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Psichiatria ai tempi del Nazismo: la mostra finalmente in Italia

Psichiatria ai tempi del Nazismo: la mostra finalmente in Italia
Una mostra ci racconta le atrocità in psichiatria nell'epoca Nazista

Dopo aver fatto il giro del mondo, finalmente in Italia la mostra che ci racconta le atrocità che macchiarono la psichiatria dell’epoca del Nazismo.

Il 23 marzo 2018 il dott. Schneider, Direttore della Clinica di Psichiatria, Psicotetrapia e Psicosomatica dell’Università di Aquisgrana, Past President DGPPN., in collaborazione con la Fondazione Memoriale per gli Ebrei Assassinati d’Europa e la Fondazione Topografia del Terrore di Berlino, ha inaugurato, la 41 esima edizione della mostra “SCHEDATI PERSEGUITATI STERMINATI, Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo” a Collegno(To) presso il museo della città (ex locali di una porzione dell’ex ospedale psichiatrico).

La mostra è stata presentata per la prima volta nel 2014 in Germania diventando itinerante a Londra, Toronto, Giappone, e molte altre città per un totale di 34 luoghi espositivi. In Italia è stata allestita con la collaborazione della Società Italia di Psichiatria nel marzo 2017 presso il Vittoriano, poi spostata in varie città. Finora è stata visita da 340.000 persone.

La mostra racconta la persecuzione di malati psichici e persone con disabilità psicofisiche, entrambi “accusati di essere una zavorra” per la società perché ritenuti geneticamente inferiori e quindi incurabili… A partire dal 1934, 400.000 persone furono sterilizzate contro la loro volontà e più di 200.000, ricoverate in ospedali e istituti di assistenza, furono assassinati. Tutto ciò avvenne all’interno della società tedesca sotto la diretta responsabilità di psichiatri, neurologi, pediatri, infermieri e personale amministrativo

La DGPPN (Società tedesca di psichiatria, psicoterapia e psicosomatica) si rese partecipe dei crimini del nazionalsocialismo, delle sterilizzazioni forzate e delle uccisioni di massa di massa. Nel 2009 con una modifica del proprio Statuto, ha riconosciuto questa responsabilità, rendendo la ricerca sull’accaduto un tema centrale delle attività societarie. Nel 2010 in occasione di una commemorazione a Berlino la DGPPN chiese perdono alle vittime e ai loro famigliari.

La mostra indaga sui modi di pensare e sui modelli di comportamento che resero possibili omicidi di massa.

Annaelore Homberg (Presidente Net Forpp Europa) ha affermato: “Questa mostra non permette solo la conoscenza di un passato atroce, essa racchiude in sé una serie di quesiti che vanno dal passato al presente e dallo specifico psichiatrico a temi più generali. Esiste ancora lo stigma della malattia mentale? com’è oggi la vita di una persona con disabilità? E se l’orizzonte si allarga alla deumanizzazione dell’altro, come riconoscere nuove, contemporanee forme di disumanità? Come contrastarle?”

FranK Schneider ha aggiunto: “attraverso l’impegno continuo di trasparenza e con una costante lavoro di informazione, cerchiamo di restituire alle vittime, per quanto ancora possibile, piccoli tasselli della dignità umana di cui sono state private. E’ il nostro dovere farlo”.

La mostra ha una sezione in cui dà il proprio contributo nella comprensione creando la base per un‘ammenda della psichiatria italiana sul razzismo e sul fascismo. Risale agli anni 30 il codice Rocco che introdusse il principio giuridico della pericolosità sociale, che non si riferiva ai reati già commessi dalla persona, bensì alla probabilità che potesse commetterne in futuro.

Una mostra da vedere per stimolare riflessioni e sensibilizzazioni a nuovi paradigmi di pensiero non solo per noi Cittadini di questo mondo oggi così complesso, ma anche per noi infermieri: la nostra figura professionale era accanto a quella di medici, assistenti sociali, giuristi, etc, negli anni del nazionalsocialismo e del fascismo, sia nelle operazione T4, che nelle sterilizzazioni forzate, cosi come nell’osservare impassibili alla morte di molti pazienti per fame e insedia. Quali sono le responsabilità degli infermieri oggi, a fianco di medici e di tutte le altre figure professionali sanitarie e non, per tutelare in modo eticamente corretto la dignità delle persone con disabilità e/o patologie invalidanti?

Le comunità scientifiche devono essere una delle anime di questo ideale, che non è realizzabile senza il rispetto dei diritti e della dignità umana”. La mostra ha le firme di Società Italiana di Psichiatria (SIP), Società tedesca di psichiatria, psicoterapia e psicosomatica (DGPPN), Network Europeo per la Ricerca e la Formazione in Psichiatria Psicodinamica (Netforpp Europa)

 

Mai più dovrà accadere

Una così grave e dissennata offesa all’essere umano

E una così drammatica violazione

Di ogni etica scientifica e professionale

Da parte di chi si deve

Prendere cura delle persone”

(Società Italiana di Psichiatria)

 

 

A cura di Annalisa Dal Fitto

Consigliera Nazionale Associazione Nazionale Infermieri in Neuroscienze

 

Materiale tratto liberamente da Schedati perseguitati sterminati, Malati psichiatrici e disabili durante il nazionalsocialismo. SIP e Netforpp Europa

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