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Prestazioni aggiuntive in Lombardia: promesse disattese, Professionisti penalizzati. Noi dalla parte dei lavoratori, altri dalla parte della propaganda.
Si è concluso ieri, presso la Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, un confronto cruciale sull’ultima tranche di risorse destinate alle prestazioni aggiuntive per il personale sanitario. L’esito è chiaro e deludente: le promesse fatte ai professionisti sono state disattese. Per questo, FIALS, NURSIND e NURSING UP hanno scelto di non sottoscrivere il verbale, agendo con senso di responsabilità e coerenza rispetto a quanto stabilito nel precedente documento condiviso a maggio.
In quell’occasione, era stato assunto un impegno reciproco e fondamentale: valorizzare la tariffa oraria da 50 a 60 euro per i professionisti del comparto. Un impegno che, purtroppo, oggi è stato clamorosamente disatteso.
Assistiamo a un vero e proprio paradosso. Mentre la Regione Lombardia:
- Sottoscrive protocolli d’intesa con i NAS per accertare come si abbattono le liste d’attesa nelle aziende;
- Lancia dichiarazioni pubbliche contro i Direttori Generali “incapaci”, suggerendo loro di “cambiare mestiere”;
Quando si tratta di valorizzare concretamente chi il sistema sanitario lo tiene in piedi ogni giorno, la scelta ricade sul risparmio.
Oggi si stabilisce che i 15 milioni di euro integrativi saranno destinati senza alcuna maggiorazione della tariffa oraria. Questo si traduce in una realtà inaccettabile: i 50 euro lordi previsti, con la tassazione ordinaria (non più al 15%), si trasformeranno in poco più di 30 euro netti per infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e tutte le altre professioni del comparto.
Una cifra irrisoria, in netta contraddizione con quanto promesso e concordato nei mesi precedenti.
Ma c’è di più. CGIL e UIL, che a livello nazionale non hanno sottoscritto la preintesa del CCNL proprio per contestarne i contenuti economici, oggi firmano in Regione Lombardia, unitamente alla CISL, un documento che ne riproduce integralmente gli effetti.
È lecito chiedersi: qual è la loro linea sindacale? A Roma contestano, a Milano firmano. Questa incoerenza mina la credibilità e l’efficacia della rappresentanza dei lavoratori.
Inoltre, si definisce come “successo” un finanziamento che ammonta a poco più di 38 milioni di euro, contro i 53 milioni del 2024: ovvero 15 milioni in meno. Il rischio concreto è che queste risorse non siano sufficienti neppure fino a ottobre, creando ulteriore instabilità e precarietà nei servizi. Eppure, nel comunicato di CGIL e UIL non una parola viene spesa sui professionisti, sulle loro condizioni operative o sulla reale sostenibilità delle prestazioni.
FIALS, NURSIND e NURSING UP non si prestano a scelte di facciata né ad accordi propagandistici. Abbiamo scelto di non firmare perché non intendiamo legittimare un impianto penalizzante, incoerente e privo di reale attenzione per la valorizzazione del lavoro.
Siamo convinti che i professionisti del Servizio Sanitario meritino ben più di compensazioni ridotte e promesse non mantenute. Le prestazioni aggiuntive, lo ribadiamo, sono su base volontaria, e solo una reale valorizzazione può garantirne la continuità e la sostenibilità.
In un contesto di cronica carenza di organico e sovraccarico di responsabilità, continuare a ignorare il tema del riconoscimento economico è miopia istituzionale e disprezzo per chi garantisce ogni giorno la tenuta del sistema.
NOI STIAMO DALLA PARTE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI. CON COERENZA, RISPETTO E DETERMINAZIONE.
Il tempo della propaganda è finito. Ora servono risposte serie e impegni mantenuti.
FIALS – NURSIND – NURSING UP
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