L’Infermiere doveva pulire quel vomito? Prima l’umano!

L'Infermiere doveva pulire quel vomito? Al di là di tutto esprimiamo la nostra solidarietà a Laura Binello.
L'Infermiere doveva pulire quel vomito? Al di là di tutto esprimiamo la nostra solidarietà a Laura Binello.

Abbiamo seguito in gran silenzio il linciaggio mediatico subito dalla collega Infermiera e Scrittrice Laura Binello, rea di aver postato sul suo profilo Facebook un commento non proprio in linea con quello di alcuni gruppi più o meno organizzati (e di profili Fake).

Da tempo diciamo che il livello culturale espresso dagli Infermieri su Facebook è di qualità medio-bassa e da alcuni anni stiamo chiedendo all’Ordine degli Infermieri (oggi FNOPI, un tempo FNC IPASVI) di munirsi di un apposito regolamento per il corretto utilizzo dei social-network. Più volte ne abbiamo parlato con la presidente Barbara Mangiacavalli e prima di lei con l’ex-senatrice Annalisa Silvestro.

La presidente attuale dell’Ordine ha sempre condannato il linguaggio usato da alcuni colleghi e i tentativi di linciaggio mediatico nei confronti di altri Infermieri che di fatto lede l’immagine di tutta la professione. Anche noi siamo stati più volte vittime di attacchi social che poi si sono trasformati in un boomerang per chi li ha (scientificamente?) programmati.

Poco fa abbiamo espresso personalmente la nostra vicinanza alla collega Binello per i vergognosi e insensati post pubblicati sulla sua bacheca e su altre bacheche Facebook. L’abbiamo invitata a soprassedere e a non dare retta a chi con la scusa del dissenso nasconde solo uno stupido e sterile fondamentalismo, che non serve e non è mai servito alla Professione Infermieristica. Estremisti (ed estremismi) che non pensano o non hanno mai pensato alla dimensione umana dell’assistenza e che puntano continuamente il dito contro Oss, Professionisti Sanitari e Medici colpevoli di non considerarci. Beh se il nostro livello culturale è quello che emerge da certi messaggi postati sui social facciamoci delle domande e diamoci da soli delle risposte.

Al di là delle polemiche, qui di seguito riportiamo il testo-commento pubblicato da Laura Binello sulla sua bacheca, con cui dissentiva dalle posizioni di alcuni relativamente ad un servizio apparso sul Quotidiano di Monza e relativo ad un Infermiere accusato di non aver pulito il paziente dal vomito. Allo stesso modo nei giorni scorsi e stamane avevamo pubblicato le posizioni di Aadi, dell’Azienda sanitaria di Monza, dell’Ordine Infermieri Milano e della Fials.

Oggi abbiamo avuto in piccolo diverbio con gli amici di un’altra testata giornalistica, relativamente ad una missiva della stessa Binello inviata alla nostra testata e da noi pubblicata. Francamente non pensavamo che dando spazio anche al punto di vista della collega si creasse ulteriore putiferio. Siamo però convinti che tutti hanno il diritto di esprimersi liberamente e che a nessuno è vietato presentare pubblicamente il proprio pensiero. Agli amici concorrenti diciamo di stare tranquilli e che il nostro non era un attacco a loro rivolto, ma solo la volontà di dare spazio a tutti, belli e brutti.

Torniamo al motivo di questo Editoriale. Ecco cosa aveva scritto ieri Laura Binello.

Il nostro paziente vomitava e noi…

Qualche giorno fa un paziente anziano non autosufficiente, afferito al nostro centro del piede diabetico, lamentava nausea intensa dopo il viaggio in autoambulanza per raggiungerci e chiedeva un pappagallo per urinare.
Noi non abbiamo personale di supporto socio sanitario ed essendo un ambulatorio non abbiamo neppure ausilii per urinare o defecare.
Abbiamo solo (solo) personale infermieristico ed amministrativo.
Il paziente ha vomitato ed urinato.
Non siamo finite sul giornale per negligenza, non abbiamo creato ad hoc nessuna situazione conflittuale tra azienda, professionisti, utenza.
Ci siamo chiesti, certo che ce lo siamo chiesti, se in futuro una figura di supporto socio sanitaria potrebbe essere utile come risorsa e la risposta è stata no perchè in una struttura operativa complessa senza degenza il paziente è in genere autosufficiente e se non lo è viene accompagnato da un care giver di supporto.
Mentre ce lo chiedevamo il nostro paziente vomitava.
Ora penso che avremmo potuto dire al parente del nostro anziano di procurarsi lui il pappagallo che non avevamo, o di lasciare che si vomitasse addosso offrendogli magari una traversa monouso e tanti saluti.
Scusate se non ci siamo riusciti e abbiamo chiesto un pappagallo in prestito alla vicina Neurologia, perdonateci se invece abbiamo assistito il paziente durante i conati di vomito, e non bruciateci se abbiamo anche chiuso a fine giornata il contenitore dei rifiuti speciali che puzzava parecchio.
Sono altresì certa che tutti i miei colleghi infermieri in servizio presso la mia SOC, professionisti intellettuali, avrebbero senza problemi pulito un pavimento improvvisamente ed inaspettatamente ed occasionalmente ed eccezionalmente raggiunto da qualsivoglia liquido organico di provenienza umana (il paziente) , esattamente come facciamo quotidianamente con unghie, escare, sangue, pus.
No, tranquilli, il mocio a terra non lo passiamo a fine turno.
Ma neppure lasciamo un paziente in balia dei suoi bisogni senza tentare almeno di aiutarlo.
Che poi le battaglie con le poltrone di pelle le facciamo il giorno dopo, statene certi.

* * *

Forza Laura non ti arrendere, non sei sola in questa battaglia di civiltà.

Nella vasta famiglia delle professioni infermieristiche non è possibile avere un pensiero unico ed è un bene che ci sia il dibattito su questo e su altre argomentazioni. L’unica cosa cerchiamo tutti di moderare il linguaggio e di imparare a rispettare e ad accettare le idee altrui.

Cosa ne pensate? Scrivete a direttore@assocarenews.it 

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