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Da una ventina di anni nel mondo si parla di Florence Nightingale come madre dell’infermieristica moderna. È veramente così? In Italia gli Infermieri c’erano ancora prima di lei. E’ quanto si evince dai testi di Dal Bosco, Rusca, Cattaneo e Baldini.

Il 12 maggio si celebra in Italia e nel mondo la Giornata Internazionale dell’Infermiere, voluta fin dal 2000 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ricordare la figura di Florence Nightingale, Infermiera inglese che tutti definiscono come la “mamma dell’Infermieristica moderna“. In realtà non è proprio così, almeno nel nostro Paese. Scopriamo perché.

Un invito alla chiarezza e alla lettura.

Quello che troverete narrato in questo servizio è il tentativo di fare chiarezza sulle origini dell’infermieristica italiana, ma anche un invito ad acquistare e/o a leggere i volumi (che suggeriamo) che parlano della storia della professione nel nostro Paese e nel resto del mondo.

Chi è Florence Nightingale.

Chi è Florence Nightingale? La pioniera dell’assistenza infermieristica moderna.

Il Nursing Moderno, l’OMS e gli agiografi anglosassoni.

Il Nursing moderno, secondo l’OMS, ma secondo tutti gli autori contemporanei è nato con Nightingale.

Gli agiografi inglesi e di lingua anglosassone hanno fatto un ottimo lavoro nel valorizzare a livello planetario il personaggio, ormai mitologico, legato alla Nightingale, con film, cartoon, opere, siti web e via discorrendo, fino a far riconoscere ufficialmente la sua figura dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ormai 20 anni addietro. Tutti parlano di lei, ma sicuro che fu proprio lei a fondare il Nursing che oggi conosciamo? Diciamo di no, ma la sua azione e le sue lotte hanno contribuito tantissimo al cambiamento.

Il Nursing Italiano nasce addirittura due secoli prima di Nightingale.

In realtà in Italia la figura dell’Infermiere era già presente almeno due secoli prima della nascita di Florence Nightingale a Firenze da genitori inglesi e prima che decidesse di dedicarsi all’arte del Nursing, come testimoniano alcuni autori nostrani:

Il frontespizio del volume "La pratica dell'infermiero" scritto da Fra' Francesco Dal Bosco.
Il frontespizio del volume “La pratica dell’infermiero” scritto da Fra’ Francesco Dal Bosco.

L’individuazione di autori italiani che parlavano già prima di Nightingale (autrice del Notes on Nursing) è stata possibile grazie ad un attento studio di ricerca compiuto dai colleghi Filippo Festini e Angelica Nigro (volume Prima di Florence Nightingale, Libreria Universitaria Ed., 2012).

In Italia, quindi, vi era già una scuola di pensiero e un movimento culturale che si occupava di Nursing o, a dirla all’italiana, di Infermieristica e di Infermieri.

La grande enfasi che la storiografia infermieristica italiana ha dato e continua a dare alla vita e all’opera di Florence Nightingale ha fatto dimenticare che ben prima di lei in Italia esisteva già una non trascurabile letteratura che si è occupata in modo diffuso e compiuto dell’infermiere, della sua formazione e del suo ruolo sociale. Dai testi di Dal Bosco, Baldini, Rusca e Cattaneo emerge una visione nitida e coerente di come dovesse essere l’infermiere, cosa dovesse fare e come dovesse farlo. Questi autori ci consegnano l’immagine di un’infermieristica che non è nata improvvisamente dopo la metà dell’Ottocento grazie alle intuizioni di una persona sola, ma che si è sviluppata attraverso un lungo processo di progressiva crescita. Non solo: le loro opere ci suggeriscono che la realtà italiana era, almeno da un punto di vista culturale, molto più avanzata e proiettata nel futuro del mondo anglosassone, tanto che lo stesso Notes on Nursing di Florence Nightingale appare non immune dall’influenza di questi autori” – si legge nella nota introduttiva al volume di Festini e Nigro.

Ma cosa dicono i 4 autori italiani?

Dal Bosco: nel frontespizio del suo volume si legge che l’autore si è concentrato sulle “(…) Osservationi fondate nell’uso di moltissimi anni s’addottrina l’assistente, e caritativo Infermiere per ben conoscere, e ne’ casi repentini applicar i rimedij proportionati a’ mali de’ suoi infermi” (si parla di assistenza caritatevole per curare i mali degli infermi).

Baldini: l’Infermieristica “è l’arte di regolar gli ammalati (…) per poter a tempo prevenire i loro bisogni e aiutarli nelle loro funzioni” (si parla già di bisogni di salute).

Rusca: “l’uomo ammalato è paragonabile ad un bambino, al pari di questo esso non può provvedere ai bisogni della vita, né difendere la propria esistenza dai pericoli che gli sovrastano. Ha quindi d’uopo che altri gli presti continua cura, e soddisfaccia a tutte le sue necessità. Questo ufficio è specialmente affidato all’infermiere e l’infermiere si occupa in particolare di regolare l’aria, il calorico, la luce, il sonno, gli alimenti, le bevande, la pulitezza delle stanze e i letti” (si avvicina abbastanza alla visione del Nursing di Florence).

Cattaneo: “l’infermieristica è l’arte di governare i malati (…) onde secondare efficacemente le viste e gli sforzi benefici della natura prendendosi pensiero dell’aria che respirano, della immondizia, degli alimenti destinati a nutrirli, del riposo, della quiete dell’animo e della tranquillità della coscienza” (molto simile alla visione di Nightingale).

Il dubbio.

E se fosse stata Nightingale ad ispirarsi per il suo concetto di Nursing proprio agli autori italiani e in special modo a Cattaneo? Lei conosceva bene l’italiano e ha girato tanto nel nostro Paese alla ricerca di ispirazione nelle strutture sanitarie e di accoglienza socio-sanitaria.

E non è tutto: mentre Dal Bosco parla di “prattica” (pratica, azioni manuali), Baldini inizia a parlare già di “Arte” (a cui poi farà riferimento Nightingale), mentre Rusca fa riferimento alla “Processione” (e già con la mente siamo proiettati ad una epoca moderna).

Dalla lettura dei 4 testi emerge un dato inconfutabile: in Italia già dal Seicento si parlava di Infermieristica, che non è sorta così all’improvviso con l’avvento di Nightingale, ma che veniva fuori da competenze, da studi e da pratiche assistenziali che qualche autore fa risalire ai primordi della storia dell’uomo (G. Celeri Bellotti e A.L. Destrebecq – Storia dell’assistenza e dell’assistenza infermieristica in Occidente – Ed. Piccin – 2013).

Infermieri e assistenza sanitaria: dalla preistoria ai tempi moderni.

In conclusione.

Gli insegnamenti di Florence Nightingale sono molto importanti per la storia degli Infermieri di oggi, ma certamente non è stata lei a fondare il Nursing in Italia, dove da secoli prima esisteva già un movimento di pensiero e una scienza, seppure arcaica, che ci hanno portati ad essere i Professionisti attuali e che contribuiranno ad una sicura prossima evoluzione.

Buona Giornata Internazionale dell’Infermiere a tutti!

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