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12 Dic 2025, Ven

Povertà e rassegnazione alimentano l’emigrazione…in particolar modo al sud.

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La speranza rappresenta l’ultima risorsa, poiché finché vi è vita, vi è anche speranza; tuttavia, come recita un altro detto, “chi vive di speranza muore disperato”. Quest’ultimo sembra riflettere con maggiore fedeltà la realtà attuale meridionale. Sono ormai trascorsi decenni da quando si auspicava che il nuovo secolo potesse portare un miglioramento della qualità della vita, ma purtroppo le condizioni sembrano invece peggiorare progressivamente. Le statistiche disponibili non solo confermano questa tendenza negativa, ma tendono a oscurare i modesti progressi recentemente ottenuti e le concrete speranze emerse in questi ultimi tempi, che hanno offerto un impulso significativo alla ripresa. È evidente che sarà necessario un periodo di consolidamento per stabilizzare tali miglioramenti, sperando anche nella formazione che sia più aderente al ruolo e al suolo; altrimenti si fanno solo strutture dove non traspare la bellezza della vita. Questi nuovi germi di miglioramento intrapresi avranno bisogno di anni per creare dapprima un humus,  per poi dare quella linfa ottimale in cui valori e cultura possano svilupparsi e crescere in parallelo. I nostri territori conservano radici culturali profonde e difficili da estirpare, sia attraverso normative sia tramite l’impegno di pochi individui. Solo le istituzioni culturali possono fungere da motore per un nuovo approccio progettuale e realizzativo; d’altronde, proprio queste persone e questi luoghi culturali sono all’origine dei timidi ma significativi miglioramenti registrati, grazie all’Università della Calabria (UNICAL). Mettere in moto la facoltà di medicina significa allargare le prospettive di sviluppo sia in termini di viabilità che di infrastrutture, come ad esempio la realizzazione del nuovo policlinico universitario a Cosenza.

Nel Mezzogiorno, la carenza di opportunità o il contesto ambientale non ideale, dovuto anche a ragioni culturali, spinge molti a preferire altre destinazioni dove è garantita una crescita sia professionale che personale e condizioni di vita migliori. Da anni si sentono discorsi volti a migliorare la qualità della vita, ma puntualmente la realtà parla diversamente.  Un dato significativo, in costante aumento, è la povertà, che ha ormai coinvolto anche il ceto medio, ampliando così una fascia di disagio economico sempre più estesa. I dati relativi alla salute risultano superati dalla realtà quotidiana, poiché molte persone faticano a garantire le condizioni essenziali per la sopravvivenza; di conseguenza, l’accesso alle cure mediche appare un lusso spesso irraggiungibile, considerando in particolare le spese per i farmaci, molti dei quali sono integratori dal costo elevato.  La vita della vecchia generazione continua ormai in questa rassegnazione, senza poter modificare, almeno per il momento, questa cultura dominante né cambiare la qualità della vita e del lavoro alla pari delle altre regioni. È il permanere di questa condizione di rassegnazione che si riflette anche nei giovani adulti professionisti,  soprattutto medici e infermieri, i quali, non vedendo prospettive di miglioramento della propria situazione socio-economica, vedono nell’emigrazione una scelta obbligata per assicurarsi stabilità e sopravvivenza.

Tale situazione evidenzia un andamento della qualità della vita piuttosto incerto e mette in luce le disuguaglianze sia tra le diverse regioni che tra le classi sociali.  Gli infermieri e altri professionisti sanitari si trovano oggi inseriti in questa condizione che fino a poco tempo fa garantiva una vita dignitosa; attualmente, invece, si vive con la costante necessità di calcolare attentamente le spese per far fronte ai bisogni mensili.  Parallelamente, i rappresentanti istituzionali sembrano dedicare scarsa attenzione al valore della famiglia, alla dignità della persona umana e soprattutto alla qualità del lavoro che, anziché migliorare, continua purtroppo a deteriorarsi. Tutti questi dati non ricevono l’attenzione necessaria: per loro tutto sembra normale – la carenza di risorse, la scarsa attrattività del settore, l’aumento del costo della vita, la migrazione dei colleghi all’estero, il ricorso rinunciato alle cure da parte di molti cittadini, la diminuzione della qualità dell’assistenza sanitaria, l’incremento dei carichi di lavoro e i frequenti malumori tra i professionisti nei corridoi degli ospedali – tutti aspetti spesso trascurati o sottovalutati.  Per loro tali fenomeni sono considerati fisiologici: la carenza di personale, la mancanza di attrattività, il costante aumento del costo della vita, la migrazione dei colleghi, le persone che rinunciano alle cure, il calo della qualità dell’assistenza, l’aumento dei carichi lavorativi e i lamenti dei colleghi nei corridoi che, comprensibilmente, preferiscono non esprimersi apertamente poiché ritengono che nulla cambierà mai. Sarebbe il momento di dare la giusta lettura a questi dati sempre più inequivocabili e di passarsi una mano sulla coscienza se c’è nel proprio cuore; altrimenti è inutile discorrere di etica e di deontologia quando nella vita reale chi per primo dovrebbe viverle fa finta di nulla.

Autore

  • EmilioCariati Povertà e rassegnazione alimentano l’emigrazione…in particolar modo al sud.

    Infermiere di professione, nel tempo libero si dedica alla scrittura di riflessioni sulla vita, ispirate in gran parte dalla sua esperienza lavorativa. Il contatto quotidiano con la sofferenza e il disagio umano gli permette di osservare una società che, nonostante i suoi progressi, appare spesso lontana dalla vera civiltà. Ha pubblicato due libri: "Strade senza cuore, gente senza amore" e "Quando la malattia diventa un optional". Inoltre, ha scritto numerosi articoli per quotidiani e riviste.

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Da Dott. Emilio Cariati

Infermiere di professione, nel tempo libero si dedica alla scrittura di riflessioni sulla vita, ispirate in gran parte dalla sua esperienza lavorativa. Il contatto quotidiano con la sofferenza e il disagio umano gli permette di osservare una società che, nonostante i suoi progressi, appare spesso lontana dalla vera civiltà. Ha pubblicato due libri: "Strade senza cuore, gente senza amore" e "Quando la malattia diventa un optional". Inoltre, ha scritto numerosi articoli per quotidiani e riviste.