E’ da deficienti definire demansionamento l’Infermieristica di base

Loredana Sasso, docente di infermieristica: "E' da deficienti definire demansionamento l'Infermieristica di base".
Loredana Sasso, docente di infermieristica: "E' da deficienti definire demansionamento l'Infermieristica di base".

Le affermazioni di Loredana Sasso fanno tremare la professione sul web

Abbiamo osservato in silenzio ciò che è accaduto sui social-network e su internet nelle ultime 48 ore dopo le dure dichiarazioni della prof.ssa Loredana Sasso, docente ordinario MED 45 e ricercatrice, relativamente all’utilizzo improprio del termine demansionamento: “Vi è (in Italia e nel mondo – ndr) un movimento che sta cercando di recuperare l’infermieristica di base, che da noi qualche deficiente chiama demansionamento”. 

Come AssoCareNews.it non possiamo che essere solidali nei confronti della docente universitaria (per gli attacchi subiti), sicuramente una delle Infermiere italiane che più si sono affermante e si stanno affermando a livello internazionale, facendo conoscere e apprezzare il nursing italico nelle realtà più evolute del Pianeta. 

Le accuse, le invettive e le parolacce utilizzate nei suoi confronti dimostrano ancora una volta che siamo (o questi soggetti lo sono) professionisti fermi all’anno zero, che non vanno oltre il loro orticello, fatto esclusivamente di sentenze, visioni personali della professione e rimbrotti motivati dall’euforia da web o dal tener legato a sé il proprio vicinato.

Frasi volutamente travisate

Il senso della sua frase, va detto, è stato volutamente travisato e amplificato attraverso i megafoni del web. Lo scopo è sempre lo stesso, dimostrare che il proprio pensiero è verità assoluta. In realtà la verità è sempre nel mezzo quando accadono queste situazioni.

La Sasso poteva certamente risparmiarsi di apostrofare con il termine “deficienti” chi non la pensa come lei e non è in linea con i dettami delle missed care. In realtà occorre spendere una parola a favore della collega genovese e precisare che questo termine è stato estrapolato da un discorso molto più ampio.

Eravamo presenti all’iniziativa con un nostro inviato, che ha registrato un pensiero unanime della platea presente: il problema del demansionamento, che noi chiamiamo da sempre de-professionalizzazione (ma anche qua è questione di stile) non deve essere la scusa per allontanarsi dal paziente. 

Cosa ha detto di preciso la Sasso a Rimini 

L’infermieristica evolve quando evolve la capacità di soddisfare i bisogni del paziente, quando li riconosciamo, quando li vediamo” (Loredana Sasso).

Ecco il sunto del suo discorso: “Con Antonella (Santullo – ndr) spesso abbiamo avuto un pensiero divergente, lontano da quello comune. Spesso non ci siamo trovate in linea con le decisioni, soprattutto le ultime della professione. Immaginavamo un avanzamento di tutti i 440.000 colleghi, non di alcune specialità di spicco per pochi. Questa mattina, chiacchierando con una collega, mi soffermavo su un esempio che vi lancio lì e poi comincio con la mia relazione. Eventualmente affronteremo queste sfumature nel dibattito che seguirà. L’Infermieristica non evolve se passo dalla cartella infermieristica cartacea a quella computerizzata, non vi è nulla di infermieristico in questa evoluzione. Abbiamo solo cambiato strumento, siamo passati dalla penna al computer, ma non c’è stato un avanzamento della professione. L’infermieristica evolve quando evolve la capacità di soddisfare i bisogni del paziente, quando li riconosciamo, quando li vediamo. E l’infermieristica sta perdendo questo fulcro, non c’è più. Si parla pochissimo di infermieristica, gli Infermieri non ne parlano più. Gli Infermieri quando realizzano i loro percorsi formativi si allontanano dai bisogni reali del paziente. Le specializzazioni sono la prescrizione di farmaci. Sono totalmente discordante su questa posizione, che riguarderà pochissimi Infermieri che prescriveranno tra l’altro solo pochi farmaci (da banco, piuttosto che presidi). Ricordo che a questi farmaci i pazienti accedono già da soli. Può essere un successo dal punto di vista dell’abbattimento del percorso burocratico per il paziente, ma non certo un avanzamento per la professione infermieristica. L’infermieristica è altro. Il fatto che noi continuiamo a rincorrere cose lontane dalla professione preoccupa molto gli studiosi dell’infermieristica, che si concentrano sempre di più sulle fundamental care. C’è un movimento nel mondo che si occupa di questo aspetto dell’assistenza, perché non è un problema solo italiano, se ne discute a livello internazionale. C’è un movimento, dicevo, che sta cercando di recuperare l’Infermieristica di base, che da noi qualche deficiente chiama demansionamento (applausi scroscianti – ndr)”.

