CCNL Sanità approvato: non rispettate proteste, chi ha firmato?

Firmato il CCNL Sanità!
Firmato il CCNL Sanità!

Da Roma giungono conferme: il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro del comparto Sanità pubblica è stato appena firmato. Non rispettate le proteste di migliaia di professionisti sanitari, esultano invece i sindacati firmatari ed alcune categorie. Chi ha firmato quello che alcuni definiscono il contratto dell’elemosina?

Le voci che si stanno diffondendo trovano riscontro fra sè nonostante la provenienza molto distante. Come anticipato il nuovo contratto è stato definitivamente firmato oggi e quindi comincia a produrre effetti.

A niente sono serviti lo sciopero a Roma del 23 febbraio e le due giornate di sciopero del 12 e 13 aprile, quando migliaia di infermieri hanno protestato platealmente contro le condizioni del rinnovo proposte dall’Aran.

Le voci rivelano che alla fine i sindacati che hanno firmato il rinnovo sono stati CISL, CGIL, UIL, FSI e FIALS che in verità si è più volte detta critica e insoddisfatta riguardo alcuni punti, tanto da rilanciare con alcune controproposte e modifiche.

Risultano quindi non firmatari i sindacati Nursind e Nursing Up, coerentemente a quanto dichiarato nei giorni scorsi.

Il dado dunque e proprio in questi istanti i Professionisti Sanitari Italiani stanno riversandosi sui social networks con le loro posizioni ed i loro argomenti di dibattito. 

In ogni caso si sta concludendo uno dei più difficili periodi di rinnovo di un CCNL della storia della Repubblica Italiana e questo è storia.

Nursing Up in ha firmato: “Ribadiamo il nostro no alla firma di un contratto che penalizza gli infermieri italiani”

A seguito dell’avvenuto placet espresso dalla Corte dei Conti, l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) ha convocato i sindacati per la sottoscrizione definitiva del Ccnl comparto sanità 2016-2018: l’appuntamento era fissato per oggi alle 14.30 presso la sede di via del Corso. 

“Si tratta di modifiche apportate al testo da parte dell’Aran ed effettuate da quest’ultima in maniera unilaterale solo dopo le diffide e gli interventi del Nursing Up. In ogni caso le variazioni preannunciate – che peraltro non abbiamo ancora letto nella versione ufficiale trascritta sul nuovo Ccnl – non sembrano lasciare presagire nulla di nuovo, in particolare sotto il profilo economico, rispetto alla preintesa sottoscritta il 23 febbraio scorso”. Così il presidente del Nursing Up Antonio De Palma commentava l’epilogo finale dell’iter contrattuale, cioè la firma di oggi all’Aran del Ccnl da parte degli altri sindacati.

“Se le cose resteranno ferme alle modifiche anticipateci dall’Aran – ricorda – non si interviene sul deprecabile impianto di attribuzione degli incarichi, non si elimina la deroga al riposo continuativo di 11 ore per la pronta disponibilità passiva e si mantiene fermo il sistema delle indennità, alcune confermate negli importi vigenti ante euro”.

“Più in generale, per come la vediamo noi – conclude De Palma – si assevera un impianto contrattuale che Nursing Up ha contestato fortemente perché ritenuto iniquo, sperequativo e precarizzante”.

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