Infermiere, OSS e Professioni Sanitarie in Italia sono sempre più stanchi di promesse non mantenute e di una gestione contrattuale deludente, motivo per cui continuano a disdire l’iscrizione ai sindacati. Le principali ragioni sono la mancanza di reali miglioramenti contrattuali, gli aumenti salariali ridicoli che non compensano l’inflazione, e soprattutto la percezione che i sindacati tradizionali non rappresentino efficacemente i loro interessi. Inoltre, la politica sanitaria sembra ignorare le loro richieste fondamentali, come il riconoscimento della libera professione e la definizione chiara delle figure professionali, mentre si continua a ricorrere a reclutamenti dall’estero e a nuove figure ibride non chiarite normativamente.
In particolare:
- I contratti firmati sono a ribasso, senza recupero reale del potere d’acquisto e con mancati riconoscimenti di specifiche professionalità (ad esempio, OSS, autisti soccorritori, infermieri magistrali).
- Le promesse di riforme e riconoscimenti, come la libera professione per infermieri e professioni sanitarie, sono state stralciate dai provvedimenti legislativi senza alcun confronto serio con le rappresentanze.
- Il Sistema Sanitario Nazionale è considerato in crisi grave, e le professioni sanitarie sono esasperate dalla mancanza di risposte concrete rispetto alle carenze di personale e alla precarietà delle condizioni di lavoro.
- Questa situazione genera insofferenza, e molti professionisti decidono di non iscriversi più ai sindacati, considerandoli poco efficaci o addirittura collusi con le scelte politiche che penalizzano la categoria.
Questi fattori contribuiscono a un clima di sfiducia crescente nei confronti dei sindacati tra infermieri, OSS e altri professionisti sanitari, favorendo la disdetta delle iscrizioni. La richiesta di molte di queste figure è di dialogo reale, miglioramenti concreti e riconoscimento della dignità professionale, finora disattesi.
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