Le strutture sociosanitarie italiane potranno assumere con maggiore rapidità gli operatori socio-sanitari (OSS) che hanno conseguito la qualifica professionale all’estero. È una delle novità introdotte dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112, che ha convertito il Decreto-Legge n. 62/2026, noto come Decreto Lavoro 2026.
L’obiettivo della norma è semplificare il reclutamento di personale in un momento in cui la carenza di OSS rappresenta una delle principali criticità del sistema socioassistenziale italiano.
Stop ai lunghi tempi per il riconoscimento dei titoli.
La novità più importante riguarda le procedure di riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all’estero. Fino a oggi, il percorso per ottenere l’equipollenza del titolo poteva richiedere anche diversi anni, rallentando l’ingresso di nuovi professionisti nel mercato del lavoro.
Con la nuova disciplina, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge dovranno essere definiti, attraverso un’intesa tra Governo e Regioni, i requisiti minimi che le qualifiche estere dovranno possedere per consentire l’assunzione degli operatori.
Saranno quindi le strutture sanitarie e sociosanitarie a verificare il possesso dei requisiti previsti dalle future linee guida, potendo procedere all’assunzione anche mentre prosegue l’iter amministrativo per il riconoscimento definitivo del titolo.
Più personale per affrontare l’emergenza degli organici.
La modifica legislativa nasce dalla necessità di dare una risposta concreta alla crescente difficoltà nel reperire OSS, infermieri e altre figure assistenziali. Molte RSA, case di riposo e servizi territoriali segnalano infatti da tempo una grave carenza di personale, con ripercussioni sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità dell’assistenza.
Secondo la deputata Silvana Comaroli, promotrice dell’emendamento che ha introdotto la modifica durante l’iter parlamentare del Decreto Lavoro, il nuovo sistema consentirà alle strutture di ridurre sensibilmente i tempi di reclutamento, purché gli operatori soddisfino i requisiti che saranno stabiliti dal Ministero della Salute d’intesa con le Regioni, compresa un’adeguata conoscenza della lingua italiana.
Un sostegno concreto a RSA e servizi per gli anziani.
La possibilità di assumere più rapidamente personale qualificato proveniente dall’estero rappresenta una misura particolarmente importante per le residenze sanitarie assistenziali e per i servizi dedicati agli anziani non autosufficienti.
Negli ultimi anni molte strutture hanno denunciato difficoltà nel garantire gli standard assistenziali richiesti proprio a causa della carenza di operatori. In alcuni casi il rischio è stato quello di limitare l’attività o ridurre la disponibilità di posti letto.
L’accelerazione delle procedure potrebbe quindi contribuire a garantire una maggiore continuità assistenziale, evitando che la mancanza di personale comprometta l’erogazione dei servizi.
Le prossime tappe.
La piena operatività della norma dipenderà ora dall’adozione dell’intesa tra Stato e Regioni, che dovrà definire i criteri tecnici per la verifica delle qualifiche professionali conseguite all’estero.
Solo dopo la pubblicazione delle linee guida le strutture potranno applicare concretamente le nuove procedure di assunzione, con l’obiettivo di rispondere più rapidamente alla crescente domanda di personale sociosanitario e di rafforzare un settore che da anni soffre una cronica carenza di professionisti.
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