C’è da riflettere

Tanti i punti di riflessione su quanto riferito dalla Sasso a Rimini:

  • l’evoluzione professionale deve partire dagli Infermieri e dal tornare a parlare necessariamente di Infermieristica (molti non sanno cosa sia e si trovano a fare queso lavoro come se fosse un mestiere e non già una professione);
  • l’evoluzione professionale deve viaggiare di pari passo con il rispetto dei ruoli e delle competenze;
  • l’evoluzione professionale deve reggersi su un aspetto fondamentale: i bisogni dell’assistito;
  • l’evoluzione professionale non si evince dallo strumento cartaceo/digitale utilizzato, ma dalla capacità di intercettare le reali esigenze di salute del paziente;
  • l’evoluzione professionale non significa prescrivere farmaci di base, che tutti possono acquistare al super-mercato;
  • l’evoluzione professionale parte dal riconoscimento delle nostre potenzialità, dall’essere, dal fare e non dal continuo borbottare… soprattutto sui social!

E se dietro al continuo lamento ci fosse un sentirsi continuamente frustrati da situazioni e da scelte personali sbagliate? Molti Infermieri potrebbero fare altro e magari farlo meglio. 

Si doveva ricordare la figura di Antonella Santullo

Tutto è accaduto qualche giorno fa a Rimini in occasione dell’evento Il risveglio del Gigante (qui in basso la locandina), organizzato dall’Associazione Antonella Santullo d’intesa con l’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Rimini.

L’appuntamento era stato messo in piedi per parlare del passato, del presente e del futuro dell’infermieristica italiana e per ricordare la figura di Santullo, dirigente delle professioni sanitarie in Romagna, scomparsa prematuramente in giovane età. Alla fine tutto è passato in secondo piano e gli interventi, persino la relazione della stessa Sasso sugli “Esiti RN4CAST: le sfide per l’infermieristica del futuro. Skill mix e missed care”, sono diventati parole al vento.

Ora si spera nell’intelligenza delle persone e nella voglia di fare sistema, partendo dall’accettazione del pensiero dell’altro. Della Sasso e di quelli che la pensano diversamente da lei.

Chi è Loredana Sasso

Prendo spunto da un servizio pubblicato tempo fa dalla Fnopi per presentarvi più dignitosamente la prof.ssa Loredana Sasso e il suo “eccezionale” sapere scientifico. Un genio che all’estero ci invidiano e che in Italia insultiamo perché la pensa diversamente da chi si è auto-assurto al fondamentalismo.

Dal 1° maggio 2018 è il quarto Professore Ordinario MED 45 in Italia. A deciderlo è stato il Senato accademico dell’Università di Genova dove la Sasso è già Professore Associato Confermato – MED 45 – Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche presso il Dipartimento di Scienze della Salute (DISSal).

La sua nomina segue quelle di Maria Grazia De Marinis che al Campus Biomedico di Roma è stata la prima Ordinaria italiana MED 45, Luisa Saiani all’Università di Verona e  Rosaria Alvaro all’Università di Roma Tor Vergata

Loredana Sasso è anche Presidente del Corso di Studi in Infermieristica, Presidente del Master in Infermieristica in Area Critica e del Master in Coordinamento e  componente della Commissione didattica della Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche, sarà dal primo maggio Professore Ordinario.

Nel 2006 ha istituito la Scuola di Dottorato in Nursing (PhD) presso il Centro di Scienze e Tecnologie Bio Mediche (CREBS) dell’Università di Genova e a tutt’oggi presiede l’indirizzo in Nursing presso il Dottorato in “Metodologie innovative applicate a malattie trasmissibili e cronico-degenerative: epidemiologia, statistica, prevenzione, management e nursing”.

