Nel dibattito pubblico e professionale si sente spesso affermare che l’Operatore Socio-Sanitario (OSS) sia a tutti gli effetti una “figura sanitaria”. Tuttavia, analizzando con rigore le leggi vigenti e consultando esperti legali, emerge una realtà diversa: l’OSS non è un operatore sanitario.
Sebbene questa figura operi quotidianamente all’interno dell’area socio-sanitaria a stretto contatto con infermieri e medici, la sua natura giuridica resta un’altra. Vediamo perché.
Il nodo della Legge 3/2018: “Interesse sanitario” non significa “Sanitario”.
L’equivoco nasce spesso da una lettura superficiale della Legge 3/2018 (la cosiddetta Legge Lorenzin). Molti interpretano l’inserimento dell’OSS nell’area socio-sanitaria come una sorta di “promozione” automatica a professione sanitaria.
Tuttavia, andando a sviscerare il testo normativo, ci si imbatte nella dicitura esatta: l’Operatore Socio-Sanitario è una “figura tecnica di interesse sanitario”.
Il parere dei legali: un “censimento” senza valore pratico.
Consultando avvocati ed esperti di diritto del lavoro, l’analisi della dicitura “interesse sanitario” appare chiara: si tratta di una definizione che potremmo definire di “censimento” o descrittiva, ma che non cambia la sostanza giuridica.
Quello che conta davvero è la prima parte della definizione: figura tecnica. Finché l’OSS rimarrà classificato come profilo tecnico, non potrà essere equiparato alle professioni sanitarie (come medici, infermieri o fisioterapisti), che possiedono un percorso formativo e un inquadramento giuridico radicalmente differente.
Le conseguenze: Albo, Collegio e Assicurazione.
Questa distinzione non è una semplice questione di “etichette”, ma ha riflessi pesantissimi sulla vita professionale dell’operatore:
- Assenza di Albo o Collegio: non essendo una professione sanitaria, per l’OSS non è prevista l’istituzione di un Ordine o di un Collegio professionale.
- Copertura Assicurativa: questo è il punto più critico. Senza il riconoscimento come figura sanitaria, la tutela e la copertura assicurativa per la responsabilità professionale non possono essere sovrapponibili a quelle delle professioni sanitarie. L’operatore rimane esposto in modo diverso rispetto ai colleghi con cui collabora nei reparti.
- Inquadramento Contrattuale: la natura tecnica limita lo sviluppo di carriera e il riconoscimento economico che spetterebbe a chi opera in ambito clinico-assistenziale con responsabilità sanitarie piene.
Piena consapevolezza del proprio status.
È fondamentale che chi opera nel settore e chi aspira a farlo abbia piena consapevolezza del proprio status. Definire l’OSS un operatore sanitario è, allo stato attuale, un errore normativo. Solo un intervento legislativo che trasformi la figura da “tecnica” a “sanitaria” potrà cambiare questo scenario, aprendo le porte a tutele, albi e assicurazioni oggi preclusi.
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