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19 Gen 2026, Lun

OPI Marche: la soluzione alla carenza infermieristica non è solo nel “turnover”.

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​Un’analisi approfondita condotta dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Regione Marche in vista della rilevazione ministeriale del fabbisogno per l’anno accademico 2026/2027, svela un quadro allarmante e, soprattutto, propone un cambio di paradigma radicale per affrontare la crisi del personale sanitario.

​La questione, secondo gli OPI, non può più essere risolta con il semplice calcolo dei pensionamenti. Serve una pianificazione strategica che guardi oltre l’emergenza.

​La crisi in cifre: il gap crescente.

​Lo studio metodologico ha esaminato l’andamento del personale infermieristico, confrontando il numero di professionisti che andranno in quiescenza nel periodo 2025-2044 con i nuovi laureati stimati dai posti a bando attuali nel Corso di Laurea in Infermieristica.

​L’analisi evidenzia una criticità drammatica:

  • ​Si prevede un gap negativo crescente tra infermieri laureati e pensionati dal 2031 al 2041.
  • ​Questo calcolo non tiene conto di fattori che aggravano ulteriormente la carenza, come i pensionamenti anticipati, i riscatti, gli abbandoni della professione e, soprattutto, i nuovi bisogni assistenziali emergenti.

​Una simulazione che prevedeva un aumento graduale dei posti a bando ha mostrato solo un parziale superamento delle difficoltà, confermando l’impossibilità di risolvere il problema solo aumentando le iscrizioni universitarie.

​Superare la logica del “cosa manca”.

​Gli OPI Marche sottolineano che la soluzione non è nella contabilità, ma nella strategia. È necessario abbandonare la logica del “cosa manca” in favore del “cosa serve”.

​Il nuovo paradigma proposto impone di considerare in modo sistemico i fattori che influenzano la domanda di assistenza:

  • ​Cambiamenti demografici (invecchiamento della popolazione) ed epidemiologici.
  • ​Evoluzioni scientifiche e tecnologiche.
  • ​Innovazioni normative e formative.
  • ​Adeguamento urgente dei modelli organizzativi e assistenziali.
  • ​Definizione di criteri standard per le dotazioni organiche (staffing).
  • ​Introduzione della figura di supporto, l’Assistente Infermiere.

​Le proposte OPI: responsabilità condivise.

​La soluzione proposta dagli OPI è un approccio collaborativo che coinvolge tutti i livelli istituzionali:

Attore IstituzionaleCompito Proposto
Ministero della SaluteDefinire criteri uniformi per strutture, servizi e fabbisogni professionali. Dare indirizzi su formazione universitaria, profilo OSS e, soprattutto, Assistente Infermiere.
RegioniProgrammare gli assetti organizzativi in linea con i decreti ministeriali. Rivedere le organizzazioni superando modelli rigidi e formare operatori di supporto.
Aziende SanitarieDeterminare le reali necessità di personale (staffing e skill-mix). Rivedere i modelli organizzativi obsoleti, formare il personale e sperimentare nuovi modelli assistenziali.

Il Piano d’azione proposto.

​La strategia finale è duplice e complementare:

  1. Breve Periodo: Circoscrivere il fabbisogno formativo all’obiettivo di garantire l’attuale turnover pensionistico (sostituire chi va in pensione).
  2. Medio-Lungo Periodo: Parallelamente, avviare studi rigorosi su staffing e skill-mix e iniziare le sperimentazioni per l’introduzione dell’Assistente Infermiere come figura di supporto qualificata.

​In sintesi, la professione infermieristica propone una soluzione sistemica basata sulla pianificazione quinquennale, sulla revisione dei modelli assistenziali e sull’integrazione con figure di supporto qualificate. L’obiettivo è costruire un sistema sanitario sostenibile, evitando di limitarsi a un mero “tampone” dei vuoti di personale.

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