Gli ospedali civili francesi si stanno preparando per accogliere un eventuale afflusso massiccio di militari feriti in un possibile conflitto in Europa. Lo prevede una circolare del ministero della Salute francese, resa nota dal settimanale satirico Le Canard Enchainé, che ha preso visione del documento.
La circolare, datata 18 luglio 2025, impone alle agenzie regionali sanitarie di predisporre, in collaborazione con il ministero della Difesa, l’installazione di centri di smistamento per soldati feriti. Questi centri dovranno gestire un flusso che potrebbe arrivare fino a 15 mila militari nel periodo compreso tra 10 e 180 giorni, con un impegno operativo di 100 pazienti al giorno per 60 giorni consecutivi e picchi di 250 pazienti al giorno per 3 giorni consecutivi.
Per garantire una risposta efficace, gli ospedali dovranno potenziare posti letto, attrezzature specialistiche e formare il personale sanitario ad affrontare ferite da combattimento e traumi complessi, spesso diversi da quelli trattati in ambito civile. Inoltre, la circolare prevede la creazione di centri medici temporanei vicino a infrastrutture di trasporto strategiche come stazioni ferroviarie, aeroporti e porti, per stabilizzare i militari feriti e facilitarne il rimpatrio verso i Paesi di origine una volta ristabiliti.
La ministra della Salute francese, Catherine Vautrin, ha chiarito che queste misure sono precauzionali e fanno parte di una normale strategia di preparazione nazionale, simile a quelle adottate durante la pandemia di Covid-19, per anticipare emergenze di vario tipo e garantire la prontezza del sistema sanitario.
Questo piano si inserisce in uno scenario geopolitico segnato da tensioni internazionali, dove la Francia, in coordinamento con la NATO e l’Unione Europea, si prepara a far fronte a un possibile coinvolgimento in conflitti armati su larga scala.
E in Italia cosa si sta facendo in merito? O ci dobbiamo fare trovare impreparati come è accaduto per il COVID?
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