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Operatrice Socio Sanitaria richiamata dalla Coordinatrice Infermieristica per essersi portata la mascherina da casa. Ma in reparto non ce ne sono e lei vuol lavorare in sicurezza!

Operatrice Socio Sanitaria toscana richiamata per scritto dalla Coordinatrice Infermieristica perchè si è portata da casa la maschera FFP3, acquistandola di sua tasca. Leggiamo nel suo racconto le dinamiche assurde ma reali.

Gentile Redazione

scrivo riguardo la mia situazione, che metterò in mano ai sindacati a crisi finita. Mi chiamo Rosy e sono OSS in reparto ospedaliero.

Qui l’emergenza Coronavirus esiste e abbiamo tutti paura. Mancano le maschere (non volgio per forza dire che qualcuno le ha prese) e non stanno ritornando.

Ero di turno domenica 8 marzo e mi ero portata da casa una FFP3 che avevo acquistato su amazon ad un prezzo esorbitante quando una collega mi dice che non ero regolare perchè dovevo usare le maschere dell’azienda. Le ho risposto che lo sapevo ma che meglio di niente mi ero portata quella, in regola con timbro CE di presidio medico e quindi SICURA.

Per farla breve il giorno dopo mi arriva la mail della coordinatrice che mi “esorta a non adottare ulteriori comportamenti non rispettosi del codice comportamentale e della legge 81/2008”.

Conosco le mie responsabilità, ma la coordinatrice e l’azienda conoscono le loro? Mancano mascherine e senza io non potrei lavorare.

Non la lascerò finire qui ma per il momento ho dovuto rinunciare alla mia mascherina. Non mi sembra giusto.

Rosy Palumbo

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