Infermieri: tra ingiurie, uso improprio dei social e profili fake!

Profili social falsi, infermieri e polizia postale!
Profili social falsi, infermieri e polizia postale!

Profili fake danneggiano l’infermieristica

Le continue segnalazioni di profili fake sui social-network aprono una approfondita inchiesta compiuta negli ultimi mesi dal quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it: l’intera professione infermieristica sta venendo danneggiata da chi cerca di creare scompiglio per fini personali

Cosa sta succedendo?

La FNOPI ha emesso da poco un interessante atto attraverso il quale si sottolinea che “Se i mezzi di comunicazione oggi ci hanno dato libertà di parola su ogni argomento e in ogni contesto questo non significa che tale libertà sia esente da conseguenze anche disciplinari”. 

Fatta la legge, trovato l’inganno. Perchè se da un lato questo documento risponde puntualmente ad un bisogno reale della famiglia professionale, dall’altra c’è chi continua ad operare attività di disturbo senza neanche avere il coraggio di sostenere i suoi comportamenti mettendoci la faccia. 

Parliamo di Profili social fake, ovvero finti e non corrispondenti ad un reale professionista sanitario. Spesso sono secondi o terzi profili di reali colleghi, che imperversano il mondo dei social network con attività deplorevoli:

  • Incoraggiamento dell’abbandono del dialogo verso gruppi o persone di pensiero diverso e passaggio ad azioni non etiche o illegali
  • Diffusione di malcontento attraverso false notizie e diffusione di dati falsi e tendenziosi
  • Incoraggiamento all’odio verso le istituzioni (aziendali, sindacali, istituzionali) senza apportare nessuna motivazione o argomentazione
  • Incoraggiamento di comportamenti sul luogo di lavoro che non tutelano il paziente e anzi, lo danneggiano.

La linea che divide la libertà di pensiero e di espressione con la demagogica diffusione di odio, rabbia e malcontento è sottile ma, al contempo, netta e antietica. I risultati di questi comportamenti sono evidenti: buttare benzina a caso sul fuoco può solo aumentare il malcontento, sacrosanto se supportato da motivazioni e argomenti ma deleterio e inutile se si fonda sulla sua esistenza stessa.

Uno degli elementi particolarmente antietici di tutto questo sono i fini di accrescimento del potere personale di gruppi o persone che manovrano questi comportamenti: parliamo di soggetti sindacali, dirigenziali e appartenenti alla politica professionale che credono di essere immuni alle regole e al riparo dietro a questi profili fake, arrogandosi impunità che si basano su non si sa quale titolo di nobiltà o privilegio.

La sfortuna di queste persone che vogliono snaturare il dibattito all’interno della professione infermieristica è riassumibile però in due punti:

  • L’onestà intellettuale ed etica di alcune persone a loro vicine
  • L’esistenza della polizia postale e della policy dei social

Due punti però collegati fra loro: i nomi reali e quelli fakes sono stati prontamente girati alle autorità social e non, trovando grande collaborazione e ringraziamento. AssoCareNews è sempre stato dalla parte dei professionisti ed abbiamo sempre ritenuto opportuno difenderli sia a livello giornalistico (con inchieste, denunce e pubblicazioni) sia a livello istituzionale (con segnalazioni ad ordini e sindacati, denunce ad autorità competenti etc.).

Per fortuna l’incitamento all’odio, l’ingiuria, la diffamazione, il millantato credito e la rivelazione ed uso del segreto d’ufficio sono elementi disciplinati dai codici della legge italiana che producono effetti e sentenze.

Alle quali in un secondo momento si possono aggiungere azioni della Federazione a tutela dell’etica e dell’identità professionale. 

 

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