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Un’analisi approfondita condotta dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Regione Marche in vista della rilevazione ministeriale del fabbisogno per l’anno accademico 2026/2027, svela un quadro allarmante e, soprattutto, propone un cambio di paradigma radicale per affrontare la crisi del personale sanitario.
La questione, secondo gli OPI, non può più essere risolta con il semplice calcolo dei pensionamenti. Serve una pianificazione strategica che guardi oltre l’emergenza.
La crisi in cifre: il gap crescente.
Lo studio metodologico ha esaminato l’andamento del personale infermieristico, confrontando il numero di professionisti che andranno in quiescenza nel periodo 2025-2044 con i nuovi laureati stimati dai posti a bando attuali nel Corso di Laurea in Infermieristica.
L’analisi evidenzia una criticità drammatica:
- Si prevede un gap negativo crescente tra infermieri laureati e pensionati dal 2031 al 2041.
- Questo calcolo non tiene conto di fattori che aggravano ulteriormente la carenza, come i pensionamenti anticipati, i riscatti, gli abbandoni della professione e, soprattutto, i nuovi bisogni assistenziali emergenti.
Una simulazione che prevedeva un aumento graduale dei posti a bando ha mostrato solo un parziale superamento delle difficoltà, confermando l’impossibilità di risolvere il problema solo aumentando le iscrizioni universitarie.
Superare la logica del “cosa manca”.
Gli OPI Marche sottolineano che la soluzione non è nella contabilità, ma nella strategia. È necessario abbandonare la logica del “cosa manca” in favore del “cosa serve”.
Il nuovo paradigma proposto impone di considerare in modo sistemico i fattori che influenzano la domanda di assistenza:
- Cambiamenti demografici (invecchiamento della popolazione) ed epidemiologici.
- Evoluzioni scientifiche e tecnologiche.
- Innovazioni normative e formative.
- Adeguamento urgente dei modelli organizzativi e assistenziali.
- Definizione di criteri standard per le dotazioni organiche (staffing).
- Introduzione della figura di supporto, l’Assistente Infermiere.
Le proposte OPI: responsabilità condivise.
La soluzione proposta dagli OPI è un approccio collaborativo che coinvolge tutti i livelli istituzionali:
| Attore Istituzionale | Compito Proposto |
|---|---|
| Ministero della Salute | Definire criteri uniformi per strutture, servizi e fabbisogni professionali. Dare indirizzi su formazione universitaria, profilo OSS e, soprattutto, Assistente Infermiere. |
| Regioni | Programmare gli assetti organizzativi in linea con i decreti ministeriali. Rivedere le organizzazioni superando modelli rigidi e formare operatori di supporto. |
| Aziende Sanitarie | Determinare le reali necessità di personale (staffing e skill-mix). Rivedere i modelli organizzativi obsoleti, formare il personale e sperimentare nuovi modelli assistenziali. |
Il Piano d’azione proposto.
La strategia finale è duplice e complementare:
- Breve Periodo: Circoscrivere il fabbisogno formativo all’obiettivo di garantire l’attuale turnover pensionistico (sostituire chi va in pensione).
- Medio-Lungo Periodo: Parallelamente, avviare studi rigorosi su staffing e skill-mix e iniziare le sperimentazioni per l’introduzione dell’Assistente Infermiere come figura di supporto qualificata.
In sintesi, la professione infermieristica propone una soluzione sistemica basata sulla pianificazione quinquennale, sulla revisione dei modelli assistenziali e sull’integrazione con figure di supporto qualificate. L’obiettivo è costruire un sistema sanitario sostenibile, evitando di limitarsi a un mero “tampone” dei vuoti di personale.

