Il CECRI riconosciuto Centro di Eccellenza internazionale. Al Congresso di Roma il confronto sulla diagnosi infermieristica nei LEA, sugli outcome clinici e sul futuro dell’assistenza basata sulle evidenze.
ROMA – Un passo storico per l’infermieristica italiana e per il riconoscimento internazionale della ricerca professionale. Il XV Congresso Internazionale del CECRI (Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica), ospitato il 28 maggio 2026 presso il Ministero della Salute, ha sancito ufficialmente la nascita di una partnership strategica tra OPI Roma e INKA (International Nursing Knowledge Association), la principale organizzazione mondiale impegnata nello sviluppo e nella standardizzazione della conoscenza infermieristica.
L’accordo rappresenta molto più di una semplice collaborazione accademica: segna infatti l’ingresso della ricerca infermieristica italiana all’interno di una rete internazionale dedicata alla produzione, validazione e diffusione del sapere professionale, con importanti ricadute sulla pratica clinica, sulla formazione e sull’organizzazione dei servizi sanitari.
Il CECRI entra nella rete internazionale coordinata da INKA.
La firma dell’accordo è avvenuta durante i lavori congressuali alla presenza di Heather Herdman, amministratore delegato di INKA, e dei rappresentanti del Consiglio Direttivo dell’associazione internazionale.
La partnership attribuisce al CECRI un ruolo di rilievo all’interno del network globale della conoscenza infermieristica, riconoscendone il valore scientifico e il contributo offerto negli ultimi quindici anni alla crescita della professione.
Un risultato che certifica il percorso avviato nel 2010 dal centro di ricerca di OPI Roma, protagonista di numerose pubblicazioni scientifiche e progetti dedicati all’innovazione assistenziale.
“Si tratta di un riconoscimento che premia una storia di ricerca e produzione scientifica costruita nel tempo”, ha dichiarato il presidente di OPI Roma, Maurizio Zega. “Ora il nostro compito è trasformare le evidenze scientifiche in pratica clinica quotidiana, affinché possano generare benefici concreti per i cittadini e per il sistema sanitario”.
Diagnosi infermieristica e LEA: una sfida per il futuro della sanità.
Uno dei temi centrali del congresso è stato il ruolo della diagnosi infermieristica all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), una questione che da anni alimenta il dibattito professionale e istituzionale.
L’evoluzione epidemiologica della popolazione italiana, caratterizzata da un progressivo invecchiamento e dall’aumento delle patologie croniche, impone infatti modelli assistenziali sempre più integrati e multidisciplinari.
In questo scenario, la diagnosi infermieristica assume un ruolo strategico perché consente di identificare in modo sistematico i bisogni assistenziali della persona, pianificare gli interventi e monitorare gli esiti delle cure.
Secondo gli esperti intervenuti al congresso, il riconoscimento formale della diagnosi infermieristica nei LEA potrebbe contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza, favorendo una maggiore integrazione tra professionisti e una più efficace presa in carico dei pazienti complessi.
Superare i “silos professionali”.
Tra i concetti più discussi durante il congresso vi è stato quello dei cosiddetti “silos professionali”, ovvero modelli organizzativi nei quali le diverse professioni sanitarie operano in maniera separata e poco integrata.
Un approccio che, secondo numerose evidenze scientifiche, rischia di generare inefficienze, duplicazioni di attività e dispersione di risorse.
La crescente complessità dei bisogni di salute richiede invece una collaborazione strutturata tra medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori del territorio, valorizzando le specifiche competenze di ciascuna figura professionale.
In tale contesto, la diagnosi infermieristica viene considerata uno strumento fondamentale per descrivere e misurare i risultati dell’assistenza, contribuendo a migliorare la qualità complessiva dei percorsi di cura.
INKA e l’evoluzione della tassonomia infermieristica mondiale.
Per rendere possibile una valutazione uniforme e comparabile dell’assistenza è necessario utilizzare un linguaggio professionale condiviso.
Da oltre quarant’anni INKA, già conosciuta a livello internazionale come NANDA International, lavora proprio alla costruzione e all’aggiornamento di una tassonomia standardizzata delle diagnosi infermieristiche.
Attraverso una continua revisione basata sulle evidenze scientifiche, l’organizzazione definisce concetti, classificazioni e terminologie che consentono agli infermieri di tutto il mondo di utilizzare un linguaggio comune nella documentazione clinica, nella ricerca e nella formazione.
La standardizzazione del linguaggio rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per garantire qualità, sicurezza e comparabilità dei dati assistenziali.
Il PAI e l’esperienza della Regione Lazio.
Uno dei risultati più concreti dell’applicazione delle classificazioni infermieristiche è rappresentato dal Piano Assistenziale Individualizzato (PAI), uno strumento che traduce il linguaggio diagnostico infermieristico in un modello operativo utilizzabile nella pratica clinica quotidiana.
Negli ultimi mesi la Regione Lazio ha compiuto un passo significativo introducendo il PAI all’interno della cartella clinica elettronica regionale.
La decisione rappresenta un importante riconoscimento istituzionale del ruolo della diagnosi infermieristica e consente di migliorare la tracciabilità degli interventi assistenziali, la raccolta di dati clinici strutturati e la misurazione degli esiti delle cure.
Per molti osservatori si tratta di una delle esperienze più avanzate attualmente presenti in Italia nell’ambito dell’informatica infermieristica e della documentazione clinica digitale.
Ricerca, dati e assistenza basata sulle evidenze.
La standardizzazione del linguaggio infermieristico non ha solamente una funzione organizzativa.
L’utilizzo di terminologie condivise permette infatti di raccogliere grandi quantità di dati clinici omogenei, indispensabili per sviluppare studi multicentrici, confrontare risultati assistenziali e produrre nuove evidenze scientifiche.
La disponibilità di dati strutturati rappresenta uno dei pilastri della moderna ricerca infermieristica e costituisce un elemento fondamentale per orientare le politiche sanitarie e migliorare la qualità delle cure.
In questo senso, la partnership tra OPI Roma e INKA apre nuove prospettive per la partecipazione italiana ai principali progetti internazionali dedicati allo sviluppo delle scienze infermieristiche.
Un riconoscimento che guarda al futuro.
L’accordo siglato a Roma segna una tappa significativa nel percorso di crescita dell’infermieristica italiana.
Il riconoscimento del CECRI come Centro di Eccellenza internazionale testimonia la maturità scientifica raggiunta dalla professione e la crescente attenzione verso modelli assistenziali basati su evidenze, dati misurabili e risultati clinici documentabili.
La sfida futura sarà trasformare il patrimonio di conoscenze prodotto dalla ricerca in strumenti concreti per la pratica quotidiana, migliorando la qualità dell’assistenza e la risposta ai bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e complessa.
Con l’ingresso nel network mondiale coordinato da INKA, la ricerca infermieristica italiana rafforza la propria presenza sulla scena internazionale e si candida a svolgere un ruolo sempre più attivo nella costruzione della sanità del futuro.
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