Ha una vastissima produzione di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, è autore e co-autore di testi di infermieristica e di ricerca. E’ referente Scientifico di progetti di ricerca finanziati, a livello nazionale, europeo ed internazionale.

Nel triennio 1997-2000 è stata eletta Consigliera presso la Federazione Nazionale Collegi Ipasvi dal 2000 al 2003 e dal 2003 al 2005 Segretaria Nazionale e dal 2006 al 2009 Consigliera. Nel 2004 è stata co-fondatore della Federazione Europea delle Professioni Infermieristiche (FEPI) sede Bruxelles ed è stata eletta Presidente dal 2006 al 2009 e Vice Presidente dal 2009 al 2012. Nel 2010 è stata co-fondatore del Centro Interfacoltà Medical Education dell’ Università degli Studi di Genova e ne è diventata Direttore Scientifico.

Il 22 ottobre 2016 scorso è stata insignita della più alta onorificenza internazionale che possa ricevere una infermiera: “Fellow” presso l’American Academy of Nursing. Prima italiana nella storia del Nursing è stata seguita a luglio 2017 da Gennaro Rocco, cofondatore della Federazione Europea delle professioni Infermieristiche (Fepi), di cui ha ricoperto la carica di segretario generale.

I Fellow sono riconosciuti per la loro carriera infermieristica e sono identificati tra tutti i professionisti nel mondo con il più alto livello formativo. L’invito alla Fellowship va oltre il semplice riconoscimento della propria carriera professionale, concretizzandosi nell’ingresso formale in un gruppo e alla sua rete di relazioni internazionali ad altissimo livello e con una forte capacità e possibilità di influenzare le linee politiche dei sistemi sanitari.

Il pensiero della Sasso sul futuro dell’infermieristica in Italia passa dalla ricerca, la raccolta e la divulgazione di dati scientifici: “Gli infermieri possono dare una forte spinta verso la trasformazione del sistema sanitario, affinché possa affrontare le nuove sfide, come quella dall’aumento delle cronicità generata dal crescente invecchiamento della popolazione”, ha affermato.

E secondo Loredana Sasso “una delle sfide più importanti è l’emancipazione dall’auto-referenzialità da parte di tutta la professione. Perseguendo l’eccellenza nella formazione, nella ricerca e nella pratica clinica, il nursing deve rendere visibile e misurabile la propria azione in termini di risultati prodotti sul benessere e sulla salute dei cittadini. E’ necessaria la condivisione di un grande progetto per rendere visibile l’infermieristica e il proprio contributo nel sistema salute dei cittadini attraverso un approccio scientifico basato sulla produzione rigorosa di dati”.

Cosa prevedeva il programma dell’evento

08:45 – 09:00
Saluto delle autorità e introduzione ai lavori Marcello TONINI, Andrea GNASSI, Gloria LISI

09:00 – 09:45

“Il Servizio Sanitario Nazionale dopo 40 anni: le diverse prospettive tra amministratori, operatori e cittadini” – Ivan CAVICCHI

09:45 – 11:30

“Esiti RN4CAST: le sfide per l’infermieristica del futuro. Skill mix e missed care” – Loredana SASSO

11:30 – 12:30

Dibattito

Massimo FERRARI, Silvia MAMBELLI

12:30 – 14:00

Pausa pranzo

14:00 – 15:00

“Gli esiti delle cure infermieristiche: Skill mix e missed care”

Annamaria BAGNASCO

15:00 -16:00

Presentazione di progetti avanzati di cure infermieristiche:

Introduzioni Andrea GALEOTTI 

“Ruolo dell’infermiere di ricerca”

Annalisa MORIGI, infermiera DH oncologico – Ravenna

Silvia NICOLINI, infermiera di Cesena in rappresentanza del gruppo aziendale PIC (Fuzzi Raffaella, Bacchilega Fiorella, Vanni Marco)

Natascia SIMEONE, Infermiera TIN Rimini; Progetto NID CAP

Per chi volesse intervenire sull’argomento: direttore@assocarenews.it. 

Potrebbe interessarti...