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7 Mar 2026, Sab

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FOGGIA – Si accendono i riflettori sulla gestione delle formazioni d’eccellenza presso il Policlinico Riuniti di Foggia. Al centro della bufera, la partecipazione di un infermiere a un prestigioso Master di II Livello, che ha sollevato dubbi sulla regolarità delle ammissioni e sulla trasparenza dei rimborsi previsti per il personale del comparto.

Il nodo dell’incompatibilità e dei requisiti.

Secondo quanto emerso dall’analisi della delibera e dei documenti ufficiali, la partecipazione al Master prevede criteri d’accesso molto rigidi. Il regolamento parla chiaro:

“La partecipazione al Master è incompatibile con la contemporanea iscrizione a corsi di studio universitari […] I requisiti richiesti devono essere posseduti, pena esclusione, alla data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande.”

Il quesito che circola nei corridoi del Policlinico è diretto: come ha potuto partecipare un infermiere che, apparentemente, non possedeva i requisiti di accesso necessari alla data di scadenza? Se la regola dell’esclusione vale per tutti, l’ammissione in questione rappresenterebbe una palese violazione del bando.

L’ombra del favoritismo: “Santi in Paradiso”?

Le indiscrezioni si fanno più pesanti quando si tocca il tema delle relazioni interne. Si vocifera di una presunta vicinanza tra il dipendente in questione e una dirigente, figura già finita al centro di cronache giornalistiche in passato per sospetti favoritismi elettorali.

Il sospetto sollevato da molti è che, all’interno del Policlinico, non tutti giochino con le stesse regole. Mentre alcuni dipendenti devono contare esclusivamente sulle proprie forze e sul rispetto letterale dei regolamenti, altri sembrerebbero godere di una corsia preferenziale grazie a “protezioni” interne.

La questione dei rimborsi: parità di trattamento?

La polemica si estende inevitabilmente al piano economico. Se un precedente è stato creato, la domanda sorge spontanea: tutti i dipendenti del comparto che hanno conseguito un Master di II Livello avranno ora diritto al rimborso delle spese sostenute? La gestione dei fondi pubblici per la formazione deve rispondere a criteri di equità. Se il Policlinico dovesse rimborsare chi non aveva i requisiti d’accesso, si aprirebbe un fronte legale e amministrativo pericoloso: i dipendenti “senza santi in paradiso” potrebbero legittimamente pretendere lo stesso trattamento, o impugnare gli atti per disparità di trattamento.

Al momento, la delibera è sotto la lente d’ingrandimento degli osservatori, soprattutto sindacati e legali. Resta da capire se si sia trattato di un mero “abbaglio” amministrativo o se ci si trovi di fronte all’ennesimo caso di gestione impropria della sanità pubblica. Il Policlinico Riuniti è chiamato a fare chiarezza per tutelare la propria immagine e, soprattutto, il merito di tutti i suoi professionisti.

Ovviamente la palla ora passa al Commissario del Policlinico Giuseppe Pasqualone, che dovrà risolvere o bloccare anche un altro Bando Pubblico, ovvero quello per l’esperto in comunicazione.

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