Infermieri, Oss, Professionisti Sanitari: Cgil, Cisl e Uil annunciano manifestazione nazionale.
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Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie. Dati sull’accesso ai corsi e programmazione posti nell’ A.A. 2019-20.

Resta quasi invariato il numero delle domande di ammissione ai 22 corsi di laurea delle professioni sanitarie con 79.155 rispetto alle 79.450 dello scorso anno (-0,4%). 

Ecco il Mastrillo Report 2019

Al contrario continua a crescere (+4,1%) il numero delle domande per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria: da 90.806 dello scorso anno agli attuali 94.499, mentre era stato del +2,4% fra il 2018 e il 2017, da 88.680 a 90.806.

E’ quanto emerge dai dati (Tabb. 1 e 2) rilevati dalla Conferenza nazionale dei Corsi di laurea delle Professioni sanitarie, presieduta da Luisa Saiani, grazie alla preziosa e puntuale collaborazione delle Università sedi di Facoltà/Scuola di Medicina e Chirurgia.

Per le Professioni Sanitarie si rileva un aumento dei fabbisogni formativi da parte di tutte le Regioni con +1.698 posti (+7,2%) dai 23.611 dello scorso anno agli attuali 25.509 (Tab. 7).  

Aumenta, ma in misura inferiore, anche il fabbisogno da parte delle Categorie da 27.807 dello scorso anno rispetto agli attuali 28.327 con +1,9%. E’ in aumento anche il potenziale formativo offerto dagli Atenei al Ministero dell’Università, da 26.617 della scorso anno agli attuali 27.478 (+3,2%). Analogo, ma minore (+2,6%) è stato il numero dei posti decretati dal MIUR e messo a bando dalla Università da 24.681 a 25.328.

Ripartizione dei posti per Università e profili

Allo scopo di definire la ripartizione dei posti il Ministero dell’Università (MIUR) ha riattivato il 21 giugno 2019 l’apposito “tavolo tecnico”, con 14 componenti in rappresentanza di: Ministero della Salute, Regioni, Conferenza dei Rettori (CRUI), Conferenza Presidi di Medicina e Chirurgia, Presidenti delle Scuole/Facoltà di Medicina, di Odontoiatria e Veterinaria, Agenzia valutazione del sistema Universitario e Ricerca (ANVUR), Conferenza Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, Osservatorio Professioni Sanitarie e Ordini dei Medici ed Odontoiatri (FNOMCEO) e Ordine dei Veterinari (FNOVI). 

Per la prima volta la convocazione ha riguardato anche i nuovi tre Ordini che comprendono le 22 Professioni Sanitarie degli Infermieri (FNOPI), delle Ostetriche (FNOPO), dei Tecnici di Radiologia e delle professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM PSTRP), che sono stati istituti con Legge n. 3 dell’ 11 gennaio 2018 (Lorenzin).

Per le Professioni Sanitarie rispetto allo scorso anno i posti a bando sono aumentati del +2,5%, da 24.061 a 25.286 a fronte di un quasi uguale numero di domande con 79.155, determinando una lieve riduzione (Tab.4). del rapporto domande/posto (D/P) da 3,2 del 2018 all’attuale 3,1. 

Un più alto e significativo aumento dell’offerta formativa riguarda invece Medicina e Chirurgia (+16,9%), da 9.779 dello scorso anno agli attuali 11.434 (Tab. 3B). Aumento dovuto alla carenza di Medici, soprattutto Specialisti. A favore dell’incremento si sono espressi più volte sia il Parlamento che il Governo.

Per le Professioni Sanitarie, la ripartizione dei posti e delle domande per ognuno dei 22 Profili e delle 41 Università è riportata in Tab. 2, con i totali in Tab. 1  per Università. Ogni Ateneo ha attivato in media 11 corsi di Laurea; l’unica Università ad attivare tutti i 22 corsi è Milano Statale, seguono Roma Sapienza con 21 corsi, Roma Tor Vergata 19, Torino 17, Genova, Padova, Napoli Federico II con 16, Pavia e Bari 15 e Roma Cattolica 14. Quindi altre 7 Università: con 13 corsi Bologna, Pisa, Chieti, Messina e Palermo, 2 Firenze, Napoli Vanvitelli e Catania, a seguire con 11 Brescia, Ferrara, Modena, Siena L’Aquila; con 10 corsi Verona, 9 Parma e con 8 Varese, Ancona e Cagliari. Seguono con 7 Milano Bicocca, Trieste, Perugia e Catanzaro; e con 5 Novara, Udine e Foggia, con 4 Salerno e Sassari, 3 Milano S. Raffaele e Roma Campus, con 2 corsi Milano Humanitas e Campobasso.

Cambia rispetto agli ultimi 9 anni, dal 2011, il rapporto percentuale nella ripartizione dei posti fra Lauree triennali e Magistrali a ciclo unico con il 68% alle Professioni Sanitarie, il 29% a Medicina e Chirurgia e il 3% a Odontoiatria (Tab. 3 B). 

