Mancano OSS a Sassari, Infermieri rifiutano di eseguire igiene. Ma poi si scopre che…

Mancano OSS a Sassari, Infermieri rifiutano di eseguire igiene. Ma poi si scopre che attribuirebbero assieme ai Medici compiti impropri agli operatori.
Mancano OSS a Sassari, Infermieri rifiutano di eseguire igiene. Ma poi si scopre che attribuirebbero assieme ai Medici compiti impropri agli operatori.

Scoppia il caos in Sardegna, Medici e Infermieri delegano gli Operatori pur non potendolo fare?x

Mancano gli Operatori Socio Sanitari e gli Infermieri si rifiutano, giustamente, di eseguire l’igiene ai pazienti, che sono costretti ad attendere ore infinite prima di essere sistemati. Accade in Sardegna, in una specifica unità operativa del locale nosocomio. Nei giorni scorsi il Coordinamento Regionale sardo del Sindacato Human Caring (che difende essenzialmente gli OSS) ha scritto alla direzione generale e alla direzione infermieristica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari chiedendo l’immediata risoluzione del problema. L’incontro che ne è scaturito ha fatto emergere tante irregolarità. Scopriamo quali.

Medici e Infermieri, per prima cosa, continuano a “delegare” gli OSS (a questa figura si può solo “attribuire” e la differenza è sostanziale) in ambiti assistenziali che non sono contemplati nel loro profilo professionale (somministrazione terapia, medicazioni avanzate, ecc.). Gli Infermieri, dal canto loro, si rifiutano (e giustamente) di compiere atti demansionanti come può essere l’igiene dell’ospite. E allora perché gli Operatori Socio Sanitari non possono rifiutarsi di eseguire azioni non consone alle loro responsabilità e rischiare quotidianamente l’abuso di professione? Proseguiamo per ordine.

Ecco quello che chiedeva SHC

Con la presente nota, il Coordinamento Regionale SHC – Sindacato delle Professioni OSS chiede un incontro urgente a questa spettabile Azienda, per affrontare i gravi problemi di disagio che affliggono i pazienti ricoverati in UO.

Invero, prima di tutto, si deve esprimere e segnalare, da un lato, il crescente disagio dei ricoverati che chiedono di essere puliti e sono costretti ad aspettare che arrivi l’oss alle 14,00, poiché gli infermieri hanno determinato che l’igiene al paziente è demansionamento, rispondendo ai pazienti che: “devono aspettare l’arrivo dell’oss che entra in turno alle 14 per essere lavato”.

Possiamo comprendere le legittime proteste degli infermieri, ma violare il diritto dei cittadini- pazienti che richiedono cure igieniche comporta omissione di atti di ufficio e genera un chiaro rischio per la salute degli stessi pazienti. Il miglioramento della sicurezza dei pazienti esige che sia impegnata tutta una serie di azioni centrate sulla sicurezza del paziente e al suo miglioramento.

Questi,probabilmente supportati da ideologie presuntuose e poco professionali, dettate da determinati sindacati di categoria, continuiamo ad assistere a un modello organizzativo basato sempre di più su discorsi aleatori e sempre meno sulla sostanza.

L’urgenza della richiesta d’incontro è motivata dal fatto di individuare soluzioni in grado di dare efficaci risposte al disagio dei ricoverati, dove si registra, in misura sempre più marcata, inoltre si fa notare che gli operatori socio sanitari, da anni stanno affrontando disagi non più tollerabili che stanno pregiudicando il loro equilibrio psico-fisico, indispensabile per garantire un’assistenza di qualità e priva di esposizione a qualsiasi rischio sia per i lavoratori sia per i pazienti ricoverati. A ciò si aggiunge che spesso viene meno anche il rispetto dei loro diritti e di alcuni basilari istituti contrattuali.

E’ davvero paradossale che gli infermieri affermino che sono il cardine del Sistema Sanitario e preziosi per garantire l’assistenza ai pazienti, per poi affermare che certe manovre sono da demansionamento pronunciando “aspetti alle 14 quando arriva l’oss”, pur essendoci un numero di personale infermieristico sufficiente in turno.

