Infermieri in Qatar: parla Simonetta Dalbon

Simonetta Dalbon, Infermiera in Qatar.
Simonetta Dalbon, Infermiera in Qatar.

Una fantastica storia di successo

La storia di Simonetta Dalbon non è quella della solita infermiera che decide di emigrare all’estero per cercare lavoro e fortuna lontani da una Italia che nel campo Infermieristico non dà possibilità di crescita.

La nostra interlocutrice lavora da tempo in Qatar (nei paesi del Golfo, ad un tiro di schioppo dagli Emirati Arabi Uniti) ed ha scelto di rimanerci puntando dritto verso una carriera verticale che non avrebbe mai immaginato alla sua partenza. Farà la coordinatrice infermieristica in una struttura ospedaliera di prossima apertura e tra non molto avrà anche un ruolo di manager al suo interno.

Da Infermiera a manager?

“Quando ho scelto di lasciare l’Italia e di provare l’avventura nei Paesi del Golfo non ho puntato sul guadagno, ma sulla possibilità di crescere professionalmente. Il mio intuito non mi ha tradita – spiega Simonetta al nostro blog – sono originaria di Verona ed amo la mia terra, ma qui sto realizzando tutti i miei sogni. Mi sono licenziata dalla clinica dove lavoravo e, dopo aver conosciuto un gruppo di medici che avevano intenzione di aprire qui una struttura specializzata in interventi chirurgici e assistenziali ho accetto la sfida. Mi hanno proposto dapprima di coordinare un mio reparto, poi successivamente di avere un ruolo da dirigente. La clinica sarà formata da personale prevalentemente italiano ed europeo, da professionisti della salute che hanno studiato nelle migliori università del Bel Paese o che comunque si sono formati in ambiti specialistici europei”.

Ma chi è Simonetta?

La sua è la storia di una collega veneta che ha deciso di abbandonare la terra natia per dedicarsi all’assistenza infermieristica in terra araba. Tanti sono gli Infermieri Italiani che lavorano all’estero, ma pochi quelli che hanno deciso di trasferirsi in paesi del Golfo. Dalbon ha 44 anni, ed è stata Staff Nurse in una struttura privata in Qatar (Queen Medical Center, Al Wabb), da dove come dicevamo si è licenziata.

La sua formazione

Simonetta si è diplomata Infermiera nel 1992 con una tesi sull’assistenza a pazienti con AIDS. Nella sua carriera italiana ha lavorato in diverse strutture pubbliche fino al 2004, passando poi a quelle private, fino alla scelta di provare la “fuga” estera. Dal 2007 al 2013 ha operato come Infermiere Libero Professionista. E’ iscritta al Collegio IPASVI di Verona, dove vive la sua famiglia, che ogni tanto torna a visitare.

Come mai la scelta di lasciare l’Italia?

Rimanere a lavorare in Italia era diventato sempre più difficile, soprattutto per chi come me aveva intrapreso la scelta della libera professione infermieristica. L’aumento continuo della pressione fiscale, l’aumento sproporzionato del costo del lavoro e la concorrenza scorretta di molti colleghi mi hanno spinto a provare l’opportunità araba e di trasferirmi per qualche tempo in Qatar, terra fantastica di cui mi sono innamorata.

Hai dovuto superare una selezione per lavorare in Qatar?

No, è bastato il mio lungo curriculum professionale e superare un semplice test in inglese. In Qatar chiedono almeno tre anni di esperienza lavorativa continua ePer lavorare in Qatar è bastato il mio titolo di studio italiano e l’esperienza lavorativa (servono almeno 3 anni di experienza lavorativa continuativa). Per fortuna parlo bene l’inglese, che è poi la lingua scientifica ufficiali in terra araba. Qui anche l’inglese viene insegnato anche ai bambini. Lo si studia partendo dalle scuole materne. E’ naturale, tuttavia, che non tutti gli abitanti del Qatar e gli arabi in generale conoscono dettagliatamente l’inglese, ma la maggiorate lo mastica bene, sicuramente più degli italiani.

Quanto guadagna un Infermiere in Qatar?

Dipende, nel privato si guadagna un po’ di più che nel pubblico. Tutto però dipende dalla nazionalità, dal titolo di studio, dagli anni di esperienza, dalle specializzazioni, dal livello di inglese parlato e dalla bravura professionale. In pratica più vali, più guadagni. Anche la conoscenza dell’araba fa la differenza. Nel pubblico si guadagna mediamente 2-3 volte in più rispetto all’Italia, con un incremento annuo del 10%. Chi ti assume, poi, ti fornisce l’alloggio, l’assicurazione medica, il volo di ritorno a casa una volta all’anno. I giorni di ferie sono una quarantina all’anno. A fine contratto, inoltre, si percepisce una buonuscita parti ad una mensilità per ogni anno lavorativo.

E per la pensione?

Questo è il problema reale del Qatar. Qui per la pensione occorre provvedere da soli, ci sono assicurazioni private e casse previdenziali a cui iscriversi.

Come sono considerati gli Infermieri Italiani in Qatar?

Ad oggi non conosco altri Infermieri Italiani in Qatar, tuttavia gli Italiani e gli Europei vengo ben visti e considerati. Qui quasi tutti gli infermieri sono asiatici, indiani o africani. Forse anche per questo gli Infermieri Europei sono ricercati come oro, soprattutto nelle strutture pubbliche. L’organizzazione del lavoro è molto simile alla nostra, basandosi essenzialmente su protocolli europei o americani. La differenza sostanziale con l’Italia è che qui veniamo riconosciuti come Professionisti della Salute e che è possibile fare carriera anche in tempi record, con i dovuti riconoscimenti economici del caso. Se vali vai avanti, se non vali resti al palo.

Cosa devono fare gli Infermieri Italiani per lavorare in Qatar?

E’ possibile seguire due percorsi:

  1. pubblico;
  2. privato.

Chi vuole lavorare nel settore privato può cercare anche subito sul sito del Consiglio Supremo della Sanità del Qatar e iniziare la prassi per la licenza che di solito è piuttosto lunga, ma non complessa. Le strutture private richiedono almeno il Dataflow e il superamento dei Prometric Exams (il test di medicina per infermieri in inglese). Dopo questa fase chi è idoneo può presentare domanda via internet o, se ci si trova in Qatar, depositarla a mano presso gli uffici delle risorse umane delle cliniche o ospedali.

Quali consigli ti senti di dare a chi volesse trasferirsi in Qatar?

Di cercare nelle strutture pubbliche ed esclusivamente via internet, perché offrono maggiori sicurezze e possibilità di carriera. Inoltre, nelle cliniche pubbliche il lavoro è molto simile a quello italiano ed europeo.

Grazie Simonetta e in bocca al lupo per la tua nuova avventura!

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