Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari: indennità di turno veramente a rischio?

Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari: l'indennità di turno è veramente a rischio?
Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari: l'indennità di turno è veramente a rischio?

Nei giorni scorsi il sindacato infermieristico Nursind ha trasmesso attraverso il suo giornale di riferimento un comunicato sul tema Infermieri. “A rischio l’indennità di turno”. Ecco cosa prevede il nuovo CCNL. Come quotidiano sanitario abbiamo chiesto lumi in merito a tutti i sindacati firmatari e non firmatari del nuovo Contratto di Lavoro del Comparto Sanità. Oggi abbiamo ricevuto la risposta di Daniele Bedetti, segretario regionale FIALS Emilia Romagna e la nota vocale di Alfredo Sepe (che potete ascoltare qui in alto), segretario provinciale FIALS Bologna. Vediamo cosa ci hanno detto.

Un po’ di chiarezza sulle indennità di rischio e sul CCNL siglato dalla FIALS

Daniele Bedetti, segretario regionale FIALS Emilia Romagna.
Daniele Bedetti, segretario regionale FIALS Emilia Romagna.

 

Sempre più riceviamo articoli e segnalazioni, un po’ da tutt’Italia, in merito all’applicazione di alcuni istituti contrattuali alcuni dei quali anche modificati dal testo del nuovo contratto nazionale di lavoro che, come noto è stato da subito sottoscritto da CGIL, CISL e UIL e dalle due FSI quando era ancora in formato “ipotesi” e successivamente da FIALS. I sindacati NURSIND e NURSING UP hanno continuato ad avere una linea di chiusura rispetto al testo contrattuale. E ce l’hanno tutt’ora.

Nei prossimi anni vedremo quali delle tre linee strategiche seguite dai sindacati sarà maggiormente apprezzata dagli operatori (le elezioni di RSU si tengono ogni 3 anni) ma già in  questi primi 2 mesi dall’avvenuta firma del rinnovo contrattuale si intravvedono le ricadute sui singoli sindacati e sui lavoratori delle scelte da questi operate durante il rinnovo contrattuale.

Da un lato CGIL CISL UIL e le due FSI hanno da subito lasciato capire alla controparte (ARAN) che avrebbero firmato il rinnovo del contratto e quindi lo hanno fin dal primo momento difeso in tutti i suoi contenuti e solo dopo la forte opposizione di FIALS NURSID e NURSING UP hanno inviato all’ARAN una serie di richieste di modifiche e di emendamenti la maggior parte dei quali NON sono stati recepiti. Ricordiamo che l’aumento medio contrattuale (85€ medi…) corrispondente al 3,48% era stato concordato dall’allora Governo Renzi con CGIL CISL UIL.

Dall’altro la FIALS che ha puntato fortemente a migliore il testo del contratto con continui documenti, ci risulta che sia stata di fatto l’unica Organizzazione Sindacale a presentare da subito all’ARAN una propria piattaforma di rinnovo contrattuale, ha puntato poi a far comprendere agli operatori che se il risultato delle elezioni di RSU non avesse indotto CGIL CISL UIL a ritirare la firma sulla preintesa (per riaprire il negoziato) sarebbe anche lei rientrata apponendo la propria firma per poter contrastare e rappresentare gli operatori con tutte le prerogative della sigla firmataria (possibilità di partecipare a tutti i tavoli di contrattazione e confronto aziendali, regionali, nazionale, mantenere la possibilità di indire assemblee, ecc. tutte prerogative che sarebbero state perse con una “non firma”.).

Da ultimo le strategie mosse da NURSIND e NURSING UP volte direi principalmente alla “pancia” degli infermieri storicamente distratti e mediamente non a conoscenza di tutte queste dinamiche sindacali e contrattuali. Questi sindacati infatti hanno rivendicato da subito che gli infermieri avrebbero dovuto avere un contratto a parte rispetto agli altri operatori del comparto e che, comunque, la maggior parte delle risorse che il governo aveva messo a disposizione doveva, di fatto, essere riservato solo a loro. Come potete immaginare questa rivendicazione “unicamente diretta agli infermieri” ha avuto buon gioco nel campo degli infermieri che li hanno premiati insieme a FIALS alle recenti elezioni di RSU aumentando il loro consenso a scapito di CGIL CISL UIL delle moribonde, sindacalmente parlando, 2 FSI.

Ora però dopo due mesi dalla firma del rinnovo del contratto nazionale iniziano ad arrivare i primi problemi…. E non passa giorno che consistenti gruppi di infermieri sindacalizzati passano nelle file dell’uno o dell’altro sindacato firmatario presente alle contrattazioni. Questo  potrebbe essere uno dei motivo per il quale voci sempre più insistenti ed informate darebbero per imminente la sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro anche da parte di NURSIND se non anche di NURSING UP. Staremo a vedere. 

A tutt’oggi infatti solo CGIL, CISL, UIL, le due FSI e FIALS possono partecipare ai tavoli di trattativa e confronto aziendali, regionali, nazionali. Questo vuol dire che solo loro possono intervenire e far valere il loro peso sindacale nei vari tavoli di trattativa aperti ai vari livelli per “correggere”, “compensare” o “integrare” ovviamente nei limiti degli spazi e delle risorse consentite tutti quegli articoli del contratto, come nel caso della nuova regolamentazione dei criteri necessari ai fini del riconoscimento dell’indennità di turno.

Già nelle settimane scorse la FIALS che detiene la maggioranza relativa al Sant’Orsola di Bologna ha chiaramente dichiarato come intende procedere per non far perdere le indennità agli operatori così come ha dimostrato come sia possibile, con il recente accordo sul cd. Gettone di presenza dell’ammontare di 100 euro per ogni chiamata, finanziati con risorse di bilancio aziendali e non con quelle dei fondi contrattuali, giocare un ruolo fortemente attivo e propositivo nella contrattazione aziendale.

Una chiara dimostrazione di come sia importante, avendone le capacità ed esercitandole con strategie adeguate, essere seduti ai tavoli per difendere e rappresentare da dentro i diritti e le legittime aspettative degli operatori.

Se ci pensiamo bene questo è anche un po’ lo spaccato della nostra società dove molti concittadini sono alla ricerca di facili soluzioni a problemi complessi e decennali possibilmente mettendo gli uni contro gli altri, mentre altri negando i problemi lasciano sempre più la strada aperta a chi cerca di farsi carico dei problemi creando proposte e/o soluzioni che tengano insieme tutti.

A posteri l’ardua sentenza di giudicare chi ha lavorato meglio e per l’interesse, questa volta, del Servizio Sanitario Nazionale e degli operatori che vi operano.

Daniele Bedetti – Segretario Regionale FIALS Emilia Romagna

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