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Le regionali 2020 confermano Stefano Bonaccini in Emilia Romagna e esaltano il carisma di Jole Santelli in Calabria. Pareggiano centro-sinistra e centro-destra. Ora si speda in una sanità più equa.

Le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria sono stati archiviati. Centro-Sinistra e Centro-Destra in sostanza pareggiano. Al Nord vince il “piddino” Stefano Bonacini, governatore uscente, al Sud la forzista Jole Santelli, berlusconiana di ferro. La Lega non sfonda né in terra emiliano-romagnola, né in terra calabrese. Spariscono praticamente i candidati del Movimento 5 Stelle. Ininfluenti tutti gli altri candidati di liste civiche o di sinistra estrema.

I risultati in Emilia Romagna e in Calabria (Fonte: Ansa).
I risultati in Emilia Romagna e in Calabria (Fonte: Ansa).

Bonaccini vince, ma non stravince.

Stefano Bonaccini viene premiato in Emilia Romagna, complici anche le Sardine, per il suo buon governo e per aver avuto il coraggio di dare uno stop al Partito Democratico nazionale e di condurre una battaglia politica locale fatta di cose vere e di idee ed opere concretamente realizzate. Ora a lui i cittadini chiedono una seria riforma della sanità in Emilia Romagna, che non può più basarsi su vecchie logiche assistenziale e deve cercare di proiettarsi verso il futuro accogliendo le richieste di aiuto che provengono anche dagli operatori della salute: Medici, Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS, Professioni Sanitarie costretti a turni massacranti, a riposi saltati e a ferie annullate nel nome della difesa di una salute che non può più solo riguardare gli Assistiti.

Borgonzoni pede, ma non convince.

Perde Lucia Borgonzoni, Leghista di ferro, che viene in sostanza penalizzata dalla stra-presenza di Matteo Salvini in Emilia Romagna. Soffocata dal leader, non solo mediatamente parlando, non è riuscita mai ad emergere, mostrandosi ai cittadini emiliano-romagnoli come una comprimaria e non come la vera candidata alla presidenza della Regione. Le proposte per una sanità migliore da parte del centro-destra sono in parte condivisibili e assimilabili a quelle del centro-sinistra. Per cui una volta all’opposizione si può pensare bene di lavorare nell’interesse comune degli Assistiti e degli operatori della sanità.

Santelli stravince in Calabria e quasi doppia gli avversari.

Nonostante il silenzio elettorale la Calabria resta strategica per la politica nazionale. Nella terra della Sila e della ‘Ndrangheta vince, anzi stravince, il Centro-Destra e la candidata forzista Jole Santelli che cancella praticamente l’avversario del Partito Democratico Pippo Callipo. Anche qui il Movimento 5 Stelle riceve una batosta elettorale senza precedenti. Ora alla Santelli è chiesto di “ripensare” ad una sanità differente, non più controllata dalla cosche malavitose, quanto da professionisti che hanno realmente in testa e nel cuore il bene di una terra da sempre bistrattata, umiliata, derubata ed offesa. Lo chiedono i Pazienti, lo chiedono i loro familiari, lo chiedono gli operatori della salute che sperano in una occupazione stabile e strutture di cura veramente tali. Qui stravince Forza Italia, che tutti davano per spacciata.

Callipo delude e dà la colpa ai Calabresi.

Per il candidato del Partito Democratico, Pippo Callipo, non c’è stata storia. Inesistente pur se figura di peso. Paga per il mal-governo dei suoi predecessori, ma anche per una campagna elettorale mai legata alla realtà. Un personaggio sottotono che non ha mai infiammato le piazze e che ha finito per dare la colpa ai Calabresi per non aver creduto nella sua coalizione e aver dato spazio ai conservatori. Sulla sanità? Nessuna proposta seria, solo un ripetere quanto già detto e mai realizzato per anni. Anche in questo caso si spera in un PD intelligente che lotti per la gente e con la gente per un Sistema Sanitario Regionale profondamente modificato in meglio.

Ai presidenti Bonaccini e Santelli un grosso in bocca al lupo.