Infermieri e Medici aggrediti: protestano OPI e Omceo Chieti e Napoli

Infermieri e Medici aggrediti: protestano OPI e Omceo di Chieti e Napoli.
Infermieri e Medici aggrediti: protestano OPI e Omceo di Chieti e Napoli.

Si continua a discutere in tutta Italia delle continue aggressioni nei confronti degli Infermieri, dei Medici e di tutti gli operatori sanitari, tecnici e laici. Gli ultimi due casi eclatanti sono avvenuti nei Pronto Soccorso di Chieti e di Napoli, dove i Presidenti degli Ordini infermieristici provinciali hanno alzato la voce chiedendo tutele e sicurezza. Ad intervenire sono stati mediante due comunicati differenti Giancarlo Cicolini (OPI Chieti) e Ciro Barbone (OPI Napoli). 

Sul caso si registrano anche gli interventi del presidente dell’Ordine dei Medici teatini, Ezio Casale, del presidente dell’Ordine dei Medici napoletani, Silvestro Scotti, e di numerosi altri dirigenti dell’Asl e del servizio 118.

La presa di posizione dell’Ordine degli Infermieri di Chieti 

Il 10 maggio scorso un increscioso episodio di violenza è accaduto nel PS dell’Ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti. Coinvolti due Infermieri. Sul caso la presa di posizione del presidente Cicolini (che è anche tesoriere della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche – FNOPI) è stata volutamente dura: “esprimo la massima solidarietà alle colleghe vittime di questa aggressione e sollecito interventi di prevenzione degli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari”.

Giancarlo Cicolini, presidente Infermieri Chieti.
Giancarlo Cicolini, presidente Infermieri Chieti.

 

“Le istituzioni competenti identifichino i fattori di rischio per la sicurezza del personale – chiede Cicolini – e pongano in essere le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune. E’ ben noto – afferma Cicolini – che in ambito sanitario e sociosanitario le aggressioni fisiche hanno raggiunto rispettivamente il 48% e il 27% degli operatori, in modo particolare nei servizi di emergenza-urgenza e nelle strutture psichiatriche, ma non vanno trascurati gli insulti e le minacce che, in maniera trasversale, raggiungono tra l’82% e il 64% degli operatori. È un tema che deve diventare di assoluta priorità di tutte le organizzazioni perché a pagare disservizi e condizioni inadeguate per un’assistenza degna di questo nome non siano i professionisti di prima linea”.

Anche l’Ordine dei Medici di Chieti alza la voce!

Il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Chieti, Ezio Casale, sollecita la Asl ad attivare in tempi rapidi interventi strutturali per il Pronto soccorso del “SS. Annunziata”, in modo da “migliorare le condizioni di sicurezza e di lavoro degli operatori e garantire un’accoglienza dignitosa ed efficiente per i pazienti. Serve un posto fisso di Polizia attivo 24 ore su 24 – afferma Casale – e, in ogni caso, un servizio di vigilanza costante all’interno del Pronto soccorso. Va rafforzata la dotazione di personale, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso. L’area per il triage va adeguata, dedicando un apposito locale che garantisca il rispetto della privacy delle persone”.
 
“Già dal novembre 2007 – ricorda Casale – il ministero della Salute ha inviato a tutte le Regioni la Raccomandazione n. 8 che sollecitava interventi di prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari. Nulla o quasi, però, sembra sia stato fatto in tutti questi anni nella nostra regione, né presso i presidi ospedalieri dei Pronto soccorso né presso le sedi di guardia medica. Oltre a denunciare quest’inerzia delle istituzioni sanitarie nella messa in sicurezza delle strutture e del personale che vi opera, che stride molto invece con l’efficienza dimostrata quando si tratta di imporre sanzioni, come nel recente caso che vede coinvolti i medici di continuità assistenziale, le riterremo moralmente responsabili di ogni ulteriore atto di violenza che malauguratamente dovesse verificarsi nei confronti del personale sanitario.”
 
Le Federazioni Nazionali degli Ordini degli infermieri e dei medici da alcuni anni stanno monitorando il fenomeno al tavolo dell’Osservatorio per la sicurezza e la prevenzione della violenza sugli operatori sanitari, istituito presso il Ministero della Salute: si evidenziano ancora, in alcuni casi, la totale assenza di segnalazione, mentre alcune realtà sanitarie si caratterizzano per un’attenzione mirata solo verso specifici eventi sentinella (ad esempio suicidio, cadute, atti di violenza a danno di operatore).
 
