Infermieri validano Scala Multiprofessionale di Yamamoto in Italia

Nella foto gli studenti partecipanti al Master in Case-Care Management.
Nella foto gli studenti partecipanti al Master in Case-Care Management.

Infermieri e Professionisti della Salute validano in Italia la Scala di Yamamoto (CICS29). La notizia è stata resa nota nei giorni scorsi presso l’Università degli Studi di Parma al termine del Master di I Livello in Case/Care Management in Ospedale e sul Territorio (A.A: 2016/2017).

Si tratta del primo contributo per la validazione in lingua italiana della Chiba Interprofessional Competency Scale (CICS29, conosciuta anche come Scala di Takeshi Yamamoto, tra gli autori principali della scala, contattato direttamente dai ricercatori italiani), ovvero della scala che misura la collaborazione inter-professionale all’interno di una equipe di lavoro.

Si tratta di uno strumento di autovalutazione che indaga il grado di competenza collaborativa nei professionisti sanitari: lo studio si propone di validare lo strumento su un campione specifico di popolazione clinica, ovvero i professionisti sanitari in diversi contesti clinici.

La collaborazione e il rispetto dei ruoli e delle competenze tra colleghi di diverse discipline scientifiche sono stati al centro dei dibattiti del primo Congresso Nazionale degli Infermieri (FNOPI), conclusosi a Roma lo scorso 7 marzo.

A realizzare lo studio e la traduzione in italiano ci ha pensato una equipe di studenti del Master.

Gli Studenti partecipanti al Master in Case-Care Management dell'Università di Parma.
Gli Studenti partecipanti al Master in Case-Care Management dell’Università di Parma.

 

Tra gli altri:

  1. Elena Baccarini;
  2. Paola Giampellegrini;
  3. Itria Masciangelo;
  4. Elisa Moggi;
  5. Doriana Toni;
  6. Luca Valcavi;

che hanno presentato una tesi finale sull’argomento.

A curare l’iniziativa Lepoldo Sarli, presidente del Master, Giovanna Artioli, coordinatore scientifico, e Annalisa Tonarelli, tutor di ricerca.

Il Codice Deontologico dell’Infermiere (del 2009) ricorda che: 

  • art. 14 “L’infermiere riconosce che l’interazione fra professionisti e l’integrazione interprofessionale, sono modalità fondamentali, per far fronte ai bisogni dell’assistito”;
  • art. 23 “L’infermiere riconosce il valore dell’informazione integrata multiprofessionale e si adopera affinché  l’assistito disponga di tutte le informazioni necessarie ai suoi bisogni di vita”;
  • art. 41 “L’infermiere collabora  con i colleghi e gli altri operatori, di cui riconosce e valorizza lo specifico apporto all’interno dell’equipe”.

“Gli ospedali sono organizzazioni complesse, in cui diverse figure professionali interagiscono tra di loro, con l’obiettivo comune di assicurare la cura, il trattamento e dare un ruolo più attivo al paziente” (Accorsi, Bandini &   Di Todaro, 2000; Condotta & Benetton, 2007;  WHO, 2010; Di Fonzo,  Amendola, & Proto, 2014).

Studio di ricerca di tipo quantitativo. Studio policentrico, osservazionale e trasversale.

Le ipotesi di studio

Le ipotesi di studio erano due:

  • Rilevare la validità interna della CICS29
  • Rilevare i livelli significativi di correlazione fra le sottoscale della CICS29 e le scale sugli attributi disposizionali della ICCAS (non ancora validata in Italia).

La ICCAS è la Validation of the interprofessional collaborative competency attainment survey, simile alla CICS29, ma con delle parti incomplete.

Questa scala, almeno in Italia, è meno affidabile di quella di Yamamoto (anche se lo studio va approfondito).

L’obiettivo della ricerca

Validare la versione italiana della CICS29 “The Chiba Interprofessional Competency Scale(Sakai et al., 2017).

Come si è svolto il lavoro

La ricerca è stata intensa ed ha seguito degli step ben precisi:

  • Primo contatto con l’autore principale dello studio di validazione (Mr. Takeshi Yamamoto);
  • la scala di valutazione in primo luogo è stata tradotta dall’inglese all’italiano da parte di una madrelinguista inglese, professionista;
  • la traduzione della scala in lingua italiana è stata tradotta in collaborazione con un madrelinguista italiana, specializzata in ricerca scientifica;
  • Test pilota somministrato a 15 persone partecipanti allo studio per verificarne la comprensibilità;
  • Somministrazione della scala, previo consenso.

Metodologia usata

E’ stato utilizzato un campione di convenienza bilanciato, per sesso, età e setting, formato da 530 professionisti sanitari ed operatori coinvolti nella cura. 

I gruppo di studio era formato da: medici, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, psicologi, educatori, tecnici radiologi, tecnici di laboratorio, fisici e operatori socio sanitari.

Strutture Coinvolte

AUSL RE (CSM Scandiano e Castelnovo ne’ Monti, CD Scandiano, Villa Valentini Scandiano, Residenza della Salute Mentale di Castelnovo ne’ Monti, Presidio ospedaliero Magati di Scandiano e Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti, Arcispedale Santa Maria Nuova – IRCCS di Reggio Emilia, Dipartimento territoriale di Cure Primarie);

ASP RE (Villa Erica, I Girasoli, I Tulipani, Villa Le Magnolie, Villa Le Mimose, Villa Margherita, Villa Primula, Omozzoli Parisetti);

COOPERATIVA SOCIALE AMBRA SCPA (Villa Anna Rosa, Villa Bertani, Le Robinie);

CASA DI RIPOSO BREVIGLIERI FONDAZIONE di Piacenza;

IRST – Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori –  I.R.C.C.S.- di Meldola (FC).

Punti di forza dello studio italiano sulla Scala di Yamamoto

  • CICS 29 scala attuale (2017);
  • Facilità ed economia di somministrazione;
  • Misura un problema rilevante e recente;
  • Comparazione con ICCAS scala attuale (2017);
  • CICS 29 e ICCAS indagano 6 sottoscale;
  • Alta correlazione fra gli strumenti;
  • Campione adeguato (N=530).

Punti di debolezza dello studio italiano sulla Scala di Yamamoto

  • Scala ICCAS non validata in Italia;
  • Nessuna scala reperita che misuri la validità discriminante;
  • Studio policentrico: effettuato solo in Emilia Romagna.

Cosa succederà in futuro in Italia?

Si spera nell’utilizzo della Scala CICS29 o di Yamamoto all’interno delle unità operative essendo la collaborazione fondamentale per gestire i problemi di salute e della stessa all’interno dei dipartimenti per la miglior gestione delle risorse e il coordinamento dei servizi. Oltre a ciò gli autori dello studio prevedono la costruzione di progetti formativi e aggiornamento professionale, per potenziare competenze ed abilità collaborative.

In conclusione

Oggi gli Infermieri Italiani e i Professionisti Sanitari partecipanti allo studio hanno messo un importante tassello nel puzzle della Ricerca Scientifica in ambito sanitario e socio-sanitario, dimostrando di non essere gregari, ma veri punti di forza da cui ripartire per costruire un Nuovo Sistema Sanitario Nazionale basato sempre più sulla qualità delle cure e sul mettere il paziente sempre al centro di ogni attenzione.

Nella parte alta al servizio potete scaricare le slide di presentazione del lavoro finale del Master in Case-Care Management in Ospedale e sul Territorio dedicato alla Scala di Yamamoto.

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