OSS denunciano Ministero Salute e MIUR su mancata istituzione Area sociosanitaria.

🔴 👉 Le segreterie nazionali del sindacato SHC OSS e della Federazione Migep denunciano il Ministero della Salute e MIUR sulla mancata istituzione dell’Area sociosanitaria. Gli Operatori Socio Sanitari devono essere riconosciuti.

“Il nostro obiettivo è quello di ottenere l’Area Socio Sanitaria, così come prescrive la Legge 3/2018. La vogliamo ottenere, però, con tutti gli OSS che vogliono portare avanti la battaglia in un’ottica di crescita ragionata. Ci sembra molto importante questa consonanza. E’ importante anche un grande sostegno all’iniziativa da parte dei gruppi e dei portali di categoria” – a dichiararlo ad AssoCareNews.it il presidente della Federazione nazionale MIGEP, Angelo Minghetti.

Ecco la Diffida OSS 13_9_2019.

La diffida è stata inviata al Ministero della Salute, alla Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN e al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) dallo studio legale Troianello & Associati di Roma.

Le disposizioni dell’art.5 della Legge 3/2018.

La Legge 3/2018 e, in particolare, l’art. 5 di detta norma, al fine di rafforzare la tutela della salute (intesa come stato di benessere fisico, psichico e social) ha istituito l’Area delle professioni sociosanitarie, in cui è espressamente compreso l’Operatore Socio Sanitario (OSS).

Con tale intervento il Legislatore ha inteso superare il precedente inquadramento dell’OSS previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2001, che relegava detto operatore nell’area tecnica, inserendolo nell’Area socio sanitaria e riconoscendo così la giusta collocazione di una figura professionale importante nell’assistenza pubblica e privata.

Tale nuovo inquadramento impone la corretta collaborazione ed interazione dell’OSS con le professioni sanitarie e socio sanitarie. Inoltre, prevede l’individuazione di competenze e attività che lo contraddistinguono. Ciò comporta inoltre, così come indicato dalla giurisprudenza di settore, un inquadramento contrattuale consono alle nuove funzioni esercitate e, dunque, il passaggio nella categoria economia superiore rispetto a quella attuale.

Tuttavia il Ministero della Salute, inspiegabilmente, non ha dato attuazione a quanto previsto dalla Legge 3 del 20018 in tema di Oss. In effetti, ad oggi non ha formalmente inserito questa figura professionale nell’Area sociosanitaria, impedendo così agli Operatori interessati di poter ottenere i migliori trattamenti economici e professionali che spettano loro in forza di detta norma.

E non è tutto, in piena violazione del succitato dettato normativo il Ministero della Salute ha inserito gli OSS nel profilo professionale degli operatori di interesse sanitario, secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2001, anziché nelle professioni sociosanitarie.

L’art. 5 della Legge 3/2018 prevede, poi, che il MIUR, di concerto con il Ministero della Salute, debba definire l’ordinamento didattico della formazione (anche) per gli OSS. E qui ricasca l’asino: neanche sotto questo profilo è stata data attuazione alla norma, con la inevitabile conseguenza che non vi è, ad oggi, neanche un percorso formativo chiaro e uniforme, essendo lo stesso demandato esclusivamente alle Regioni, che preparano gli OSS in maniera differente.

La diffida vera e propria.

In definitiva, il mancato inquadramento degli OSS, secondo la Legge 3/2018, ha comportato e comporta a tutt’oggi ingenti danni a tutta la categoria degli Operatori Socio Sanitari, con perdite economiche e professionali per tutti gli operatori nonché una peggiore assistenza sociosanitaria ai pazienti.

Lo studio legale ricorda che sia Migep e SHC sono disponibile ad un incontro con i due ministeri.

Nel contempo l’avv, Pietro Troianiello diffida formalmente i Ministeri della Salute e dell’Università a dare immediata esecuzione a quanto stabilito dall’articolo 5 della Legge 3/2018 in tema di OSS, inserendo formalmente tale figura nell’Area sociosanitaria e adottando il decreto che definisce l’ordinamento didattico della formazione, al fine di consentire a detti operatori di ottenere in sostanza aumenti di stipendi e riconoscimenti professionali.

In assenza di incontro gli avvocati di Migep e SHC proseguiranno con l’azione legale e la denuncia formale con tanto di richiesta di risarcimenti economici per danni ingiustamente subiti.

La Federazione Migep e il sindacato Shc Oss offrono la loro massima disponibilità “poiché la categoria chiede anche questo meccanismo temporaneo e che sia sostenuto il ricorso con ampia condivisione in previsione dell’area socio sanitaria”.

“Grazie ai colleghi che hanno contribuito nella prima fase con il contributo di 20 euro hanno permesso alla federazione migep e shc oss di attuare la diffida ai Ministri per mancata applicazione dell’area socio sanitaria , da oggi scattano i trenta giorni per attuare il ricorso, si precisa che senza la possibilità di ottemperare al costo richiesto il ricorso non sarà possibile attuarlo con gravi conseguenze per la professione oss. Siamo fiduciosi che molti capiranno e contribuiranno al proseguimento con il ricorso grazie” – concludono Migep e SHC.

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