La prevenzione degli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari richiede che l’organizzazione sanitaria identifichi i fattori di rischio per la sicurezza del personale e ponga in essere le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune, diffonda una politica di tolleranza zero verso atti di violenza nei servizi sanitari, incoraggi il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi e faciliti il coordinamento con le Forze dell’ordine o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare le strategie atte a eliminare o ad attenuare la violenza nei servizi sanitari.
 

Le proteste dell’Ordine degli Infermieri di Napoli

 
Non è da meno l’intervento del presidente dell’Ordine degli Infermieri di Napoli, Ciro Carbone, dopo l’ennesima aggressione ai danni di una Infermiera del sevizio emergenza-urgenza.

Alle ore 9.30 del 12 maggio la Postazione 118 del Crispi a Napoli stava trasportando un codice rosso in Pronto soccorso (paziente a bordo) a sirena e lampeggiante, senza alcun motivo un passante, scaglia un paletto di ferro contro il vetro laterale del mezzo di soccorso mandandolo in frantumi e mettendo a repentaglio l’incolumità di medico, infermiera e paziente già di per se grave. 

L’infermiera riporta trauma ed escoriazione all’arcata sopracciglia sinistra, trauma dovuto dal sobbalzo nell’urto violento e per proteggere la paziente.

il Presidente dell’OPI di Napoli, Carbone ha dichiarato: “Si lavora nel terrore e i cittadini rischiano seriamente la vita.

Ciro Carbone, presidenti Infermieri Napoli.
Ciro Carbone, presidenti Infermieri Napoli.

 

Alla collega la nostra più sentita e fattiva solidarietà. Alle istituzioni locali il nostro profondo biasimo per l’immobilismo dimostrato e il silenzio assordante dei provvedimenti presi. Anche denunciare – dice Carbone – dovere civico di ogni cittadino, a maggior ragione di un ente pubblico qual è l’Ordine degli infermieri, può non valere niente a Napoli.

Noi abbiamo denunciato. Abbiamo proposto interventi per iscritto. Abbiamo fatto incontri con autorità politiche e del Governo sul territorio, sollecitato forze dell’ordine, ma niente si muove. Sembra che non interessi a nessuno né tutelare chi lavora e rischia la vita per assicurare il diritto alla salute, né i cittadini”.

La richiesta di aiuto del direttore del COT 118 di Napoli

“Voglio esprimere, purtroppo ancora una volta, la mia solidarietà e vicinanza all’equipaggio “Crispi” – ha dichiarato Giuseppe Galano, Direttore COT 118 Napoli – Capri  – che è stato oggetto per l”ennesima volta di una vile aggressione, con l’aggravante di essere immotivata. Penso che il tristissimo episodio è da attribuire all’inaccettabile mancanza di senso civico di alcuni balordi che non possono oscurare la civiltà e la vicinanza che la Cittadinanza ha per un Servizio salva vita come è il 118, ma nel contempo c’è una esigenza non più rinviabile di attenzioni sull’onerosissimo lavoro che facciamo da parte degli Organi competenti. Non permetteremo che si disperda una miniera di esperienze e competenze di chi ogni giorno con abnegazione, sacrificio e attaccamento al lavoro compie ordinari “miracoli” di assistenza all’utenza. Spero ci sia da parte di tutta la Città una sentita indignazione per questi inqualificabili episodi di violenza. Ancora solidarietà a questi ‘Eroi’ e un sentito ringraziamento a tutto il 118”.

La solidarietà del Direttore Generale dell’ASL NA Centro

“Non bastano più le parole di solidarietà e di condanna – ha detto Mario Forlenza direttore generale AsL Napoli 1 centro – ma occorre assumere forti iniziative che vedano coinvolte tutte le istituzioni e non solo la ASL per tutelare gli operatori .Per tale motivo chiederò lunedì prossimo un incontro urgente al Prefetto e al Questore di Napoli per avere assicurazione che ogni possibile iniziativa o misura di sicurezza utile a contrastare tali episodi sia immediatamente adottata. Peraltro essendo le aggressioni in costante e preoccupante aumento non appaia fuori luogo anche la eventuale convocazione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico”.

Il “basta!” del presidente dell’Ordine dei Medici partenopeo

“Basta!! Siamo stufi – ha dichiarato Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli -: ma nel contratto di governo quando si tuteleranno i diritti fondamentali degli operatori della sanità? Quando si offrirà il recupero di un senso civico verso un bene collettivo come è la tutela della salute offerta dagli eroi della sanità? Aspettiamo le medaglie al valore, per fare in modo che la politica non stia a “guardar le stelle”. Vergogna. Condividete ovvero “facimm o burdell” traduzione facciamo casino la politica non può star zitta”.

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