Nadia Toffa premiata alla memoria da Infermieri, Professionisti Sanitari e Giornalisti a Ravenna.

? ? Premio alla memoria per Nadia Toffa, la giornalista delle Iene deceduta per cancro qualche settimana fa, nell’ambito del Convegno “Quale futuro per la Stampa Sanitaria in Italia” (Ravenna, 29 – 30 novembre 2019).

Nell’ambito del Convegno “Quale futuro per la Stampa Sanitari in Italia – Verso un Codice Etico condiviso” sarà riconosciuto un premio alla memoria per Nadia Toffa. La giornalista delle Iene si è distinta per i suoi servizi al vetriolo su una sanità giusta e rispettosa delle esigenze dell’Assistito. E da “picconatrice” mediatica ha affrontato il mondo dell’assistenza direttamente, cercando di battere il “bastardo” che l’aveva colpita e che poi l’ha condotta alla morte.

Nadia Toffa è deceduta per cancro il 13 agosto 2019. A lei Premio alla memoriaIn riconoscimento delle sue battaglie in favore di una Sanità più equa, più giusta e più competitiva“.

Premio alla memoria: a Nadia Toffa (rivedi tutti i suoi servizi su Le Iene), giornalista che ha combattuto contro i soprusi e gli abusi in sanità e che poi la sanità l’ha vissuta, amata, odiata e apprezzata da Paziente sulla propria pelle.

Per rivedere i suoi servizi giornalistici con le Iene: LINK.

Chi è Nadia Toffa?

Lei diceva di se:

Nadia Toffa in ospedale dopo aver scoperto la malattia. Non ha mai smesso di lottare e soprattutto di sorridere.

Nadia Toffa in ospedale dopo aver scoperto la malattia. Non ha mai smesso di lottare e soprattutto di sorridere.

Sono nata a Brescia il 10/06/1979.
Mi sono diplomata al liceo classico Arnaldo di Brescia e laureta in Lettere e Filosofia a Firenze con 108/110, con tesi di laurea sulla “Storia della chiave iconografia di San Pietro”.
Ho iniziato a lavorare in tv per Telesanterno, come conduttrice al programma “Dolce e amaro”, un talk show di intrattenimento. Ho partecipato alla realizzazione di 5 cortometraggi di vario tipo, come protagonista durante il periodo universitario.
Una volta laureata ho lavorato per 4 anni a Retebrescia, tv locale, come conduttrice di vari programmi di intrattenimento, come conduttrice tg e inviata per la realizzazioni di servizi di cronaca.
Nella pratica, conducevo il tg e lanciavo i miei reportage appena scritti e montati…
Faceva abbastanza ridere… mancava solo che dicesse: “ed ecco a voi il servizio di Nadia Toffa”.
E poi il grande salto in questo gruppo di matti…
Nel 2014 è uscito il mio libro Quando il gioco si fa duro, sul fenomeno dell’azzardopatia in Italia.
Nel 2015 ho condotto il programma in prima serata su Italia1 Open Space.
Nel 2016 oltre a continuare a realizzare i servizi per Le Iene affiancherò alla conduzione del programma Pif, Fabio Volo, Geppi Cucciari e Miriam Leone.

Poi la malattia, la scoperta del cancro, il ritorno in TV e l’ultima battaglia con quel “bastardo”, così come amava definire il suo tumore “guardandolo negli occhi”.

Scrivono di lei le Iene.

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI.

Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre.

Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi.
Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi.

Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “Il male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio.

“Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi”.

E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto.

Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare a essere quelli di sempre.

Niente per noi sarà più come prima.

Altri premi.

Riconoscimenti anche per altri personaggi del mondo della formazione universitaria e della comunicazione sanitaria e laica in Italia.

  • Premio: Miglior tesi dedicata al mondo della comunicazione in sanità (rivolto ai laureati in Medicina e Chirurgia, Infermieristica, Infermieristica Pediatrica, Professione Ostetrica e altre Professioni Sanitarie);
  • Premio: miglior professionista sanitario;
  • Premio: miglior giornalista generalista;
  • Premio: miglior giornalista sanitario.

Stay tuned.

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