Siamo molto sorpresi che l’azienda sia miope di fronte al disagio e alle enormi criticità del paziente, e una grossa mancanza da parte delle capo sale che sono sorde e cieche.

Si parla molto di carenza infermieristica e poco sulla ricaduta negative dei carichi di lavoro e dei turni degli operatori socio sanitari, quindi sull’assistenza, dove gli infermieri richiedono più oss solo per non compiere prestazioni che ritengono non più di loro pertinenza.

Ci Preme, evidenziare che solo grazie allo spirito di servizio e alla disponibilità del personale OSS, finora è stato possibile garantire l’assistenza necessaria ai cittadini, pur con organico gravemente insufficiente nei turni è ulteriormente appesantita e aggravata dalla mancata presenza dalle 13 alle 14 dell’oss voluta da codesta Azienda per un risparmio economico.

Qui preme puntualizzare che la disposizione degli orari, la mancata prestazione da parte degli infermieri su alcuni compiti prettamente assistenziali porta all’oss a un surplus di lavoro.

In breve, il rapporto oss/pazienti è insufficiente si riflette negativamente sui malati portando gli oss a un rischio superiore di stress psico-fisico esponendo sia i pazienti/utenti sia gli stessi operatori oss in servizio a importanti rischi, per la difficoltà di fornire un’assistenza adeguata, sia in regime ordinario sia soprattutto in condizioni d’urgenza.

E’assolutamente indispensabile tener presente che la visione dell’OSS tuttofare è certamente anacronistica oltre che illegale andando a determinare confusione sul reale ruolo e competenze.

Si parla spesso che demansionare l’infermiere significa cagionare un danno alla professionalità, e che le mansioni inferiori sono vietate e non ammesse neppure di fatto.

Lasciare un paziente sporco che cosa è?
Che danno può subire la professione dell’infermiere se pulisce un paziente o gli porta una padella?

Nascondersi dietro a delle sentenze porta a episodi di conflittualità negando il vero scopo della nascita dell’infermiere portando l’oss a operare in ampi spazi assistenziali con abuso di professione.

Si nota spesso che viene usato per l’oss il termine “supporto” e non “collabora”. In campo di attività “nessuno è di supporto a nessuno, tutti sono un’èquipe”, nel decreto sull’oss il termine di supporto non esiste, ma determina che l’oss “svolge la sua attività in collaborazione”, la parola di supporto bisogna eliminarla dal linguaggio normale come è stato eliminato il termine paramedico alla professione dell’infermiere, stabilendo il campo di attività specifico con la sua propria dignità. Le attività non devono essere imposte a nessun altro, ognuno nell’équipe ha il proprio ruolo, si è tutti integrati in un lavoro, qui si parla di èquipe sanitaria.

La mancanza di un quadro di riferimento da parte di codesta Azienda che dia indicazioni chiare sulle modalità organizzative ha favorito l’utilizzo di personale oss per la copertura di attività selvagge e non attinenti alle funzioni specifica di alcune funzioni, permettendo ad altre figure di instaurare un alibi sulle non prestazioni nelle attività di rilevanza notevole di assistenza alla persona determinando “prestazioni non essenziali, inefficaci, inappropriati ed anti- economici su attività non attinenti alla funzione specifica nell’assistenza generale del paziente”.

Si ritiene pertanto necessario che codesta azienda definisca in modo chiaro la salvaguardia del cittadino paziente, e che l’igiene del paziente non è solo di competenza dell’oss, ma anche degli infermieri.

Ecco la risposta dell’AOU di Sassari

 

La risposta alla lettera di SHC è stata affidata alla dott.ssa Pina Brocchi, direttore dell’UOC Assistenza Infermieristica ed Ostetrica, che di fatto ha tirato le orecchie a tutti, invitando i coordinatori infermieristici a fare il loro lavoro e a programmare meglio le assenza. Nel contempo, non tanto velatamente, la Brocchi ha chiesto di verificare se all’Oss vengono attribuiti compiti non consoni al loro profilo professionale (ricordiamo che non è possibile delegare, l’Infermiere e il Medico possono delegare solo a professionisti sanitari compatibilmente con i dettami dei rispettivi profili).

Che caos. E voi cosa ne pensate? Scrivete a redazione@assocarenews.it

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