Si interrompe la progressiva riduzione dei posti per le Professioni Sanitarie, scesi da 27.338 dell’anno 2013 a 24.691 dello scorso anno e ora risaliti agli attuali 25.286 (+2,5%). 

Una risalita con maggiore proporzione riguarda Medicina e Chirurgia dal massimo di 10.345 posti del 2011 ai 9.779 dello scorso anno e ora incrementati a 11.434 (+16,9%). 

Sospensioni e riattivazioni di corsi

Il numero di corsi di Laurea per le professioni sanitarie aumenta di 4, da 439 a 441, fra nuove attivazioni e sospensioni.

Fra le nuove prime attivazioni ci sono 20 Corsi: Infermiere Pediatrico a Catanzaro, Educatore a Genova, Logopedista a Bolzano (Cattolica), Chieti e Catanzaro, Terapista Neuro e Psicomotricità età evolutiva a Bolzano (Cattolica), Terapista Occupazionale a Bolzano (Cattolica), Tecnico Riabilitazione Psichiatrica a Messina, Dietista a Catanzaro, Igienista Dentale a Cagliari, Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria a Pavia e Bari, Audioprotesista a Palermo, Tecnico di Laboratorio a Bolzano (Cattolica), Tecnico di Radiologia a Bolzano (Cattolica), Catanzaro e Cagliari, e infine Tecnico della Prevenzione a Catanzaro.

Mentre al contrario ci sono anche le 14 disattivazioni o sospensioni dell’Università di Ancona per Ostetricia, di Cagliari per Educatore, Bari e Catanzaro per Logopedista, Ancona e L’Aquila per Dietista, Catanzaro per Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria, Bari per Audiometrista, ancora Bari e Catanzaro per Tecnico Neurofisiopatologia, Catanzaro per Tecnico di Laboratorio, Tecnico Prevenzione a Bolzano (Cattolica) e infine Ancona e Bologna per Assistente Sanitario che vede ridursi le sedi da 12 a 10. 

In particolare per Catanzaro si conferma la ciclica riattivazione per i 5 Corsi di Infermiere pediatrico, Logopedista, Dietista, Tecnico di Radiologia e Tecnico della Prevenzione e con la contestuale sospensione dei 4 Corsi per Ortottista, Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria, Tecnico di Neurofisiopatologia e Tecnico di Laboratorio. Ma Catanzaro non ha poi messo a bando i 18 posti per Infermiere pediatrico.

Altre riattivazioni, a ciclo triennale, sono quelle dell’Università Cattolica sulla sede staccata di Bolzano, su cui riaprono i 5 Corsi per Logopedista, Terapista Occupazionale, Dietista, Tecnico di Laboratorio, Tecnico di Radiologia, con la sospensione di Tecnico della Prevenzione.

Analoga situazione, ma con alternanza ciclica annuale, per le Università di Trieste e Udine per i 4 Corsi di Ostetricia, Tecnici di Laboratorio, di Radiologia e della Prevenzione.

Distribuzione posti programmati per Professione

L’aumento di 605 posti, con +2,5% rispetto allo scorso anno riguarda 19 Professioni su 22, quindi la maggioranza (Tab. 4). 

L’incremento maggiore in valori assoluti è per Infermiere con +331, da 14.723 a 15.054 (+2,2%) e Fisioterapista con +68, da 2.029 a 2.097 (+3,4%). A seguire Terapista Occupazionale con +47 da 200 a 247 (+23,5%), Dietista con +43 da 334 a 377 (+12.9%) e Ostetrica con +39, da 771 a 810 (+5,1%). A seguire Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria da 173 a 194 (+12,1%) e Tecnico di Laboratorio da 752 a 770 (+4,5), quindi le altre 11 con valori inferiori e con l’unica stabilità per 673 posti su Educatore.

Al contrario, le riduzioni riguardano le altre 3 Professioni: Tecnico Audiometrista con -9, da 60 a 51 (-15%); Terapista Neuropsicomotricità età evolutiva con -14, da 337 a 323 (-4,2%), e Assistente Sanitario con -45, da 372 a 327 (-12,1%).

Distribuzione posti programmati per Regioni

Analogo incremento di posti riguarda le 20 Regioni con i 697 posti fra 12 Regioni (Tab. 7): per Sicilia con +150, da 1.273  a 1.340 (+12%), Lombardia con +147, da 3.586 a 3.733 (+4%), Calabria con +118, da 467 a 585, Campania con +97, da 1.889 a 2.003 (+5%), Bolzano con +95, da 200 a 295 (+47%), Veneto con +89 da 1.826 a 1.933 (+5%), Emilia Romagna con +66 da 2.127 a 2.193 (+4%), Liguria +40 da 608 a 648 (+7%), Puglia con +37 da 1,164 a 1.201 (+3%), Trento con +20 da 235 a 255 (+8,5%) e Molise con +8 da 160 a 168 (+5%). 

