L’attuale contesto sociale è caratterizzato dalla diffusione di molteplici abitudini che non mostrano segni di diminuzione; si assiste a una ricerca spasmodica della bellezza come valore assoluto e duraturo, mentre essa rappresenta in realtà un aspetto transitorio legato all’età, destinato a modificarsi nel tempo. Purtroppo, numerosi individui si lasciano condizionare da questo aspetto superficiale senza valorizzare le altre qualità fondamentali che definiscono la personalità di una donna o di un uomo. I valori tradizionali hanno perso progressivamente il ruolo centrale su cui dovrebbe fondarsi l’esistenza individuale.
In questo corteo di emulazione, la gioventù contemporanea risulta fortemente influenzata dall’uso non sempre consapevole della sigaretta elettronica e degli smartphone di ultima generazione, nonché da un’eccessiva attenzione all’aspetto estetico, evidenziata dall’uso frequente di cosmetici come trucchi e smalti, con una regolare cura settimanale delle unghie. Questo fenomeno è osservabile già negli adolescenti, soprattutto nella fascia d’età 12-13 anni, che tendono a replicare comportamenti inseriti in un circuito consumistico che ha trasformato le nuove generazioni in target esclusivi di interessi economici, con particolare riferimento alla sigaretta elettronica, la cui diffusione in questa fascia d’età avviene spesso in modo imprudente e senza adeguata conoscenza dei contenuti e degli effetti sulla salute fisica e mentale. Parallelamente, le istituzioni competenti non intervengono con normative sufficientemente stringenti, consentendo così la libera circolazione di tali prodotti senza considerazioni etiche adeguate. Certamente, negli anni a venire sarà possibile valutare con maggiore precisione gli effetti di questa situazione; come per ogni fenomeno, è indispensabile un lasso di tempo adeguato per acquisire una comprensione completa, che probabilmente metterà in luce le conseguenze personali, poiché il consumo della sigaretta elettronica comporta inevitabilmente danni.
Non meno rilevanti sono le altre problematiche legate alla vita giovanile contemporanea, caratterizzata da una sessualità sempre più precoce e poco regolamentata, che determina un aumento costante delle infezioni sessualmente trasmissibili e, di conseguenza, anche dei tumori. Tale scenario deriva da una normativa poco attenta alle reali esigenze della vita quotidiana; sarebbe pertanto auspicabile dedicare maggior tempo e risorse a queste tematiche. Attualmente, l’intimità viene affrontata in modo piuttosto disinvolto e talvolta persino sfrontato, il che dà adito a gravidanze indesiderate; si tende a instaurare rapporti già al secondo o terzo incontro con il partner, contrariamente a quanto avveniva decenni fa, quando prevaleva un senso di responsabilità più marcato rispetto all’epoca attuale. Sarebbe doveroso da parte delle istituzioni tutte abbassare i prezzi dei profilattici nonché installare distributori nelle zone dedicate agli incontri intimi.
Attualmente, la famiglia tradizionale ha subito una trasformazione significativa: essa non rappresenta più un nucleo stabile e fondante, ma spesso la procreazione avviene più per motivi di status sociale che per adesione a valori familiari profondi. La maggior parte delle forme familiari si basa sulla convivenza piuttosto che sul matrimonio, parallelamente a un costante aumento delle separazioni, fenomeni che incidono notevolmente sulla struttura sociale. Questa situazione è riconducibile a molteplici fattori e riflette una condizione in cui la famiglia contemporanea appare prigioniera di un benessere solo apparente. In questo contesto, l’unico ambito di intervento concreto rimane la scuola, chiamata a svolgere un ruolo più incisivo su tematiche giovanili, al fine di sensibilizzare il legislatore verso una riflessione approfondita e l’adozione di normative rigorose e sanzioni adeguate.
È indispensabile promuovere un senso di appartenenza alla vita attraverso una legislazione orientata al rispetto della vita stessa e alla tutela dei valori fondamentali. Tutte le istituzioni devono pertanto dedicare maggiore attenzione e risorse a queste problematiche mediante leggi stringenti e interventi mirati. Come ad esempio la possibilità di costruire strutture sportive e ricreative volte alla socializzazione e al benessere dei giovani, in tutte le comunità, evitando così disagi alla famiglia e agli stessi giovani.
Successivamente, abbiamo l’altra fascia d’età compresa tra i 18 e i 20 anni, la quale manifesta il desiderio di raggiungere l’autonomia e vivere in modo indipendente, spesso senza una piena consapevolezza della gestione del bilancio familiare. Tale situazione riflette molteplici aspetti della gioventù contemporanea, caratterizzata da una generazione particolarmente peculiare, in cui i valori tradizionali risultano poco radicati, mentre emerge un forte impulso a esercitare la propria libertà, talvolta accompagnato dall’illusione di poter disporre di un’autonomia economica e abitativa completa. Tutto ciò non fa altro che peggiorare il clima familiare, già di per sé segnato da ristrettezze economiche che, appena si arriva a fine mese, si esauriscono a causa del mutuo, delle spese per luce e gas, dei tributi comunali e delle spese di mantenimento delle macchine, arrivando a fine mese quasi in pareggio, con ben poco di ulteriore disponibilità economica.
Sarebbe auspicabile una presa di coscienza da parte di tutte le forze sociali e istituzionali, al fine di rivedere la famiglia quale nucleo essenziale e fondamentale della società civile di una nazione. Inoltre, sarebbe opportuno adeguare gli stipendi e i salari al costo della vita attuale, cercando di ridurre il più possibile le cosiddette pensioni d’oro di tante personalità che arrivano a percepire oltre mille euro al giorno, una cosa che stride e grida vendetta con la realtà contemporanea, sempre più al limite tra la povertà e la precarietà, dato che tanta gente non si può più curare. Come pure in ospedale, l’assistenza è sempre più affidata alla sorte più che al senso del dovere, a causa della mancanza di personale sanitario.
Share this content:
