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Mancano Infermieri e OSS in tutta Italia, dopo le stabilizzazioni il caos nelle aziende pubbliche e private.

Anticorruzione e trasparenza: FNOPI mette a punto prime linee guida per gli Ordini.
Anticorruzione e trasparenza: FNOPI mette a punto prime linee guida per gli Ordini.
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Nel nostro Pese mancano Infermieri e OSS? Dopo le stabilizzazioni il caos nelle aziende pubbliche e private. I sindacati restano in silenzio.

Le stabilizzazioni di massa stanno portando alla paralisi del Sistema Sanitario Nazionale pubblico e privato in Italia.

Nel nostro Paese mancano, secondo fonti ministeriali, almeno 70.000 Infermieri e 80.000 Operatori Socio Sanitari. Le carenze riguardano sia l’ambito pubblico, sia quello privato.

Il problema si è ingigantito dopo le recenti stabilizzazioni di massa mediante Legge Madia o 18 mesi Covid, osannate dai sindacati, ma che di fatto hanno creato un grosso danno a tutte le strutture ospedaliere, ai policlinici, agli IRCSS, alle RSA e alle case di riposo ubicate lungo tutto il territorio italico.

Le stabilizzazioni, infatti, pur avendo permesso a migliaia di Infermieri, OSS e altri professionisti della salute di garantirsi un contratto a tempo indeterminato, non hanno risolto l’atavico problema della carenza di personale.

I più danneggiati sono gli istituti di cura privati, dove praticamente è impossibile reperire Infermieri o Operatori Socio Sanitari, essendo le richieste ormai sature e la disoccupazione prossima allo zero assoluto.

I danni maggiori si avvertono nei settori dell’Emergenza-Urgenza e della cronicità, dove gli operatori sono oramai in affanno e non riescono a mantenere in piedi un SSN che rischia di implodere.

I sindacati, dal loro punto di vista, hanno raggiunto con le stabilizzazioni un risultato inimmaginabile fino ad un anno fa, ma è anche vero che oggi operano con le mani legate perché, in mancanza di fondi, non possono chiedere assunzioni dai concorsi e dalle graduatorie vigenti.

Insomma, da una parte si è permesso di assumere senza vincoli concorsuali migliaia di persone, dall’altra si è acuita la carenza di personale che è sotto gli occhi di tutti.

E se ciò non bastasse si registra da qualche anno la perdita di attrattività della professione infermieristica e il continuo abbandono di colleghi, che cambiano lavoro o si trasferiscono all’estero.

E’ arrivato il momento di prendere seri provvedimenti e magari di proseguire con un ripensamento generalizzato della formazione di base e post-base, come pure una rivisitazione verso l’alto degli stipendi, tra i più bassi al mondo.

Continueremo a parlare di questo argomento, cercando di bypassare il muro di gomma e di silenzio voluto da sindacati e politici per mascherare un enorme errore di valutazione.

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