Cartabellotta (GIMBE): Salviamo il nostro SSN!

Nino Cartabellotta, presidente della fondazione GIMBE
Nino Cartabellotta, presidente della fondazione GIMBE

Sentinella integerrima del Sistema Sanitario Nazionale.

Questa è soltanto una delle possibili descrizioni allegoriche della Fondazione GIMBE, da oltre venti anni impegnata in favore della salute di tutti i cittadini italiani. Obiettivo che persegue con un numero molto vario di attività, tutte ad un alto grado di qualità universalmente riconosciuto. Nino Cartabellotta è il presidente della Fondazione ed ha rilasciato in esclusiva per noi un’intervista per capire in che modo GIMBE stia cercando di migliorare la Sanità dall’interno.

La Fondazione GIMBE è riconosciuta da tutti come un riferimento autorevole nel mondo della sanità italiana. Qual è la mission della Fondazione e quali le principali attività?

La Fondazione GIMBE dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche, manageriali, professionali che riguardano la salute attraverso attività indipendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico. Per questo nel 2013 abbiamo lanciato il programma #salviamoSSN per la difesa della Sanità pubblica e dal 2016 elaboriamo il Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale per analizzare le criticità e fornire possibili soluzioni, al fine di tutelare una conquista sociale irrinunciabile per l’eguaglianza e la dignità dei cittadini italiani.

 

Sempre più persone sostengono che il Servizio Sanitario Nazionale abbia bisogno di una profonda ristrutturazione, partendo proprio dalle basi logiche su cui poi si costruisce e produce. La Fondazione GIMBE con il suo programma “Salviamo il nostro SSN” si manifesta critica verso lo status quo, cosa può dirci a riguardo?

Da tempo sosteniamo che se è vero che non esiste un piano occulto di smantellamento e privatizzazione del SSN, è altrettanto certo che non esiste un preciso programma politico per il suo salvataggio. Dal nostro annuale Rapporto sulla sostenibilità del SSN e dalla successiva consultazione pubblica, abbiamo formulato alcune proposte utili per un concreto “piano di salvataggio” del SSN:

 

  • mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni politiche (health in all policies) non solo sanitarie, ma anche industriali, ambientali, sociali, economiche e fiscali

  • offrire ragionevoli certezze sulle risorse destinate alla sanità, mettendo fine alle periodiche revisioni al ribasso e rilanciando in maniera graduale e costante il finanziamento pubblico

  • potenziare le capacità di indirizzo e verifica del ministero della Salute sulle Regioni, nel pieno rispetto delle loro autonomie

  • gettare le basi per costruire un servizio socio-sanitario nazionale, consapevoli che i bisogni sociali sono strettamente correlati a quelli sanitari

  • ridisegnare il perimetro dei LEA in base alle evidenze scientifiche e alla costo-efficacia degli interventi sanitari e ridefinire le spese mediche detraibili a fini Irpef secondo gli stessi criteri

  • eliminare il balzello del superticket e definire criteri di compartecipazione alla spesa sanitaria equi e omogenei su tutto il territorio nazionale

  • avviare un piano nazionale di prevenzione e riduzione degli sprechi, per disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi

  • attuare un riordino legislativo della sanità integrativa, al fine di tutelare i cittadini ed evitare derive consumistiche e di privatizzazione

  • regolamentare adeguatamente l’integrazione pubblico-privato e l’esercizio della libera professione

  • rilanciare le politiche per il personale e programmare adeguatamente il fabbisogno di medici, di specialisti e altri professionisti sanitari

  • destinare almeno l’1% del fondo sanitario nazionale alla ricerca clinica e organizzativa di cui il SSN ha realmente bisogno

  • avviare un programma istituzionale di informazione scientifica per cittadini e pazienti per smentire fake-news, ridurre il consumismo sanitario e facilitare decisioni condivise

 

In assenza di un programma politico di tale portata, la progressiva e silente trasformazione (già in atto) di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico verso un sistema misto sarà inesorabile, consegnando alla storia la più grande conquista sociale dei cittadini italiani.

 

Nel settembre 2016 avete lanciato l’Osservatorio GIMBE, uno strumento di monitoraggio indipendente del SSN. In cosa consiste questo monitoraggio e quali risultati vi aspettate di raggiungere?

