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18 Gen 2026, Dom

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L’Operatore Socio-Sanitario (OSS) non è considerato una professione sanitaria principalmente per motivi normativi, formativi e organizzativi. L’OSS svolge un ruolo di supporto e assistenza di base alle persone, agendo sempre sotto la responsabilità o la delega di un professionista sanitario come l’infermiere, senza autonomia nell’eseguire atti sanitari. Inoltre, gli OSS non seguono un percorso formativo universitario, ma un corso regionale di circa 1000 ore, che si conclude con un attestato di qualifica, non equiparabile a una laurea o a un titolo universitario. Non essendo iscritti a un ordine professionale e non avendo autonomia decisionale, non rientrano nell’elenco ufficiale delle professioni sanitarie previsto dalle leggi italiane (come la L. 42/1999, L. 251/2000 e L. 43/2006). Sentenze del TAR e del Consiglio di Stato hanno ribadito che l’OSS è una figura di interesse sanitario ma non una professione sanitaria vera e propria.

L’OSS è una figura fondamentale nell’assistenza ma priva delle caratteristiche di autonomia, formazione e riconoscimento formale che definiscono una professione sanitaria in Italia.

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