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martedì, Ottobre 26, 2021
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SHC OSS: gli Operatori Socio Sanitari non sono nati per fare gli Infermieri. Non sovrapponibili le loro competenze.

SHC OSS scrive al Presidente della Conferenza Stato-Regioni e agli assessori regionali alla sanità: “gli Operatori Socio Sanitari non sono nati per fare gli Infermieri. Non sovrapponibili le loro competenze”.

Il sindacato SHC OSS scende in campo per dire no ad Formazione complementare per l’Operatore Socio Sanitario fatta male e in modo improprio. Lo fa con una missiva inviata ai vertici della Conferenza Stato-Regioni e agli Assessori Regionali alla Sanità.

Il sindacato degli Operatori Socio Sanitari è chiaro: vanno bene le nuove competenze e la formazione supplettiva, ma occorre non creare sovrapposizioni con il profilo proprio dell’Infermiere.

Ecco la Lettera di SHC OSS.

Alla cortese attenzione

Del Presidente della Conferenza stato Regioni
Di tutti gli Assessori Regionali alla Sanità

Oggetto: Delibere Regionali riguardo il percorso di “Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio Sanitario”.

Giungiamo a voi con questa, nel portare alla V.S. Cortese attenzione una situazione venuta a crearsi in un susseguendo di proposte e delibere da parte di alcune regioni che riguardano la ripartenza dei corsi di “formazione complementare in assistenza sanitaria” per Operatori Sociosanitari, tale corso consiste in una formazione per l’appunto complementare alla formazione di base dell’oss, denominata spesso “terza s”, formazione che prevede l’ampliamento delle competenze dell’Operatore Sociosanitario (Oss) , così formato in “Oss con formazione complementare” (Oss-Fc) o comunemente chiamato Oss-s.

Le proposte susseguite in varie regioni a partire dal Veneto, motivano queste iniziative, come cita la delibera della regione Veneto, con il “…fine di contrastare la carenza di personale dovuta all’emergenza pandemica.”; A seguire, Liguria, Puglia, Campania hanno balenato la medesima proposta.

Da anni le scriventi hanno sottolineato le contraddizioni e le criticità di questa figura Oss-FC; criticità che consistono in prima battuta sulla sovrapposizione delle competenze che acquisisce l’Oss-Fc con quelle che sono proprie dell’Infermiere, come la somministrazione di terapia o l’esecuzione di iniezioni e già solo queste prerogative dovrebbero essere sufficienti a comprendere che l’intenzione di queste proposte è quella di abilitare l’Oss ad attività supplementari per soccorrere la carenza di infermieri soprattutto nelle strutture extraospedaliere, ma non concorre a risolverne la problematica, l’oss-fc non ha autonomia professionale nelle attività a cui viene abilitato e non può sopportarne le responsabilità professionali proprie , la figura infermieristica è comunque e sempre indispensabile anche nel farsi carico di eventuali errori clinici, questo perché le attività sopraelencate in mancanza di una legislazione coerente per la figura dell’Oss-fc comporterebbe in sintesi l’abuso di professione da parte di quest’ultimo con ripercussioni legali non da poco, basti immaginare il panorama di futuri possibili contenziosi da parte dell’ Utente- paziente, nei confronti delle Strutture sanitarie per danni dovuti alla confusione che genera l’attribuzione indebita di attività non conformi.

L’Oss-Fc non può sostituire ne sopperire alla carenza di infermieri; Perché l’Oss-Fc non gode di nessun inquadramento contrattuale (ccnl P.a.) e di conseguenza sarebbe nient’altro che uno sfruttamento di questi operatori con la scusa dell’emergenza; Questa mancanza contrattuale comporta altresì nessuno scatto di fascia economica, l’Oss-fc resta Cat.Bs come l’Oss di base e nessun aumento retributivo.

La mancanza del “passaggio” di questa figura nel panorama giuridico, legislativo, contrattuale, rendono l’Oss-FC una professione fantasma impossibile anche da assumere e sarebbe davvero deplorevole se le P.A. ìntendano assumere questi operatori a costo zero.

Comprendiamo la grande necessità di dare una svolta positiva al futuro del nostro sistema salute dopo questa pandemia, che ha fatto comprendere a tutti che il capitale umano della sanità italiana è esso stesso il suo motore.

La Conferenza Stato-Regioni ha avviato un tavolo per la riformazione della figura dell’Oss, mentre sui tavoli del Senato vi è una proposta di legge a firma Paola Boldrini riguardante la formazione; Questi sono i contesti a cui vogliamo fare riferimento per cambiare il futuro della nostra categoria e dare una risposta concreta e soddisfacente al sistema salute futuro, come sancito dalla legge 3/18 che colloca l’oss nel nuovo sistema di inquadramento professionale del nostro sistema sanitario, l’area delle professioni sociosanitarie.

Doveroso far notare che la categoria infermieristica, nella persona del proprio Ordine Professionale (O.P.I.) ha gia avviato in alcune regioni diffide e procedimenti legali di ricorso per le delibere che minano l’integrità professionale; Stessa sorte che toccherà anche alla nostra categoria e che porterà i nostri organi di rappresentanza a ricorrere alle medesime modalità.

Ci auspichiamo che questa lettera non cada nel vuoto ma che possa essere di spunto per rivedere le priorità sulla figura dell’Operatore Sociosantario.

Che vi sono contesti, come quelli citati sopra, in cui regioni e politica possono intervenire per dare la risposta corretta a questa situazione.

È auspicabile, che questa nostra richiesta venga accolta.

Per il sindacato SHC OSS
Matteo Giacchetta

Redazione AssoCareNews.it
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