Laurea Magistrale Infermieristica: Mangiacavalli ha ragione, ma attenti alla spendibilità

Laurea Magistrale Infermieristica: Mangiacavalli ha ragione, ma attenti alla spendibilità.
Laurea Magistrale Infermieristica: Mangiacavalli ha ragione, ma attenti alla spendibilità.

Giusta la presa di posizione della Fnopi

Oggi al XXV Congresso Nazionale del Comitato Infermieri Dirigenti (CID) la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli ha ribadito l’importanza di percorsi formativi post-base “abilitanti” dal ministero che abbiano determinati contenuti, facendo quindi un chiaro riferimento al protocollo di intesa che ha fatto molto discutere in cui per poter accedere all’Albo dei CTU: bisogna essere in possesso della Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche e non del master di I livello in infermieristica legale e forense.

E su questo siamo tutti (o quasi) d’accordo, quindi la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche oltre ad essere titolo abilitante al dottorato di ricerca, all’iscrizione all’Albo dei CTU, alla frequenza dei master di secondo livello permette la partecipazione ai concorsi pubblici per ricoprire il ruolo di dirigente delle professioni sanitarie.

Sarebbe interessante però che la Federazione Nazionale monitorasse la “spendibilità” della Laurea Magistrale ossia quanti laureati utilizzano il titolo conseguito per la loro reale attività lavorativa oppure anche qui si continuano a formare infermieri con competenze post-base solo per “mantenere” corsi di Laurea .

Bisognerebbe andare a verificare su tutto il territorio nazionale quante Aziende Sanitarie pubbliche hanno istituto la dirigenza delle professioni sanitarie sia a livello territoriale che ospedaliero, per evitare che tutto questo vada a scapito della qualità dell’assistenza, che alla fine viene erogata all’utente finale ossia il cittadino.

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