Al contrario, i posti diminuiscono per le altre 5 Regioni: con -92 Lazio da 4.822 a 4.730 (-1,9%), Marche -55 da 590 a 535 (-9%), Basilicata con -11 da 210 a 199 (-5%), Toscana con -10 da 1.696 a 1.586 (-0,6%) e Sardegna con –10 da 493 a 483 (-2%), mentre sono quasi stabili per Piemonte con 1.624, Friuli Venezia Giulia 468 e Umbria 452.

Distribuzione posti per Università

Per quanto riguarda il numero dei posti (Tab. 1), solo in 5 Università è superiore a 1.000: Roma Sapienza con 3.027, Milano 1.379, Padova 1.307 e con 1.170 sia Torino che Roma Tor Vergata. Tutte le altre Università invece hanno un’assegnazione di posti inferiore a 1.000: Verona 983, Bari 917, Napoli Vanvitelli 888, Napoli Federico II 854, Bologna 827, Firenze 813. Al di sotto di 800 posti Roma Cattolica 799, Brescia 696, Genova 648, Ferrara 587, Catanzaro 585, Messina 573, Ancona 535 e Pisa 522. Quindi sotto 500 Chieti con 484, Palermo 480, Pavia 467, Perugia 452, Catanzaro 467, Perugia 452, Milano Bicocca 440, Modena 425, Novara 409 e Parma 404. A seguire Catania con 368, Foggia 353, Siena 351, Varese 339, Cagliari 270, Udine 248, Salerno 244, Trieste 220, Sassari 213, Milano S. Raffaele 191, Milano Humanitas 136, infine Roma Campus 107 e Campobasso con 98 posti .

Distribuzione posti per Profili 

La ripartizione dei posti per Profili (Tab. 3 e 4) vede il maggiore numero di corsi e di sedi per il corso di Infermiere con 41 corsi su 205 sedi per 15.014 posti, poi Fisioterapista con 40 su 83 per 2.097 posti, Ostetrica con 32 su 46 e 771 posti, Logopedista con 29 corsi su 39 sedi e 771 posti, Tecnico di Laboratorio con 33 su 45 e 770 posti, Tecnico di Radiologia con 36 corsi su 57 sedi su 734 posti. Queste rappresentano le 6 professioni presenti in quasi tutte le Università. 

Seguono Tecnico della Prevenzione con 28 corsi su 37 sedi e 688 posti, Igienista Dentale con 28 corsi su 33 sedi e 671 posti. Sotto i 400 posti Dietista con 22 corsi e 23 sedi per 377 posti, Tecnico della Riabilitazione psichiatrica con 370 posti su 19 corsi e sedi, Assistente sanitario con 327 posti su 10 corsi e 11 sedi, Terapista della neuropsicomotricità con 323 su 12 corsi e 15 sedi,  Tecnico Audioprotesista 315 posti, su 13 corsi e sedi, Terapista Occupazionale 247 posti su 8 corsi e 10 sedi, Ortottista 228 su 17 corsi e sedi, Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria 194 posti su 14 corsi e sedi, Infermiere Pediatrico 173 posti su 8 corsi e 9 sedi, Tecnico Ortopedico 165 posti su 10 corsi e sedi, Tecnico di Neurofisiopatologia con 128 posti su 10 corsi e sedi, Podologo con 120 posti su 6 corsi e sedi, e infine Tecnico Audiometrista con  51 posti su 4 corsi e sedi.

Situazione occupazionale secondo Alma Laurea

Si ferma il trend positivo occupazionale verificatosi lo scorso anno, sia per le professioni sanitarie che per tutte le altre professioni. A evidenziarlo è il XXI rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna, presentato quest’anno presso l’Università Sapienza di Roma il 6 giugno scorso. 

Trattasi di un rapporto completo su tutte le 16 aree disciplinari e su tutti i 41 Atenei sedi di Facoltà/Scuola di Medicina, rispetto a cui continuano a mancare ancora e purtroppo solo i dati dell’Università Cattolica, nonostante che questa carenza sia già stata ripetutamente evidenziata. 

Consultando i dati sul sito www.almalaurea.it si rileva che (Tab. 5) per i 18.681 laureati di primo livello delle Professioni Sanitarie dell’anno 2017, rispetto ai 15.079 laureati che hanno risposto all’indagine si registra un lieve calo della quota di occupati con      -0,7 punti percentuali, essendo sceso al 70,3% rispetto al 71,0% dello scorso anno, quando si era invece registrato un aumento di ben 4,3 punti percentuali sull’anno precedente.

Ma è ancora maggiore il calo occupazionale con -3,3 punti percentuali sul totale di 156.027 laureati delle varie aree disciplinari, di cui hanno risposto oltre 122.393, passando dal 40,8% dello scorso anno all’attuale 37,5% di occupazione a un anno di laurea.