Dalla consultazione pubblica del Rapporto GIMBE, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, è emersa la necessità di avviare un monitoraggio continuo e indipendente di responsabilità e azioni di tutti gli stakeholder del SSN, con il fine ultimo di ottenere il massimo ritorno in termini di salute del denaro pubblico investito in sanità. Con questo obiettivo abbiamo istituito l’Osservatorio GIMBE sulla sostenibilità del SSN, le cui valutazioni sono guidate da tre princìpi fondamentali:

  • evidence for health: le migliori evidenze scientifiche devono essere integrate in tutte le decisioni politiche, manageriali e professionali che riguardano la salute delle persone, oltre che guidare le scelte di cittadini e pazienti;

  • health in all policies: la salute delle persone deve guidare tutte le politiche, non solo sanitarie, ma anche industriali, ambientali, sociali, economiche e fiscali;

  • value for money: il sistema sanitario deve ottenere il massimo ritorno in termini di salute dal denaro investito in sanità, al tempo stesso un mandato etico e obiettivo economico.

Considerato che secondo il Rapporto GIMBE oltre € 12 miliardi di sprechi e inefficienze vengono assorbiti da sovra- e sotto-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie e da inadeguato coordinamento dell’assistenza, l’Osservatorio ha avviato diversi studi per quantificarne l’impatto sia sugli sprechi che soprattutto sugli esiti di salute e sull’equità di accesso. L’Osservatorio mira inoltre ad espandere anche le evidenze sui conflitti di interesse: in particolare, se il disclosure code di Farmindustria ha fornito utili informazioni sui trasferimenti di denaro in maniera unidirezionale, è indispensabile conoscere l’entità dei finanziamenti ricevuti da vari stakeholder (enti pubblici, società scientifiche, associazioni di pazienti e di tutela dei consumatori) quale elemento indispensabile di trasparenza.

Dall’avvio dell’Osservatorio abbiamo realizzato numerose attività editoriali e di sensibilizzazione istituzionale e pubblica:

 

Last but not least, in occasione delle imminenti consultazioni politiche, i programmi elettorali di tutte le forze in campo saranno oggetto di analisi comparativa sulle proposte relative a sanità, welfare e ricerca, perché riteniamo che il nostro slogan “salute prima di tutto, sanità per tutti” sia condicio sine qua non, oltre che per il benessere delle persone, anche per la ripresa economica del Paese.

 

Il prossimo 2 marzo si terrà a Bologna la 13a Conferenza Nazionale GIMBE: cosa dobbiamo aspettarci da questo irrinunciabile appuntamento annuale?

Nella consapevolezza che le attività di un’organizzazione indipendente finalizzate a informare il Paese sulla salute, l’assistenza sanitaria e la ricerca biomedica possono determinare grandi benefici sociali ed economici, la 13a Conferenza Nazionale GIMBE accende i riflettori sui risultati raggiunti e sulle sfide future che attendono la sanità pubblica e la ricerca biomedica. Considerato che il diritto costituzionale alla tutela della salute è un diritto civile che la politica deve garantire a tutti cittadini, senza essere condizionata da ideologie partitiche, la Fondazione GIMBE presenterà in questa sede i risultati del monitoraggio dei programmi elettorali. Dopo la mia relazione introduttiva, il palcoscenico ospiterà un forum sui nuovi LEA, finalmente aggiornati dopo 16 anni, ma ancora lontani da una omogenea attuazione sull’intero territorio nazionale. Quindi un forum sul complesso ecosistema delle evidenze scientifiche: dal finanziamento e produzione della ricerca alla sintesi in revisioni sistematiche e linee guida, dall’integrazione delle evidenze nelle decisioni professionali, manageriali e politiche alla comunicazione a cittadini e pazienti. La giornata proseguirà con la presentazione di 4 esperienze regionali di eccellenza.

 

Perché la Fondazione rappresenta un valore aggiunto per la sanità italiana anche per i professionisti sanitari del futuro?

La Fondazione GIMBE crede fermamente nei giovani, come dimostra il programma istituzionale GIMBE4young, destinato a studenti giovani professionisti sanitari under 32, con cui auspichiamo di contribuire a formare a le nuove generazioni di EBP leader per favorire il trasferimento delle migliori evidenze alla pratica clinica, al fine di migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre gli sprechi conseguenti al sovra/sottoutilizzo di farmaci, test diagnostici e altri interventi sanitari. Nell’ambito di tale programma, dal 2013 eroghiamo annualmente 30 borse di studio per la partecipazione al corso Evidence-based Practice (EBP), che permette a studenti e neolaureati in medicina e professioni sanitarie di acquisire l’EBP core curriculum certificato a livello europeo. Ogni anno, inoltre, assegniamo a un giovane ricercatore la borsa di studio “Gioacchino Cartabellotta” per finanziare progetti di ricerca indipendente. Infine, grazie al supporto incondizionato di sponsor esterni abbiamo ampliato il ventaglio delle opportunità per i giovani: nel 2017 abbiamo lanciato la Summer School sulla metodologia dei trial clinici e quest’anno è già in cantiere un corso avanzato di formazione su metodi e strumenti di clinical governance per la sostenibilità del SSN.

Ringraziamo il presidente Nino Cartabellotta, puntuale e disponibile in questa intervista.

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