“Pensavo di non farcela, ma alla fine ho evitato che il bimbo soffocasse”. L’atto eroico dell’OSS Sabrina Messina salva una vita.
La persona giusta al momento giusto: è quanto accaduto la scorsa settimana in un ristorante di Mussomeli, dove la prontezza e la competenza dell’Operatrice Socio Sanitaria Sabrina Messina hanno salvato la vita di un neonato che rischiava di soffocare.
Quella che doveva essere una tranquilla serata in pizzeria tra amici e parenti si è trasformata improvvisamente in un incubo. Un bambino di appena un anno ha smesso di respirare a causa di un pezzo di melone giallo rimasto incastrato in gola. Momenti di panico puro si sono diffusi in sala, mentre il piccolo diventava cianotico e la disperazione prendeva il sopravvento.
Per un colpo di fortuna o provvidenza, al tavolo accanto si trovava Sabrina Messina. OSS di professione, ha agito d’istinto. “Per un attimo ho pensato di chiamare i soccorsi,” racconta Sabrina, “ma ho capito subito che non c’era tempo.” Grazie alla sua innata bravura e alla competenza maturata sul campo, ha realizzato che solo lei, in quel momento, poteva intervenire.
“Sono questi i momenti in cui capisci che quello che hai imparato a scuola non è solo teoria ma vere e proprie manovre salvavita,” riferisce la brillante professionista. Non era lì per caso: Sabrina, in servizio da cinque anni al Pronto Soccorso del Maria Immacolata Longo di Mussomeli, ha frequentato tutti i corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), inclusi quelli pediatrici facoltativi, che insegnano la fondamentale manovra di Heimlich. “L’ho fatto perché pensavo potesse servirmi, mi tengo sempre informata, non si sa mai!”
La criticità era data proprio dall’età del bambino, rendendo l’intervento ancora più delicato e richiedendo massima prontezza unita a estrema cautela.
Sono stati necessari due cicli e mezzo della manovra – ogni ciclo prevede cinque pacche sulla scapola e cinque compressioni tra i capezzoli – affinché il bambino, dopo gli insuccessi iniziali, espellesse all’improvviso il pezzo di cibo che ostruiva la gola. Subito dopo, ha iniziato a piangere, probabilmente di gioia!
Tutti i presenti hanno benedetto la prontezza e la bravura di Sabrina, definendola “un angelo in terra per salvare non una, ma più vite. Quella del bambino e quella dei genitori.”
“Sono tornata al mio tavolo, con le gambe che mi tremavano,” confessa Sabrina. “Davvero non so dove abbia trovato tutto quel coraggio. Perché, davvero, ce n’è voluto!”.
Che sia stata la mano di Dio o quella esperta di Sabrina, la competenza di questa professionista ha evitato che un altro nome si aggiungesse al tragico registro di oltre cinquanta persone che ogni anno perdono la vita a causa dell’ostruzione delle vie aeree in Italia. La stragrande maggioranza sono bambini, il cui soffocamento è spesso imputabile al cibo.
Per questo motivo, l’Operatrice Socio Sanitaria lancia un appello e raccomanda caldamente a tutti di acquisire le competenze necessarie per eseguire una manovra di disostruzione. Esistono numerosi centri preposti a questo scopo. “Che sia per gli altri o per noi stessi, basta informarsi sul più vicino centro abilitato a corsi BLSD o PBLSD,” conclude Sabrina. “Ricordate che si può salvare una vita.”
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