Per effetto di questi risultati, comunque si conferma ancora una volta per le Professioni Sanitarie il primo posto assoluto fra i vari gruppi disciplinari. Resta in ogni caso la diminuzione rispetto a 11 anni fa, per -16,7 punti percentuali, dall’87,0% del 2007 al 70,3% del 2017, mentre era al 71,0% nel 2016 (Tab. 6). 

Ma la situazione è diversificata fra le quattro aree, con lieve perdita di -1,2 punti percentuali per Infermieristica e Ostetrica in calo dal 72,3% del 2016 al 71,1% attuale, interrompendo il precedente trend positivo in aumento di 10 punti percentuali fra il 2014 (62,3%) e il 2016 (72,3%).  Analoga riduzione con -2,2 punti percentuali per le professioni dell’area della Riabilitazione che scende dall’83,2% del 2016 all’81,0% attuale. 

Al contrario aumenta l’occupazione per l’area Tecnica, con incremento di 1,7 punti percentuali, passando dal 54,8% del 2016 al 56,5% attuale. Ancora più alto è l’aumento per l’area delle due Professioni della Prevenzione con +3,6 punti percentuali, risalendo dal 50,8% del 2016 all’attuale 54,4%.

Differenza fra le 22 Professioni sanitarie

Analizzando in dettaglio le 22 professioni sanitarie sugli ultimi dati dei laureati del 2017 (Tab. 6), si confermano per l’alto tasso occupazionale ai primi 5 posti Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva con l’84,2%, Audioprotesista con l’84,0%, Logopedista 83,9%, Educatore professionale e Fisioterapista con l’82,7%. Rispetto allo scorso anno le posizioni di Igienista Dentale e Podologo, che comparivano tra i primi posti, sono scese, rispettivamente dall’88,8 al 78,0% e  dall’82,8 al 69,4%. 

Di fatto sono quasi tutti profili che operano prevalentemente come liberi professionisti, oltre che in parte anche come dipendenti di enti pubblici o privati; si tratta di professioni non toccate quindi dal blocco delle assunzioni degli ultimi anni nel pubblico impiego.

Al contrario, agli ultimi cinque posti, fra il 51% e il 35%, si trovano alcune professioni con rapporto di lavoro prevalentemente dipendente, come i Dietisti con il 51,1%, seguiti da Ostetriche con 48,6%, Tecnici di Audiometria con il 40,6%, Tecnici di Fisiopatologia cardiocircolatoria con il 38,2% e a chiudere i Tecnici di Laboratorio al 35,2%, che si confermano agli ultimi posti come negli ultimi cinque anni. Preoccupa in particolare la situazione per i Tecnici di Laboratorio per l’alta numerosità di circa 28 mila abilitati, che dal 2007 hanno perso ben 33 punti percentuali, dimezzando quindi il tasso occupazionale.

Si mantiene invece la buona posizione occupazionale per Infermiere, che passa dal 74,0% al 73,3%, restando comunque ancora distante rispetto alla situazione ottimale di 11 anni fa, quando si attestava al 94% di occupazione e a soli a sei mesi dalla laurea. Per l’alta numerosità degli abilitati, circa 425 mila, è proprio l’Infermiere a incidere statisticamente sul totale delle 22 professioni. Nella stessa area c’è la professione di Ostetrica, che ha un  calo, scendendo di 5 punti percentuali, dal 53,5% al 48,6%. La perdita sul 60% di 11 anni fa è di quasi 12 punti percentuali. 

Sta invece migliorando la situazione occupazionale per Tecnico di Radiologia, che sale dal 47,6% del 2016 all’attuale 55,6%, con 8 punti percentuali in più, che fanno scalare la classifica dal 18° al 15° posto..

Domande di ammissione per Università

Resta stabile il numero delle domande con 79.294 rispetto alle 79.450 domande dello scorso anno, con appena 156 domande in meno. Si rilevano comunque variazioni significative fra metà delle Università in crescita e l’altra metà in calo.

In aumento Campobasso con +31%, Catanzaro +21%, Chieti +16%, Genova +14%, Salerno +12% e Foggia +11%. A seguire Messina con 8,3%, Perugia 7,4%, Milano Humanitas +6,9%, Pavia +6,6%, Torino +6,2% e Pisa con +6,1%. Quindi con il +4,3 % Siena, poi Milano S. Raffele + 3,2%, Sassari +3,1%, Verona + 2,5%, Parma +2,4%, Bologna +2,1%, Milano +1,4%, Palermo + 1,3%,Udine + 0,9%, Napoli Federico II +0,7% e infine Modena a Novara con +0,2%.

