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Emergenza Coronavirus. Morta Operatrice Socio Sanitaria a Milano. Si chiamava Rosaria e si era infettata di Covid-19 qualche giorno fa. Non ce l’ha fatta, non è riuscita a sconfiggere il male. Protestano i suoi colleghi: “ci mandate al massacro senza armi, bastardi”.

Rosaria Di Fabio aveva 50 anni e lavorava come Operatrice Socio Sanitaria presso l’Azienda Servizi alla Persona “Golgi Radaelli” a Milano, Ente che gestisce diverse Residenze sanitarie assistenziali sul territorio. “La morte della collega non deve essere vana, devono pagare i responsabile: ogni OSS deve pretendere di lavorare nel massimo della sicurezza in tutti i reparti e sul territorio” – ha riferito la delegazione del sindacato SLAI-COBAS.

Qualche collega di Rosaria ha parlato di impreparazione dell’azienda e di “bastardate” ai danni dei lavoratori, che continuano ad essere mandati in corsia senza armi e senza scudi. Mancano i Dispositivi di Protezione Individuale, manca la formazione, manca la serietà

Lei lavorava nella ASP da diverso tempo. Ha avuto un contatto con un Paziente affetto da Covid-19, si è ammalata a sua volta e il virus le la procurato una brutta polmonite che l’ha costretta dapprima al ricovero, poi al decesso in ospedale.

Per lo SLAI-COBAS “nessuno si è preoccupato di evitare questa morte, ancora oggi si viaggia con la lotteria per avere mascherine e presidi giusti e nessuno si sta preoccupando di fare i tamponi del caso agli operatori”.

Anche la CGIL dell’ASP ha protestato sulla sua pagina Facebook, mentre un collega ha parlato di un “nemico invisibile che in realtà gli OSS e gli altri operatori continuano a vedere materializzarsi nelle corsie dei reparti e delle RSA”.

Un OSS parla di tutele non date da parte dell’Ente. Rosaria era mamma, era una donna ben voluta, una collega infaticabile ed eccezionale. Ora non è più nulla, è una delle tante eroine che si è immolata, suo malgrado al grido “andrà tutto bene”. Tutto bene per lei non è andata e si è spenta senza nemmeno accorgersi di esser dipartita.

Nessuno ha voluto presidiare le case di riposo e le RSA, ora si pagano i danni, danni che si chiamano infetti e morti.

Non sono stati da meno il sindacato di base Cub Sanità e l’ADL Cobas, che hanno parlato di decessi di stato, di operatori immolati in una guerra che non volevano e che non hanno richiesto.

E’ questo un lutto indescrivibile per la categoria, che si aggiunge ai tanti lutti che hanno colpito il mondo degli operatori del Sistema Sanitario Nazionale: Medici, Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie che hanno la sola colpa di avere una divisa e di essere costretti a lavorare perché gli altri hanno deciso che sono eroi. Eroi di pezza, che muoiono a flotte, che vengono spinti a mani nude contro un virus bastardo e micidiale.

Addio Rosaria.