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Operatori Socio Sanitari (OSS) e utilizzo del sollevatore passivo. Di chi le responsabilità se un operatore si fa male o un Paziente cade. Norme in ambito sanitario.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

l’utilizzo del sollevapersone, o sollevatore passivo, all’interno di un contesto lavorativo, quindi all’interno di contesti operativi privati e pubblici, è normato e riporta alla legge 81/08 Titolo VI, titolo 167/168, allegato XIII e art. 16 e 20, inerente la movimentazione dei carichi.

Una delle attivita’ piu’ faticose e rischiose dell’assistenza è il sollevamento ed il trasferimento del paziente non autonomo, con complessità di patologie specifiche individuali che vanno prima valutate dal fisioterapista e poi in seguito a sue specifiche indicazioni, l’informazione su come deve essere mobilizzato il paziente, deve passare attraverso tutta l’equipe che è tenuta ad eseguirle con attenzione.

La gestione del rischio da movimentazione sui pazienti fa capo ai responsabili di tale processo a partire dal Direttore Generale, all’RSPP, al RLS, Medico Competente, uffici tecnici e i formatori.

In ogni contesto sanitario, ognuno ha il proprio ruolo e la propria competenza e non ci si puo’ improvvisare fisioterapisti senza un’adeguata formazione ed informazione su come mobilizzare il paziente totalmente dipendente con gli adeguati accorgimenti ed ausili.

E’ quindi indispensabile in ogni contesto sanitario adeguate scelte operative in relazione alle esigenze del paziente e alla propria sicurezza.

Spesso l’utilizzo del sollevatore passivo viene a meno per carenza di tempo, quindi si fa prima a non utilizzarlo o per scarsita’ di personale in organico, quindi ci si trova a vedere operatori che da soli scelgono di eseguire manovre di mobilizzazione azzardate, con rischi quotidiani evidenti.

Le carenze di personale all’interno di Dipartimenti ospedalieri o Strutture private non deve ricadere sul dipendente e far si’ che molti operatori si adoperino ed acconsentano, in maniera molto ingenua nel far si’ che alzare da soli un paziente complesso sia divenuta nel tempo, un’abitudine ed addirittura una dimostrazione di “forza” quando il discorso rientra tra le sfere di controllo e sicurezza e di responsabilita’ individuale molto specifico a livello di legge.

Nel 2020, in Italia, occorre superare certe “vecchie ” abitudini sbagliate, certe resistenze, perche’ cio’ che preoccupa è che che ci si abitua a lavorare da soli quando tale manovra esige la presenza di DUE operatori, come possiamo vedere in molti video-tutorial ben eseguiti, americani, tedeschi… da dove derivano molti degli ausili che si hanno in dotazione, libri, procedure operative e quiz concorsuali.

Riguardo questo argomento, la legge sulla movimentazione dei carichi e la responsabilita’ individuale di chi intraprende tale azione è raddoppiata e rafforzata dal fatto che si ha a che fare con persone/pazienti e non con oggetti da spostare.

Quindi la normativa ha un valore ancora piu’ rafforzativo, riguardo i carichi discali e supplementata dalla responsabilita’ che si ha direttamente sulla persona al momento dell’ utilizzo. Il dovere di ogni datore di lavoro, all’interno di sistemi sanitari e socio sanitari è assicurare sicurezza all’interno dell’ambiente di lavoro e nelle esecuzioni dirette ai pazienti come quella dell’utilizzo del sollevatore passivo. Imbragature idonee, giusta misura e non utilizzate anche se non di misura adeguata solo perche’ bisogna alzare il paziente.

A tal riguardo il datore di lavoro, è obbligato a mettere il proprio dipendente nelle condizioni di trovarsi agevolato e supportato durante tale esecuzione che è sempre una esecuzione molto delicata e che richiede la presenza di due operatori, del giusto tempo, giusta sicurezza e di assicurare confort al paziente come obiettivo finale.

Nessun operatore deve trovarsi nella condizione di incertezza, di rischio, e di solitudine lavorativa durante tale manovra, onde evitare rischi biomeccanici e rischi sul paziente dovuti a traino, trazioni ed oscillazioni, specie su pazienti complessi.

La legge non ammette ignoranza, ignorare, modificare tale corretto utilizzo è normato e ricordiamoci che nell’eventualita’ che un paziente subisca dei danni, la responsabilita’ penale ricade direttamente su chi ha compiuto o accettato di compiere tale manovra da solo.

Stessa cosa se è l’operatore da solo a farsi male, puo’ non essere riconosciuto l’infortunio se si afferma che si era da soli ad utilizzare il sollevatore passivo.

L’aspetto etico, di buon senso e di collaborazione tra figure è indispensabile nell’utilizzo del sollevatore passivo cosi’ come una seria evoluzione della tipologia di assistenza e dell’aumento in molti contesti ospedalieri e privati di giusto ed adeguato organico preventivamente e professionalmente formato.

Fare gli eroi alzando da soli un paziente col sollevatore passivo rivela tutta la non professionalità nel non assumersi la responsabilità seria di avere a che fare non solo con una persona ma con un paziente in quel momento fragile a cui bisogna attenersi a tutte le norme di sicurezza esistenti.

Stefania, OSS