Al contrario si nota un rilevante calo delle domande per Napoli Vanvitelli con il -28% dalle 2.610 dello scorso anno agli attuali 1.874 calo 736 in meno. Analogo calo percentuale con -27% per Roma Campus da 536 dello scorso anno alle attuali 392. Seguono con valori percentuali inferiori Catania con -12% e Ancona 11%. Quindi Varese con -8,8%, L’Aquila con -8,1%, Roma Tor Vergata          -6,9%, Milano Bicocca -5,6% e Ferrara con -4,5%. Sotto -3% si trovano Roma Sapienza con -2,9%, Roma Cattolica e Bari con -2,8%, Padova -2,6%, Firenze -2,5%, Trieste -2,2%, Brescia – 1,8% e Cagliari con-1,7%.

Le professioni più attrattive

Il rapporto D/P medio fra i 22 corsi è di 3,1 e quindi poco inferiore al 3,2 dello scorso anno (Tab. 4). Sono solo 3 i corsi in cui si rileva un aumento del rapporto D/P: Tecnico Radiologia da 4,7 a 5,1. Terapista di Riabilitazione Psichiatrica da 2,7 a 2,8 e Tecnico della Prevenzione da 1,2 a 1,3; mentre sono in calo tutti gli altri 19. 

In ogni caso, al primo posto si conferma Fisioterapista con rapporto D/P che passa da 13,1 a 12,3; Logopedista che passa da 8,9 a 8,5, Dietista da 8,4 a 8 e Ostetrica da 7,79 a 7,1 

Seguono con valori inferiori Tecnico di Radiologia che sale da 4,7 a 5,1; stabile con 4,1 Terapista Neuropsicomotricità, mentre Igienista Dentale scende da 3,9 a 3,6 come Infermiere pediatrico da 3,8 a 3,4. Tecnico di Neurofisiopatologia scende da 3,2 a 2,4; Tecnico Riabilitazione Psichiatrica sale da 2,7 a 2,8; Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria cala da 2,7 a 2,4; Tecnico Laboratorio passa da 2,5 a 2,4. Podologo stabile a 2,2 e Ortottista cala da 2,2 a 1,7. Quindi Educatore Professionale passa da 1,8 a 1,6 seguito da Infermiere che resta stabile a 1,5; Tecnico Ortopedico stabile a 1,4 ; Tecnico della Prevenzione che sale da 1,2 a 1,3 e Tecnico Audioprotesista da 1,3 a 1. Infine i 3 corsi in cui la domanda è inferiore all’offerta: Terapista Occupazionale da 1,4 a 0,9; Tecnico Audiometrista da 1 a 0,7 e per ultimo Assistente sanitario stabile a 0,7. 

Domande inferiori ai posti programmati e a bando 

In alcuni casi si rilevano significative riduzioni delle domande rispetto al numero dei posti a bando (Tab. 1): per il corso di Infermiere a Roma Sapienza su 2.289 posti a bando sono state presentate 1.831 domande. In misura inferiore anche a Ferrara con 312 domande su 339 posti e a Firenze con 550 su 557.

Per Educatore a Roma Tor Vergata, con 28 domande su 50 posti, a Padova 48 su 50; per Ortottista a Roma Cattolica 6 su 10, 13 su 18 a Roma Tor Vergata, a L’Aquila 10 su 13 e a Messina 13 su 15. Per Terapista Occupazionale 29 su 30 a Padova, 14 su 18 a Modena e 16 su 55 a Roma Sapienza, meno di un terzo.

Tecnico Audiometrista con 7 domande su 11 posti a Torino, 10 su 15 a Milano e 6 su 15 a Roma Sapienza. Tecnico Audioprotesista con 17 domande su 20 posti a Parma, 7 su 20 a Roma Cattolica e 5 su 12 a Messina. Tecnico di Neurofisiopatologia con 16 domande su 20 posti a Roma Tor Vergata. Tecnico Ortopedico con 10 domande su 12 posti a Genova e 19 su 38 a Roma Sapienza. Tecnico di Laboratorio con 19 su 25 a Pavia e 31 domande su 50 posti a Napoli Vanvitelli. 

L’area in cui prevale la bassa numerosità delle domande è anche per quest’anno quella della Prevenzione, i corsi per Assistente Sanitario con quasi tutte le sedi in negativo, 10 domande su 50 posti a Brescia, 17 su 25 a Milano, 27 su 50 a Padova, 5 su 25 a Firenze,  7 su 30 a Roma Sapienza, 19 su 37 a Chieti e 11 su 20 a Palermo. Situazione simile per Tecnico della Prevenzione a Pavia con 19 su 25, 9 su 22 a Siena, 22 su 25 a Perugia, 8 su 20 a Napoli Vanvitelli e 19 su 20 a Palermo. 

