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Coronavirus: la paura viaggia lungo le corsie degli Ospedali, i triage del Pronto Soccorso e i mezzi del Servizio Emergenza/Urgenza. Medici e Infermieri terrorizzati. Il virus potrebbe essere dietro ogni colpo di tosse.

Così come avvenuto per Medici e Infermieri in Lombardia potrebbe accadere a tutti quelli che lavorano in prima linea nell’assistenza ai Pazienti nel campo dell’Emergenza/Urgenza. E’ la sensazione comune che si ha tra gli operatori sanitari del settore, che sembrano indifesi contro il Coronavirus che, dopo Lombardia e Veneto, potrebbe farsi “vivo” nel resto dello Stivale Italico. Ovunque ci sia bisogno di assistere anche per una banale influenza il Cittadino si annida di fatto il pericolo del contagio, come accaduto per i colleghi lombardi.

A poco servono le rassicurazioni della politica e del Governo, non ultimi quelle dei governatori di Lombardia e Veneto, dove si sono registrati ieri i primi infetti. Non è allarmismo, ma non è terrorismo psicologico il nostro. Si tratta solamente del rilancio dei timori di chi tutti i giorni lavora per salvare vite e che oggi è potenzialmente a rischio.

Ieri il primo morto per Coronavirus in Italia, 17 infetti totali, migliaia di persone sotto controllo e in quarantena forzata. L’epidemia ha colpito il Nord dell’Italia, ma potrebbe giungere ovunque nonostante la presa di posizione del Governo Conte e del ministro della salute Roberto Speranza.

Chi difende chi assiste? Ci sono reali mezzi di salvaguardia messi a disposizione dalle aziende sanitarie ed ospedaliere? Sono sufficienti per evitare il contagio? Sono queste domande che ci si chiede tutti i giorni come professionisti della salute quando si varca in entrata e in uscita il nosocomio o il mezzo dell’emergenza per prestare la propria opera di eroe, e si perché oggi come oggi Medici e Infermieri impegnati in prima linea vengono considerati tali non solo da chi sta male, ma dall’intera popolazione.

Giuseppe Conte e Roberto Speranza assicurano che è tutto sotto controllo, ma lo dicevano anche fino a ieri, quando si sono registrati i primi casi di contagio e il decesso di un signore veneto.

La paura c’è ed è tanta. E nessuno può impedire agli operatori sanitari di averne. Il Coronavirus può colpire in qualsiasi momento ed ovunque. Nelle chat di WhatsApp, sulle Pagine e sui gruppi Facebook, su LinkedIn e su Instagram non si parla d’altro tra sanitari. Forse sbagliano, forse sono veramente terrorizzati. E ciò perché dietro ad ogni colpo di tosse potrebbe celarsi il “mostro cinese”, quel Coronavirus che nel mondo ha portato a circa 2300 morti e ad una cifra sproporzionata di infettati.

Per approfondimenti:

Coronavirs: quali sono i sintomi e come si trasmette. Lo speciale.

Coronavirus: quanti morti, guariti e contagiati?