Infermiera di triage umiliata da uomo islamico!

Giovane uomo aggredisce infermiera del pronto soccorso!
Giovane uomo aggredisce infermiera del pronto soccorso!

Infermiera del Pronto Soccorso di Saronno è stata aggredita verbalmente da giovane uomo islamico che accompagnava la madre. La collega è stata intimata di abbassare lo sguardo e la testa mentre parlavo con lui perchè donna!

Un caso eclatante di sessismo e mancanza di rispetto verso la donna, prima ancora che verso l’infermiera. Abbiamo in esclusiva raggiunto la collega, P.d.S., infermiera del Pronto Soccorso in Lombardia che stava effettuando servizio come triagista.

Abbiamo deciso di scrivere i fatti senza dargli nessun tipo di taglio o interpretazione per poter permettere ad ogni lettore di sentirsi libero nell’elaborare un pensiero riguardo questa vicenda, come rispetto a molte altre che giornalmente accadono.

Il racconto che ci ha permesso di pubblicare parla di un’aggressione ricevuta da un uomo giovane apparentemente ben istruito che parlava fluentemente italiano.

Il ragazzo insieme alla sorella accompagnava la madre, che necessitava di cure dopo sintomi trascurati per diversi giorni. Famiglia del Libano, di evidente fede musulmana testimoniata dal velo che indossavano le donne.

Dopo analisi dei segni e sintomi e inquadramento patologico e anamnestico da parte della collega, la donna riceve in assegnazione il codice triage di colore Verde .

Il giovane a questo punto ha cominciato ad ordinare alla collega di cambiare il codice in giallo o rosso perchè lei aveva sicuramente sbagliato.

L’Infermiera era abituata alla gestione di questa tipologia di situazioni, dopo anni nel settore dell’emergenza/urgenza, ed ha fornito gentile motivazione e spiegazione del fatto che non era possibile attribuire un altro codice colore perchè era palesemente quello corretto.

Contrariato, il figlio della paziente ha quindi aggredito verbalmente la collega urlando e intimandola a chiare lettere: “Abbassa lo sguardo quando parli con me, tu sei donna e non devi alzare la testa!”.

Le urla hanno attirato l’attenzione di un vigile, recatosi in pronto soccorso durante il servizio per seguire un altro paziente (probabilmente un sinistro stradale, ndr). All’intervento del vigile il giovane uomo ha provato a convincerlo che lei in quanto donna non avesse il diritto di guardarlo negli occhi e di opporsi a quanto le diceva.

Una volta appresa l’impossibilità di convincere il vigile, il ragazzo ha dovuto accettare il codice colore assegnato alla madre e si è accomodato in sala di attesa. 

Appena uscito il figlio, la madre si è scusata con l’infermiera. L’altra figlia invece non ha mai aperto bocca durante tutta la vicenda.

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