Infermieri italiani si uniscono in un appello forte per fermare la crisi umanitaria a Gaza e garantire assistenza sanitaria senza ostacoli, evidenziando il coraggio di chi cura sotto le bombe.
Urgenza umanitaria e deontologia professionale.
David Nucci, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia, presieduto da David Nucci, esprime profonda preoccupazione per la situazione nella Striscia di Gaza e nelle aree colpite dal conflitto mediorientale: «La crisi umanitaria ci tocca profondamente. È nel nostro Dna deontologico, al di là di ogni connotazione politica, difendere e sostenere chi soffre».
Nucci sottolinea la necessità di «garantire l’accesso alle cure anche nei territori del conflitto, dove gli operatori sanitari lavorano mettendo a rischio la propria vita. La nostra professione si fonda sul rispetto della vita, della dignità e dei diritti fondamentali».
L’appello di Opi Salerno: fermezza e solidarietà.
Il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Salerno, presieduto da Cosimo Cicia, si unisce all’appello per un immediato cessate il fuoco a Gaza, definendo la violenza in corso un vero e proprio massacro, con civili, donne, bambini e operatori sanitari vittime di aggressioni indiscriminate.
«Rivolgo un appello accorato alle istituzioni italiane, alla comunità internazionale e a tutte le organizzazioni professionali – dichiara – affinché si mobilitino con ogni mezzo diplomatico per fermare la carneficina e ristabilire condizioni di sicurezza e rispetto del diritto internazionale».
Il coraggio degli infermieri a Gaza.
Entrambi gli Ordini esprimono ammirazione e gratitudine verso gli infermieri che, nonostante i bombardamenti, la scarsità di risorse e l’estremo pericolo, continuano a offrire cure e conforto a feriti e malati. «Sono un esempio straordinario di dedizione, professionalità e umanità», evidenziano.
Statistiche recenti sulla crisi umanitaria e sanitaria a Gaza (2025).
- Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel primo semestre del 2025 sono stati segnalati oltre 2.500 tra feriti e malati che hanno richiesto assistenza urgente in strutture sanitarie a Gaza.
- Più del 65% delle strutture ospedaliere e cliniche mobili registrano danni diretti o funzionamento limitato a causa dei bombardamenti e delle difficoltà di rifornimento.
- Gli operatori sanitari locali hanno denunciato una carenza di oltre il 40% di medicinali essenziali e materiali sanitari, aggravata dall’isolamento e dai blocchi nei corridoi umanitari.
- Il Fondo ONU per l’Infanzia (UNICEF) stima che circa il 55% dei bambini a Gaza soffra di malnutrizione acuta o traumi psicologici causati dal conflitto.
- Oltre il 30% degli operatori sanitari hanno subito ferite o hanno perso la vita durante le operazioni mediche nelle zone di conflitto nel 2025, creando un grave vuoto di personale qualificato.
Messaggio: fermiamo il massacro, sosteniamo la cura e i diritti fondamentali.
L’intervento congiunto di Firenze-Pistoia e Salerno invita a fermare il massacro a Gaza, a proteggere gli operatori sanitari e a garantire il diritto universale all’assistenza, «perché la salute è un bene primario e trasversale a ogni conflitto».
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