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Angelo, OSS della Protezione Civile: “io lavoro in carcere, ma che ne sarà di noi alla scadenza del Contratto?”.

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Ci scrive Angelo, OSS della Protezione Civile assunto nelle Carceri pugliesi per dare man forte alla lotta alla Pandemia Covid: “cosa ne sarà di noi?”.

Egregio Direttore,

sono un Oss della Protezione Civile volontario in servizio presso un Istituto Penitenziario pugliese. Girovago un po’ qua e là sulle notizie del web per poterne catturare pure una sola recente che parli di noi, ma purtroppo con esito negativo, come se non esistessimo, come se non importasse a nessuno del nostro ruolo nell’emergenza sanitaria vissuta che fra poco grazie a Dio dovrebbe terminare.

Che ne sarà di noi? Qualcuno ci dirà almeno grazie? Qualcuno si renderà conto di quanto sia stata davvero importante la nostra presenza nell’Istituto in cui siamo stati assegnati per quasi 2 anni? Siamo in 3 e il nostro lavoro credo che sia stato eccezionale in una realtà difficile dove convivono 2 Ministeri, quello della Giustizia e della Sanità… noi figli illegittimi di quello dell’Interno (Ministero), lo dico con orgoglio per noi stessi, siamo stati il vettore delle dinamiche relazioni che intercorrono fra professionisti sanitari, uffici penitenziari, area trattamentale, detenuti e loro famiglie.

L’area Sanitaria ci pretendeva come suoi addetti ai servizi sanitari, la Penitenziaria come inviati a completa disposizione della Struttura. Il nostro potenziale è stato proprio quello di non essere né della Giustizia né della Sanità ma della Protezione Civile e quindi solamente in 3 abbiamo accontentato tutti, ad iniziare dalle esigenze dei Detenuti, nostri utenti principali e non come volontari della Protezione Civile ma come volenterosi al Servizio dello Stato.

Ci siamo occupati degli ingressi in Istituto, della burocrazia fra area sanitaria e uffici penitenziari e specialistici sanitari, ci siamo occupati dell’ingresso dei detenuti nuovi giunti, dell’ingresso dei familiari ai colloqui, della procedura di acquisto dei farmaci personali e dei prodotti da banco farmaceutici dei detenuti nonché dell’acquisto, siamo stati il portavoce di tutti non dipendenti da nessuno ma disponibili con tutti.

Ma ciò non ha a che fare con la pandemia e noi invece siamo stati mandati per quella! Ed infatti ci siamo occupati dell’organizzazione dei vaccini.

Abbiamo raccolto tutti i dati della popolazione dei detenuti, abbiamo stilato calendari ed elenchi delle vaccinazioni per la popolazione detenuta, per la polizia penitenziaria ed anche i civili, abbiamo calcolato le esigenze di fornitura dei vaccini, ci siamo occupati delle richieste, abbiamo registrato le vaccinazioni, abbiamo prodotto gli attestati, le comunicazioni all’area sanitaria e agli uffici penitenziari delle vaccinazioni effettuate, abbiamo richiesto iscrizioni in anagrafica vaccinale al SISP dei Detenuti di altre regioni e stranieri, abbiamo raccolto i dati necessari per produrre i green pass ai detenuti lavoranti all’interno del Carcere e a quelle persone scarcerate senza il quale non potevano accedere neanche ad un mezzo pubblico per poter rientrare al loro domicilio… si abbiamo dato tanto alla pandemia, io personalmente a gennaio 2021 ho dato la mia salute prendendo il Covid con altri 3 operatori sanitari proprio all’interno del carcere.

Adesso tutto finisce grazie a Dio, nessuno si prenderà carico di noi e purtroppo non mi aspetto neanche un grazie da quelle Istituzioni per cui abbiamo lottato in prima linea. Vi ringrazio se avete ascoltato il mio sfogo.

Dio vi benedica.

Angelo, OSS

Leggi anche:

OSS nelle Carceri: di cosa si occupa e quali sono le sue responsabilità.

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