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Il rocker toscano torna a parlare del “fischio fantasma” che lo tormenta dal 2022. Tra la sofferenza quotidiana e il ritorno sul palco con i Litfiba, il grido d’aiuto per 800 milioni di persone nel mondo.
Piero Pelù non ha mai avuto paura delle sfide, ma quella che sta affrontando dal 2022 è una battaglia silenziosa e logorante. In una recente intervista a La Repubblica, l’ex frontman dei Litfiba ha messo a nudo la sua convivenza con l’acufene permanente, una patologia spesso sottovalutata ma capace di spingere chi ne soffre verso l’isolamento e la depressione.
”Un dramma anche un clacson per strada”
L’incidente è avvenuto in uno studio di registrazione, un colpo durissimo per chi della musica ha fatto la propria vita. Da allora, la quotidianità di Pelù è cambiata radicalmente:
“Uso i tappi anche per uscire di casa: se qualcuno mi riconosce e suona il clacson per salutarmi è un dramma”, ha confessato l’artista.
L’acufene non è solo un “fischio nelle orecchie”, è una condizione che compromette il sonno e la socialità. Pelù sottolinea come questa malattia colpisca circa 800 milioni di persone nel mondo, inclusi colleghi come Caparezza e Francesco Bianconi (Baustelle), e lancia una provocazione alle piattaforme di streaming: “Se Spotify invece di investire sui droni da guerra investisse sulla ricerca sugli acufeni? I ragazzi si sfondano le orecchie con la musica compressa, è un problema sociale.”
La rinascita: il tour dei 40 anni di “17 Re”
Nonostante il dolore e la necessità di “reinventarsi” con sistemi di compressione delle frequenze per proteggere l’udito, Pelù ha deciso di non arrendersi. Il richiamo del palco è stato più forte della malattia.
Il 2026 segnerà infatti un ritorno storico: Pelù si riunirà con Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo per un tour celebrativo di 20 date. L’occasione è il quarantennale di “17 Re”, un disco iconico della trilogia del potere, ancora oggi incredibilmente attuale.
Non solo rock: l’impegno sociale
Oltre alla musica, resta centrale l’impegno civile. Il 20 giugno alla Visarno Arena di Firenze tornerà “S.O.S. PALESTINA!”, il concerto benefico che vedrà la partecipazione di artisti come Willie Peyote, i Tre Allegri Ragazzi Morti ed Enzo Iacchetti.
La storia di Piero Pelù è un monito sulla prevenzione e sulla salute uditiva, ma è anche un messaggio di speranza: anche quando il silenzio diventa un rumore assordante, la passione e la solidarietà possono indicare la via d’uscita.

