L’episodio dell’operatrice sociosanitaria Monica Ferrari, che ha raggiunto a piedi una donna di 97 anni superando una strada chiusa per lavori, evidenzia in modo concreto le difficoltà quotidiane affrontate dagli OSS impegnati nell’assistenza domiciliare nella provincia di Piacenza.
Monica, in servizio presso Unicoop, non ha esitato a percorrere oltre un chilometro su un terreno difficile pur di consegnare le terapie farmacologiche all’anziana, sola in casa nella frazione di Macinesso a Lugagnano. Il caso, pur straordinario nella narrazione, rappresenta una realtà diffusa tra le operatrici e operatori sociosanitari che spesso lavorano in condizioni complesse, con mezzi propri e con rimborsi fermi ai livelli di aprile 2022, mentre nel frattempo i costi di esercizio — come quello della benzina — sono aumentati del 25-30%.
Come rileva la coordinatrice del servizio domiciliare Unicoop, Maria Luisa Contardi, nella provincia piacentina sono circa trenta gli OSS impiegati sui servizi domiciliari presso un’utenza di 180 persone tra anziani, disabili e categorie protette. Queste lavoratrici e lavoratori sono protagonisti di un’assistenza fondamentale, prestando servizio in condizioni spesso penalizzate da un inquadramento contrattuale obsoleto e stipendi che non tengono il passo con il costo della vita.
Il direttore di Unicoop, Stefano Borotti, conferma il paradosso di un servizio pubblico essenziale che si basa sull’utilizzo di mezzi personali e sulla dedizione degli operatori, sottolineando come ogni anno gli OSS percorrono circa 150.000km per raggiungere gli assistiti, senza beneficiare di adeguamenti economici regionali da quasi due anni.
Questa situazione si inserisce in un quadro più ampio di contrattazioni ferme e assenza di aggiornamenti, nonostante il recente rinnovo di alcuni CCNL per il settore socio-sanitario, i cui effetti non sembrano ancora aver portato benefici concreti agli operatori domiciliari delle cooperative come Unicoop.
Il gesto di Monica Ferrari non rappresenta solo uno “sforzo straordinario”, ma diventa il simbolo delle tante difficoltà non riconosciute che vive quotidianamente chi garantisce, con responsabilità e sacrificio, un servizio di vitale importanza sociale.
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