Disfagia: ad Exposanità il cibo è cura. Studio di Loredana Sasso

Parla Antonio Croce che ci spiega l'importanza nutrizionale del Progetto Nutricare.
Parla Antonio Croce che ci spiega l'importanza nutrizionale del Progetto Nutricare.

Presentato al quotidiano infermieristico e sanitario AssoCareNews.it il cosiddetto “Protocollo Nutricare” realizzato dall’azienda MedEat di Bergamo in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova e garantito dalla nota Infermiera e docente universitaria Loredana Sasso. La nostra testata ha incontrato Exposanità 2018 Antonio Croce, esperto in Business Development Management e tra gli ideatori del progetto, dirigente di MedEat e di MovEat.

Croce, residente in Lombardia, ma di origini pugliesi, è un fiume in piena e nel video qui in alto ci spiega i motivi che hanno portato le sue due aziende a sperimentare e ad avviare la commercializzazioni di alimenti di qualità per disfagici, che addirittura si possono da oggi ordinare “on line” con un semplice clic e a prezzi abbordabilissimi. Infatti, il costo per pasto calcolato è di circa 1,80 Euro.

Prima di commercializzare i suoi prodotti MedEat li ha voluti testare attraverso un apposito studio scientifico condotto, come accennato in apertura del servizio, da Loredana Sasso (responsabile scientifico del progetto) del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova. Titolo scelto per lo studio: “Nutricare: l’evidenza dell’aver cura dell’alimentazione”. Alla ricerca hanno collaborato anche Annamaria Bagnasco (come project manager), Patrizio Odetti, Filippo Ansaldi e Milko Zanini, quali componenti del gruppo di ricerca.

Il motto di MedEat è “Il cibo è cura: le conferme della ricerca e dello studio scientifico”

L’obiettivo dello studio clinico Nutricare, redatto dall’Università di Genova in collaborazione con MedEat a firma della professoressa Sasso, è stato quello di dimostrare l’evidenza di aver cura dell’alimentazione nel paziente fragile. Al termine dello studio, è stato rilevato che, con l’applicazione del programma alimentare Nutricare, non solo migliorano lo stato di salute e la qualità di vita degli ospiti fragili, ma con una alimentazione bilanciata è possibile limitare e sostituire gli integratori alimentari e i farmaci con il cibo con significativi risparmi economici per le strutture sanitarie. Questo studio, unico per le sue caratteristiche e numero di pazienti coinvolti (400 ospiti di strutture Sanitarie) ha evidenziato come la “corretta texture unita alla gradibilità del prodotto” permettano al paziente fragile di alimentarsi in autonomia e sicurezza.

Pertanto chi utilizza gli alimenti di MedEat può applicare il protocollo scientifico nutrizionale Nutricare per affrontare la cura della malnutrizione e per garantire il corretto equilibrio nutrizionale nel paziente fragile e disfagico.

Gli obiettivi dello studio

Tenuto conto delle importanti dimensioni numeriche e logistiche delle strutture sanitarie in cui opera, MedEat, azienda che si occupa dell’alimentazione per le persone fragili, ha rilevato la necessità di partecipare ad una ricerca proposta dall’Università degli Studi di Genova per la definizione di un protocollo comune di condivisione di metodologie e di buone prassi nella presa in carico dell’ospite fragile, in particolare per una analisi approfondita delle cause che spesso sono alla base della “malnutrizione ospedaliera e socio assistenziale”, dalla quale discendono una serie di problematiche complesse e costose nella successiva gestione sanitaria (piaghe da decubito, anoressia, debilitazione, richiesta di farmaci).

L’intento del Programma Nutricare era ed è quello di consentire alle strutture coinvolte di essere protagonisti della ricerca che creerà specifici protocolli per ridefinire i metodi, l’articolazione dei ruoli e delle responsabilità, le procedure gestionali ed operative fondamentali, per un’efficace attuazione del servizio a favore degli utenti affetti da disfagia e più in generale di Fragilità Alimentare , tenuto conto non più solo meramente degli aspetti inerenti la qualità e la sicurezza alimentare e nutrizionale, ma riformulando la traiettoria nella direzione di una maggiore attenzione agli aspetti di gradevolezza ed appetibilità del pasto dedicato alle fragilità alimentari.

L’obiettivo del progetto di ricerca, pienamente raggiunto, era dimostrare che una buona alimentazione determinava:

• Miglioramento generale delle condizioni di assistenza e cura del singolo assistito
• Efficacia nelle risposte riguardanti le esigenze degli ospiti, spesso espresse attraverso le famiglie
• Stimolazione di un processo di condivisione continuo, tra il personale delle strutture a totale vantaggio del singolo utente
• Monitoraggio costante del livello qualitativo della presa in carico della persona disabile e anziana.

I pazienti hanno risposto al programma nutrizionale con un incremento significativo del peso corporeo e un miglioramento dei parametri sierologici controllati – si legge nello studio di Loredana Sasso – la supplementazione ha avuto lo scopo di integrare l’apporto nutrizionale in caso di riduzione dell’introito o di aumento del fabbisogno, ma è stata generalmente sospesa rispetto alla precedente prescrizione sui pazienti coinvolti. 

Dalla ricerca è emerso un dato inconfutabile: il Protocollo Nutricare ha permesso un risparmio stimato di 378.000 euro, comprendendo l’80% del campione per la media di somministrazione rilevata e per il costo medio del trattamento in 6 Euro giornalieri derivanti dall’utilizzo di integratori alimentari.

L’utilizzo del Protocollo Nutricare – conclude la Sasso nella sua analisi – attraverso il modificato apporto nutrizionale, energetico e proteico ha consentito un miglioramento delle condizioni complessive dei pazienti, con correlazioni positive tra l’aumento di peso e il miglioramento delle Scale Barthel e EdFED.

E da ieri è nato PiattApposta.it, il servizio per ordinare direttamente “on line” gli alimenti per disfagici e per pazienti affetti da patologie croniche, genetiche e metaboliche. Disponibile anche l’APP di PiattApposta.it scaricabile dagli store Apple e Google.

Contattando MedEat è possibile richiedere anche appositi campioni di prova da parte di utenti privati o care-giver e di aziende sanitarie.

Provare per credere! Buona visione… e buon appetito!

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