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Coronavirus: noi infermieri ci siamo.. e voi? Questo virus non si sconfigge con un decreto.

Amici, questo virus non viene sconfitto con un decreto. Viene sconfitto con il comportamento responsabile di tutti noi, di tutti gli italiani.

Viviamo una crisi che ha anzitutto caratteristiche, dimensione e durata del tutto imprevedibile ed imprevista.

Siamo (purtroppo) ancora lontani dall’immunità di gregge e dunque il concetto di “liberi tutti” può essere assai deleterio: l’epidemia non è finita!

Comprendo il malumore, lo sconforto, l’angoscia, l’incredulità ed i dissensi che ha generato questo virus, ma una riapertura totale – dai dati a disposizione dall’ISS – porterebbe ad uno stimato e veloce collasso delle terapie intensive e fidatevi, poiché parlo con concezione di causa lavorando in un ospedale.

Cerchiamo alla luce di questa fase 2 di non abbassare la guardia, altrimenti faremo i conti con brutte sorprese poiché il virus continua a circolare silente, poiché il virus non scompare con l’allentamento delle misure, anzi …

Ci sarà sicuramente una seconda ondata se non saranno messe in atto azioni preventive e la storia insegna che queste pandemie avvengono con due picchi, intervallati da una pausa.

Ed il nostro compito dunque? Il nostro compito è quello di prevenire il secondo picco, abbiamo gli strumenti per farlo.

Non avendo il vaccino pronto, gli unici modi per difendersi è predicare calma e pazienza, continuare a tenere distanti le persone ed a continuare a rispettare le norme disposte dal governo (no assembramenti ed utilizzo di dispositivi di protezione individuali), proprio per non far risalire la curva dei contagi e vanificare così i sacrifici fatti finora.

Io ed i miei colleghi ci siamo, non potrebbe essere diversamente, ma voi cercate di contribuire e non lasciarci soli in questa avventura.