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Emergenza Coronavirus. Se continua l’emergenza COVID in Italia e il Paese rimane bloccato ancora a lungo sono a rischio gli stipendi nella Pubblica Amministrazione. Rischiano rinvii di pagamenti e tagli Medici, Infermieri, OSS , Professioni Sanitarie e tutti gli altri operatori del SSN. Dall’eroismo coatto, alla beffa di Stato.

Non è creare allarmismo, ma se l’Italia continuerà e restare ferma e a non produrre ricchezza interna, con una esposizione di bilancio spaventosa da parte dello Stato e la mancanza di qualsivoglia tipo di aiuto economico da parte dell’Europa, non è impensabile immaginare che tra qualche mese il nostro Paese non avrà le risorse per sorreggere il Sistema Sanitario Nazionale e quello privato-convenzionato. Con il SSN rischia l’intera Pubblica Amministrazione e quelli che oggi sono “eroi coatti“, potrebbero diventare i poveri di domani.

Parliamo di Medici, Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, Operatori Socio Sanitari, Autisti Soccorritori e altri operatori della Sanità pubblica e privata. E la crisi sarà più tremenda quando alla fine di questa emergenza inizieremo a contare i nuovi disoccupati e le aziende che nel frattempo avranno chiuso i battenti.

Se non ci sono risorse economiche non ci sono per tutti. Manovre così imponenti dal punto di vista finanziario così come realizzate dal Governo di Giuseppe Conte sono misure straordinarie che oggi ci permettono di sopravvivere, ma che domani possono metterci di fronte ad una recessione senza ritorno o dal recupero difficile. Diciamo che siamo in guerra e dopo ogni dopo-guerra occorreranno tantissimi sacrifici.

Già arrivano in redazione segnalazioni di Aziende sanitarie pubbliche e private che non hanno accreditato gli stipendi del 27 aprile e che lo faranno a partire da domani. Questo potrebbe essere il primo segnale di qualcosa che sta per saltare e se salta salta per tutti. Se lo Stato non avrà le risorse per pagare gli stipendi partirà ovviamente dal tagliarli un po’ a tutti, fino a giungere al non accreditamento. Questo, ovviamente, è un futuro possibile, ma si spera scongiurabile.

Ecco perché occorre ripartire, occorre fornire la popolazione e i sanitari dei presidi di protezione indispensabili, ecco perché non bisogna uscire a fare la spesa in massa (basta vedere quanta gente incontriamo in un supermercato), ecco perché il Governo deve pensare nell’immediato a trovare soluzione per riaprire l’Italia, per dare speranza agli italiani e per combattere il COVID-19 in maniera più intelligente. Lo Stato, dal canto suo, la deve anche smettere di creare confusione.

La battaglia tra presidenti di Regione del centro-destra e Governo di sinistra sta creando più danni del Coronavirus, la popolazione si sente presa in giro, non capisce cosa deve fare. Un giorno può uscire, l’altro non lo può più fare, un altro può portare i bambini a spasso, l’altro ancora gli viene vietato. Per non parlare poi delle autocertificazioni, che ormai la gente ha smesso di stampare Insomma un caos che denuncia l’assenza di una regia unica nella gestione dell’emergenza e di un Governo che si è fatto trovare impreparato di fronte ad una epidemia/pandemia che lui stesso aveva anticipato.

Insomma, la nostra è solo una opinione di parte, ma qui c’è il rischio concreto che il sistema crolli e il primo a crollare sarà proprio il Sistema Sanitario Nazionale, già messo a dura prova da una battaglia senza sosta contro il Coronavirus, che ha prodotto finora oltre 100.000 feriti (contagia) e oltre 15.000 morti (deceduti per colpa del COVID-19).

Aspettiamo, ma non troppo. Torniamo a riaprire l’Italia, con le dovute cautele!

PS = Va da sé pensare che se ci saranno in futuro tagli, ritardi o qualche altro problema correlato al pagamento degli stipendi l’Italia sanitaria e socio-sanitaria scenderà in piazza con i forconi per mandare a casa una Politica e dei Politici (da sinistra a destra passando per il centro) che hanno dimostrato tutta la loro incapacità di governare una emergenza evitabile.