Porta a riflettere il basso numero di 8 domande su 20 per Napoli Vanvitelli in confronto con le 57 domande di Napoli Federico II su 30 posti; la causa potrebbe dipendere sia dal minor appeal per le sedi distaccate che per il costo raddoppiato della tassa di iscrizione all’esame di ammissione, con 100 Euro per la Vanvitelli e 50 per la Federico II; analoga situazione per gli altri corsi; in totale le domande sulla Federico II sono 3.046 su 854 posti, con rapporto D/P di 3,5; mentre su Napoli Vanvitelli per 888 posti le domande sono 1.874 con D/P di appena 2,1 

In 21 Università sono 38 i corsi senza copertura con la prima opzione: Roma Sapienza con 5 corsi su 21, Roma Tor Vergata 4 su 19, Roma Cattolica 3 su 14, Padova 3 su 17 e Genova 3 corsi su 17. Con 2 corsi su 22 Milano, su 12 Firenze e con 2 su 13 Messina e Palermo. Seguono con un corso: Torino, Brescia, Pavia, Parma, Pisa, Siena, Perugia, Chieti, Napoli Vanvitelli e Catanzaro.

Anche se la copertura può avvenire per effetto dei ripescaggi dalle domande di seconda e terza opzione, la bassa richiesta in prima opzione fa riflettere circa l’opportunità di continuare a mantenere per il secondo anno consecutivo l’attivazione di alcuni corsi, a bassa richiesta, per orientarsi invece verso l’accorpamento e la collaborazione con altre sedi. 

Questo sarebbe peraltro in linea con le indicazioni dettate dal Decreto MIUR del 26 settembre 2013, che al momento sembra trovare la maggiore ed esclusiva applicazione da parte delle Università di Trieste e di Udine, a cura di un  protocollo d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia.

Docenti degli insegnamenti professionalizzanti MED/45-50

Continua ad essere insufficiente ed in alcuni casi molto precaria la presenza di docenti appartenenti allo specifico profilo professionale, chiamati in ruolo da parte delle Università, che si avvalgono invece e in prevalenza dell’affidamento degli insegnamenti a docenti a contratto, in gran parte dipendenti ospedalieri.

Sul totale di 433 docenti dei SSD MED/45-50, che lo scorso anno erano 398 e che fanno parte dei 9.042 dell’intera area 6 di Medicina (Tab. 3 B), solo 50 appartengono ai Settori specifici dei profili delle professioni sanitarie, pari ad appena il 13%.

Il Settore Scientifico Disciplinare MED/45 comprende 39 docenti strutturati di cui 34 appartengono alla professione infermieristica; tuttavia sono ancora di gran lunga insufficienti se si considera l’esistenza di 41 corsi distribuiti su ben 205 sedi.

Nessun ruolo fra i 161 di MED/46 Tecniche di laboratorio e sul SSD MED/49 Dietistica avendo perso lo scorso anno (per pensionamento) anche l’unico ruolo che esisteva presso l’Università di Bologna. 

Mentre sono 3 su 5 in Ostetricia, 9 su 28 per MED/48 Riabilitazione e appena 4 su 120 per MED/50 Tecniche mediche applicate, di cui 2 Igienisti Dentali, 1 Logopedista e 1 Ortottista.

Occorrerà attivare opportuni provvedimenti per finanziare in tempi brevi l’incremento di Dottorati di Ricerca allo scopo di garantire in futuro la disponibilità di un congruo numero di ruoli, a partire dai Tecnici di Laboratorio, di Radiologia delle Prevenzione a atre professioni, che ne sono completamente privi. Si rende necessario almeno raddoppiare da 50 a 100 i ruoli MED/46-50.

Procedure sugli esami di ammissione

Con la pubblicazione del Decreto MIUR dell’ 8 luglio 2019 sui posti assegnati, le Università hanno aperto i rispettivi bandi in modo da rientrare nella scadenza dei 60 giorni che devono precedere la data dell’esame di ammissione del 11 settembre. Le modalità di elaborazione delle graduatorie da parte delle Università sono state di due diverse tipologie, in analogia agli anni precedenti: 

– per “punteggio”, con priorità alla classifica generale sulla prova d’esame e secondariamente alla scelta. 

Questo favorisce così la possibilità di sfruttare le seconda e terza opzione per gli studenti più capaci e meritevoli. 

Riguarda la maggioranza delle Università, 32 su 41.

– Per “preferenza”, in cui prevale invece prima la scelta del corso e poi il punteggio conseguito nella prova di esame di ammissione, sfavorendo quindi le successive opzioni. 

Riguarda le 9 Università di Milano Statale, Brescia, Trieste, Udine, Genova, Chieti, Foggia, Napoli Federico II, Catania e Cagliari.

Circa i questionari ogni Ateneo prepara il suo in modo autonomo. Mentre come è noto per quello di Medicina e Chirurgia il MIUR stabilisce di utilizzare un questionario unico per tutti a livello nazionale, predisposto dal Consorzio CINECA. Tuttavia anche per le Professioni sanitarie metà delle 37 Università statali si avvale del CINECA per un questionario unico, come ad esempio per le 17 Università di Varese, Udine, Trieste,  Bologna, Ferrara, Modena, L’Aquila, Siena, Sassari, Ancona, Roma Tor Vergata, Perugia, Chieti, Bari, Foggia, Salerno e Messina.

