sistemi informatici compatibili e capaci di interagire tra di loro); per tale ambito saranno istituiti 1 Coordinamento Infermieristico e impiegati 5 Infermieri di Famiglia/Comunità.
  • 3° intervento (1 miliardo di euro) > progetti di Telemedicina indirizzati a vari ambiti assistenziali e proposti dalle Regioni finalizzati a ridurre gli accessi inutili negli ambulatori e negli ospedali e diminuire i tempi di refertazione attraverso le nuove tecnologia informatiche e telematiche.

Costo: 4 milioni di euro.

Cosa sono gli Ospedali di Comunità?

Il PNRR prevede la costituzione su tutto il territorio nazionale di ben 381 Ospedali di Comuntià. Cosa sono? Si tratta di strutture ubicate nella rete territoriale e destinate a ricoveri brevi e di media/lieve gravità di cura. Avranno circa 20 posti letto (fino ad un massimo di 40) e saranno prevalentemente a conduzione infermieristica.

Lo scopo di questi Ospedali di nuova concezione è quello di ridurre gli accessi impropri nelle strutture ospedaliere, ma anche fare da filtro tra le degenze lunghe e medie e il ritorno al domicilio dell’Assistito.

Gli Ospedali di Comunità saranno gestiti da Infermieri (ben 9), che avranno il supporto di 6 Operatori Socio Sanitari, mentre la presenza del Medico sarà garantita per poche ore al giorno.

Tutto ciò partirà ufficialmente, secondo le previsioni odierne, nel 2027 e sarà quindi ad appannaggio delle scelte politiche del futuro Governo nazionale e di quelli regionali.

Costo: 1 miliardo di euro.

Se sono rose fioriranno…

Dott. Angelo Riky Del Vecchiohttp://www.angelorikydelvecchio.it
Nato in Puglia, vive e lavora in Emilia Romagna, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.
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