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mercoledì, Agosto 4, 2021
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MIGEP e SHC scrivono a Regione Veneto: “delibera sui super-OSS è solo una offesa alla dignità della categoria e un insulto agli Infermieri”.

La Federazione MIGEP e SHC OSS scrivono al governatore della Regione Veneto, Luca Zaia: “delibera sui super-OSS è solo una offesa alla dignità della categoria e un insulto agli Infermieri”.

Continua la polemica contro la Regione Veneto per l’approvazione della Delibera di giunta n. 305/2021, che di fatto attribuisce funzioni da Infermieri agli Operatori Socio Sanitari. A tal proposito la Federazione MIGEP, in rappresentanza proprio degli OSS, parla di un errore madornale.

Lo stesso MIGEP aveva scritto ieri alla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche chiedendo di scendere in campo per fare chiarezza. A dare man forte all’organizzazione è sceso in campo anche il sindacato SHC OSS, che da tempo si batte a favore dei diritti della categoria.

La lettera della Federazione MIGEP e di SHC OSS alla Regione Veneto.

Alla cortese attenzione
del Presidente della Regione Veneto
Luca Zaia

All’Assessore Regionale alla Sanità
Manuela Lanzarin

All’Assessore istruzione, Formazione, Lavoro
Elena Donazzan

La scrivente Federazione Migep, in qualità di associazione di categoria rappresentativa degli O.S.S. Intende manifestare il proprio dissenso riguardo la Delibera Regionale n.305/DGR del 16/03/2021,ovvero l’approvazione del percorso di” Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’ Operatore Socio Sanitario”.

Leggiamo agli atti le premesse che hanno mosso la giunta regionale a promuovere questa iniziativa, che cosi recitano ” destinato prioritariamente agli Operatori Socio-Sanitari in attività presso le strutture extraospedaliere residenziali e semiresidenziali per anziani, pubbliche e private accreditate, al fine di contrastare la carenza di personale dovuta all’emergenza pandemica.” e di approvarne per tali motivazioni un corso di formazione e aggiornamento per gli operatori che operano all’interno delle strutture territoriali, ospedaliere ed extraospedaliere pubbliche e private. Considerate questa premessa la scrivente sente l’obbligo di dover intervenire per portare a conoscenza la giunta regionale delle problematiche relative alla figura dell’operatore socio sanitario con “formazione complementare” per far comprendere le seguenti incongruenze legislative che la caratterizzano; Come la stessa giunta scrive nel proprio documento che con la L.R. 9/8/2002 n. 17, che ha integrato la L.R. 16/8/2001, n. 20 “La figura professionale dell’Operatore socio-sanitario” viene introdotto l’ulteriore modulo formativo denominato “Modulo facoltativo complementare in assistenza sanitaria” destinato all’Operatore socio-sanitario (OSS), anticipando nei contenuti il successivo precitato Accordo stipulato il 16 gennaio 2003 (Gazzetta Ufficiale del 03 marzo 2003, n.51) tra il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ; Da allora su tutto il territorio nazionale molti Oss si sono formati con questa “specializzazione” pagando di tasca propria con il fine di migliorare la propria posizione lavorativa e retributiva, ma accusando una dura realtà; L’Oss con formazione Complementare non gode di inserimento nell’ultimo CCNL aran, come nei precedenti e le attività attribuite a questa figura, Oss-Fc o Oss-s, implicano competenze avanzate derivate ed attualmente affidate alla figura infermieristica, di conseguenza un Oss-fc che opera come tale, senza un contratto specifico applicato, di fatto, opera senza congruenti tutele, abusando della professione infermieristica; Non è retribuito correttamente, perché vengono lui affidate competenze maggiori senza differenziarsi dalla retribuzione economica dell’ oss di base (cat.Bs) come da CCnl , in toto dunque non è una figura applicata nel contratto nazionale nonché nei contratti di terzo settore e privati che seguono il primo., risolvendosi, questa annosa questione, in un nulla di fatto.

A seguito di questo vi è una considerazione tecnica e professionale imprescindibile che concerne la responsabilità professionale di oss e infermieri che rischia di procurare errori e rischi clinici che potrebbero con ogni probabilità sfociare poi in contenziosi legali; In fattispecie sulla “somministrazione di terapia farmacologica” di competenza prettamente infermieristica che se demandata a terzi rischia di procurare errori clinici gravi; Così come da subito è apparso poco utile la necessità di uno o più infermieri per garantire il protocollo stilato nell’accordo dell’ Oss-Fc, nella fattispecie prendiamo ad esempio il testo “ Somministra la nutrizione enterale secondo prescrizione e previa verifica da parte dell’infermiere del corretto posizionamento del dispositivo (SNG, PEG,PEJ)” ciò significa che l’infermiere si assicura ,presso il paziente, del corretto funzionamento della stomia percutanea PEG, simultaneamente l’Oss-Fc somministra il farmaco; Questo appare quasi assurdo considerato che l’attività di controllo della pervietà dello stoma e la somministrazione del composto nutrizionale avvengono spesso in concomitanza; Quale utilità?.
Non può un emergenza seppure di tale entità giustificare la riesumazione di una figura che non è mai stata applicata in nessun contesto per le ovvie ragioni sopra esposte; Con la scusante del “facciamo con ciò che abbiamo e facciamolo ora” non si risolvono i problemi, ne della sanità né delle categorie che ne costituiscono la spina dorsale.

Proponiamo invece alla giunta regionale di prendere in considerazione il lavoro in corso d’opera di cui fa parte anche regione Veneto all’interno del contesto della conferenza stato-regioni sulla necessaria e improrogabile revisione del profilo professionale dell’operatore sociosanitario; Contesto quello, congruo, per rivedere in primis la formazione dell’operatore sociosanitario ed il riconoscimento della figura in area sociosantaria come previsto dalla legge 3/2018 art 5, ed infine le competenze.

Cosi prospettando, il nostro paese, come la regione veneto, potrà contare su una permanente e non emergenziale copertura di una rinnovata categoria professionale meglio formata e con competenze adeguate.

Un impegno quest’ultimo che se da parte vostra messo in atto avrebbe un ampia risonanza di approvazione da parte della categoria.

Con la FNOPI, la nostra Federazione ha intrapreso un lavoro sulla “Revisione della Formazione, per il riordino del profilo professionale dell’Operatore Socio Sanitario” in condivisione con altre sigle Sindacali. Siamo inoltre promotori del disegno di Legge della Senatrice “Paola Boldrini” presente agli atti del senato che è stato presentato presso quest’ultimo il 20 gennaio 2021. Il testo è soddisfacente e cerca di mettere ordine su tanti punti sopraelencati in accordo con il favore della categoria e con l’ordine delle professioni infermieristiche.

Un punto di partenza importante da perseguire, tra Ddl ed il lavoro della Conferenza stato regioni in essere, che sono una valida alternativa ad un errato percorso che sta intraprendendo la regione Veneto.

Certi di un vostro positivo riscontro.

Federazione delle professioni sanitarie e sociosanitarie
Minghetti Angelo

Sindacato SHC OSS
Giacchetta Matteo

Redazione AssoCareNews.it
Redazione di AssoCareNews.it
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