Il costo della tassa di iscrizione all’esame di ammissione è in media di 52 €, in lieve calo rispetto ai 54,5 € dello scorso anno, con i 3 valori massimi di 120 € Roma Cattolica, 110 Milano Humanitas, 100 Novara e Napoli Vanvitelli. Mentre i 3 più bassi sono Cagliari con 23 €, Varese 20 € e infine Milano Bicocca 10. Sulla media di 50 € la maggioranza delle altre Università fra cui Torino, Milano Statale, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Napoli Federico II, Bari, Catanzaro e Messina.

Infermiere, Ostetrica, Tecnico di Radiologia e Fisioterapista

Analogamente agli anni scorsi si riportano solo i dati di alcune Professioni (Tab. 3 A), le più numerose e le 3 afferenti a un Ordine, che essendo regolamentate in Collegi e Federazioni possono fornire dati certi sul numero di scritti, anche se non sempre corrisponde a quello degli “attivi” ovvero degli occupati. 

Si aggiunge inoltre Fisioterapista perché la Legge 3 del 2018 prevede la possibilità futura di staccarsi come Ordine autonomo essendo stati superate le 50 mila unità ed arrivati a 52 mila.

Gli iscritti sono per Infermiere 435.963, Ostetrica 19.330 e Tecnico di Radiologia 28.081, da solo, e di 220 mila insieme alle altre 17 professioni Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione. Fra queste, le più numerose sono Fisioterapista con circa 65.000, Tecnico di Laboratorio circa 28.000, Tecnico Prevenzione 14.450, Logopedista 11.000 e Igienista Dentale 7.500 e altre 11 Professioni.

Analogamente allo scorso anno si riportano anche i dati relativi ai Potenziali formativi presentati dagli Atenei al MIUR e le riduzioni che sono state proposte dal Ministero della Salute, rispetto al fabbisogno formativo totale nazionale, e dal MIUR nelle fasi di determinazione dell’offerta formativa totale nazionale e delle ripartizioni per ogni Regione e Università (Tabb. 11, 12, 13 e 14).

Per meglio apprezzare le differenze e alcune incoerenti sproporzioni, sia in esubero che in carenza, rispetto agli indicatori demografici, si riportano sia i valori percentuali suddivisi su ogni Regione e per ogni Professione che il rapporto dei Posti per 1 Milione di Popolazione (PMP).

Riflessioni sulla programmazione posti AA 2019-20

Per il terzo anno consecutivo il MIUR ha confermato nella ripartizione dei posti come priorità il Potenziale formativo dichiarato da ogni Università e solo in subordine il fabbisogno formativo espresso dalle Regioni e dalle Categorie. Non ha invece tenuto in alcuna considerazione i dati del tasso occupazione rilevati ogni anno da Alma Laurea, per ogni corso e per ogni Università.

Come novità peggiorativa, ha invece introdotto nuovamente la possibilità di attivare corsi con meno di 10 posti, disattendendo la Mozione che la Conferenza dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie aveva trasmesso al MUR il 15 maggio 2018. 

In questo modo, specie per i corsi di Tecnico di Radiologia, sono state mantenute sedi distaccate con 6-8 posti per sede, come nelle Università di Roma Sapienza e di Napoli Vanvitelli. Applicando ancora una volta il taglio lineare percentuale uguale per tutti gli Atenei il MIUR ha ridotto da 10 posti a 6 anche i corsi di Roma Campus e Roma Cattolica a 6 ognuno, e a 8 per Roma Tor Vergata. Inoltre 7 per Cuneo sotto Torino, 9 per l’Aquila e 8 per Bari, che ancora una volta stride con i 12 di Foggia.

E sempre sul corso per Tecnico di Radiologia, stavolta con numeri superiore a10, il criterio unico del MIUR per il taglio lineare sul potenziale formativo ha generato assegnazioni discutibili, come ad es. i 10 posti di Bologna che ha due sedi (Bologna e Rimini) rispetto ai 23 posti di Ferrara, ai 15 di Modena e ai 12 di Parma, tutte e tre con una sola sede. 

La richiesta delle Regioni al 22 maggio era per un fabbisogno complessivo di 25.309 posti, contro un Potenziale formativo delle Università di 27.478 posti, con una differenza di +2.147 posti, pari al +8,5%. Successivamente l’Accordo Stato Regioni del 27 giugno ha ridotto i posti per Infermiere Pediatrico da 243 a 190 e aumentato i posti per Infermiere da 14.606 a 15.069, come il Potenziale formativo delle Università.

