GENOVA. Dopo settimane di forte preoccupazione e una cappa di pessimismo legata alla fuga di oltre un centinaio di dipendenti, si intravedono i primi segnali di reazione all’Ospedale Galliera di Genova. La direzione è corsa ai ripari per arginare l’emorragia di personale, mettendo in campo una strategia su più fronti per scongiurare il drastico taglio dei posti letto e mantenere operativi i servizi essenziali.
I nuovi arrivi dalle graduatorie. Già dai prossimi giorni, con contratti a tempo indeterminato, prenderanno servizio una ventina di infermieri attinti dalla graduatoria del concorso del San Martino. I nuovi professionisti, non appena concluse le procedure burocratiche, verranno destinati a reparti nevralgici e ad alta intensità di cure come Cardiologia, Neurologia e Urologia. La pratica delle assunzioni è seguita in prima linea dal commissario straordinario del Galliera, Francesco Quaglia, e dalla direttrice sanitaria, Pamela Morelli.
Il ricorso al privato e l’esternalizzazione alle cooperative. Le sole graduatorie pubbliche, tuttavia, non bastano a colmare i vuoti. Per evitare il blocco o la riduzione dell’attività chirurgica, il management della “Duchessa di Carignano” si è già mosso per proporre contratti (solitamente di un anno) a infermieri e strumentisti di sala operatoria provenienti dal mercato privato, con la speranza di integrare una trentina di unità entro la fine di settembre.
Inoltre, nell’arco di un mese, scatterà una terza mossa d’emergenza: la direzione è pronta ad affidare a una cooperativa esterna la gestione dei servizi infermieristici di Medicina, Geriatria e di alcuni ambulatori. Si tratta, rimarcano dall’amministrazione, di una “soluzione temporanea” finalizzata a evitare il taglio dei posti letto. L’obiettivo a medio termine, in attesa di un nuovo concorso, è riuscire a contrattualizzare almeno una settantina di infermieri entro la metà di ottobre.
Il dibattito e la posizione dei sindacati. Come redazione di AssocareNews.it, accogliamo positivamente questa inversione di tendenza: si tratta di un segnale vitale per un ospedale che deve assolutamente tornare attrattivo per i professionisti della salute. È innegabile, oggi, che le Case della Comunità e la sanità territoriale rappresentino la prima scelta per molti colleghi, ma la sanità ligure non può fare a meno del Galliera, e le istituzioni regionali devono supportarlo in ogni modo possibile.
I toni restano invece molto accesi sul fronte sindacale. La Cgil Funzione Pubblica ha infatti lanciato un duro attacco alla giunta regionale. Secondo il segretario regionale Luca Infantino, la recente fuga del personale infermieristico “è la diretta conseguenza di condizioni di lavoro sempre più difficili, carichi di lavoro insostenibili e retribuzioni nettamente inferiori rispetto a quelle delle altre aziende del territorio”.
Una diaspora di competenze che, denuncia la Cgil, avrebbe già spinto la direzione a una riduzione effettiva di circa 50 posti letto. “Un danno per l’ospedale e per i cittadini – sottolinea Infantino – Meno letti nei reparti significano l’aumento del fenomeno del boarding in Pronto Soccorso, con utenti che saranno costretti ad attendere giorni su una barella in attesa di un ricovero”.
La sfida per il Galliera è dunque appena iniziata: tamponare l’emergenza è fondamentale, ma la vera cura a lungo termine dovrà passare necessariamente per la valorizzazione professionale ed economica dei suoi infermieri.
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