Alla fine i posti assegnati con Decreto MIUR dell’ 8 luglio 2019 sono stati 25.496 con 118 in più di quelli concordati fra il MIUR e l’insieme di Ministero della Salute, Regioni e Categorie nelle riunioni del 21 e 27 giugno del “Tavolo tecnico”. Ne sono derivate 3 diverse assegnazioni dei posti da mettere a bando (Tab. 8),

conferma di tutti i posti del Potenziale offerto dalle Università quando inferiori o pari alla media delle proposte delle Regioni e delle Categorie come nei 6 casi di: Assistente Sanitario, Educatore Professionale, Podologo, Tecnico Audiometrista, Tecnico Audioprotesista e Tecnico di Neurofisiopatologia.

– Aumento di posti bilanciando l’offerta delle Università sul valore medio delle richieste fra Regioni e Categorie, come nei 10 casi di: Infermiere, Ostetrica, Logopedista, Tecnico della Riabilitazione psichiatrica, Terapista della Neuro e Psicomotricità, Terapista Occupazionale, Igienista Dentale, Tecnico Fisiopatologia Cardiovascolare, Tecnico di Laboratorio e Tecnico della Prevenzione

– Riduzione dei posti offerti dalle Università qualora superiori alla media della richiesta delle Regioni e delle Categorie, come nel caso di Fisioterapista. 

Resta ancora una volta un “caso” a parte quello di Tecnico di Radiologia, perché per la riduzione dei posti non è stata accolta alcuna delle proposte fatte dall’Ordine professionale, prima per 644 posti e successivamente per 716, come richiesto dalle Regioni. Invece il MIUR ha deciso di assegnare 740 posti, determinando ancora una volta un esubero maggiore e specie sulle Università del Lazio, che si sono viste assegnare 75 posti rispetto ai 30 chiesti congiuntamente da Regione Lazio e dall’Ordine professionale 

Laurea Magistrale 

Per la prima volta si ritiene utile e opportuno riportare anche i dati sui Corsi di Laurea Magistrale per le 5 classi di Infermieristica-Ostetrica, Riabilitazione, Tecnico Diagnostica, Tecnico Assistenziale e Prevenzione (Tab 15). Nei 16 anni di attivazione, dall’ AA 2004-05 all’attuale 2019-20 sono stati 32.763 i posti messi a bando rispetto ai 30.645 chiesti dalle Regioni, con una media di 2.048 posti all’anno. Per quanto riguarda il numero delle domande presentate su ognuna delle 5 classi per questo AA 2019-20 (Tab. 16) ci sono state 10.887 domande per 2.725 posti con rapporto D/P 4.

Il Corso più richiesto è quello della prima classe Infermieristica-ostetrica con 8.466 domande su 1.318 posti, con D/P di 6,4. Segue la Riabilitazione con 1.336 domande su 612 posti con D/P 2,2; Tecnico Assistenziale con 159 domande su 115 posti e D/P di 1,4; Tecnico Diagnostica con 538 domande su 430 posti per un D/P di 1,3 e infine la Prevenzione con 388 domande su 250 posti e D/P di 1,6. 

Negli ultimi 8 anni viene messo a bando tutto il Potenziale formativo dichiarato dalle Università, anche se il fabbisogno delle Regioni è più basso, mentre è maggiore quello delle Categorie.

Prospettive per l’ AA 2020-21

La Conferenza dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie auspica nuovamente che sia avviato un confronto più allargato e condiviso per il prossimo anno e con una maggiore trasparenza dei criteri utilizzati, in modo che ogni soggetto coinvolto possa contribuire per arrivare ad una definizione di fabbisogni che tenga in equilibrio occupazione, mercato del lavoro e preparazione culturale di qualità delle Professioni Sanitarie

Ringraziamenti

Si ringraziano per la collaborazione le Presidenze, i docenti e il personale delle segreterie delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università di Ancona (Rosanna Daniele), Bologna (Laura Tarsitano), Brescia (Monica Bonfardini), Catania (Giovanna Oriana Paladino), Chieti (Roberto Bidinelli), Firenze (Michele Moraccini), Foggia (Maria Francesca), Genova (Leda Masi), L’Aquila (Giuseppina Molinara), Milano Bicocca (Rosa Tricarico), Modena Reggio E. (Noemi Generali), Napoli Federico II (Giovanni Fraconte), Napoli Vanvitelli (Laura Brizzi), Novara (Valter Rolando), Palermo (Giuseppe Gallina), Pavia (Nicoletta Orifici), Perugia (Catia Dorilli), Roma Campus (Claudia Ciccarelli), Roma Cattolica (Angela Nappi), Claudiana Bolzano (Guido Bocchio), Roma Sapienza (Silvia Avella), Roma Tor Vergata (Rosaria Alvaro), Salerno (Daniela Citro), Trieste (Maura But) e Verona (Maria Letizia De Battisti).

Inoltre, i dati sono stati ottenuti grazie alla relativa pubblicazione sui siti web delle Università di Torino, Milano Statale, Milano Humanitas, Milano S. Raffaele, Varese, Padova, Udine, Parma, Ferrara, Pisa, Siena, Bari, Campobasso, Catanzaro, Messina, Cagliari e Sassari.